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Tremonti Tremonti quante Balle ci Racconti?

16 marzo 2011

 

di Francesco Carbone

Mi rifiuto di essere preso per un imbecille! Io sono un imbecille perchè, nonostante tutte le mie previsioni rivelatesi azzeccatissime, sono ancora qua a cercare di fare cultura su usemlab, anzichè cercare di fare i soldi per scappare da questo paese fallito, gestito in una maniera disastrosa oramai da oltre quaranta anni! Eppure, dopo avere dedicato gli ultimi 9 anni della mia vita a riparare ai danni di un insegnamento economico disastroso ricevuto all’università, mi rifiuto di essere preso per imbecille niente po po di meno che dal ministro dell’economia italiana. …

Giovedì scorso la puntata di Annozero era dedicata alla crisi. Rischi fatali il titolo. In studio il ministro Tremonti. Che ci racconta la cause di una crisi dalla quale, come ho ripetuto più volte, non si uscirà se non si cambia percorso, abbandonando lo statalismo, l’interventismo, e quelle stupide teorie economiche ortodosse. Niente di tutto ciò è stato fatto, e infatti ci stiamo avvitando in qualcosa di sempre più tremendo e feroce.

Ma ascoltiamo Tremonti che per spiegare la crisi si presenta con tanto di pennarello e lavagna. Ci sediamo e prendiamo appunti. Per uno che ha trascritto tutto il corso di introduzione all’economia di Huerta de Soto, professore spagnolo di scuola Austriaca, oltre 40 lezioni e 100 ore di insegnamenti preziosi come l’oro, è davvero un gioco da ragazzi, il problema semmai è il contrario, cioè resistere stoicamente a qualche decina di minuti di cose economicamente inaudibili. Vi assicuro che non è stato facile.

Tremonti nel corso del suo intervento presenta, con l’aiuto di lavagna, pennarello e tre scarabocchi che neanche un bambino dell’asilo,  i suoi Trecconti, che poi vengono definiti i tre mostri che stanno cambiando la storia, minando gli equilibri a cui eravamo abituati, e in ultima analisi il nostro placido benessere fornito dallo stato sociale.

Saltiamo la premessa biblica sulla quale ancora ci stiamo interrogando (“se uno vuole essere aggiornato dovrebbe rileggersi la bibbia con il mare che si apre”…??? scusa??? what are you talking about!?) per andare al sodo. Dice Tremonti che una volta, quando l’economia era al servizio della finanza e non viceversa (verissimo, lo sostengo anche io nel mio libro, il problema però è capire dove si annidano le cause di questa inversione, cosa che io penso di aver fatto correttamente mentre lui come vedremo si diverte a fare l’illusionista!) per una transazione reale ce ne erano 3-4 di natura finanziaria. Adesso ce ne sono 20 di natura finanziaria contro una reale. Questo, dice Tremonti, avveniva una volta in un mondo (apparentemente idilliaco, nda) dove la sovranità della moneta era degli Stati! (e già perchè invece adesso la sovranità delle moneta è di babbo natale barbakkio e della befana tricheca, penso io, che seduti alla presidenza delle banche centrali regalano denaro a tutti quelli che ne hanno bisogno, a condizione ovviamente che non siano comuni mortali bisognosi ma banche, assicurazioni e stati. E poi tra me e me mi chiedo: con questa sottile dichiarazione non sarà mica Tremonti un signoraggista ancora non ufficialmente dichiarato?)

Dice quindi Tremonti che da allora la geografia è cambiata, non è più geografia politica ma è nuova geografia economica e mercantile. Certo, mercantile sicuro, visto che un sistema economico basato su una concorrenza di valute fiduciarie, a corso forzoso, create arbitrariamente dal nulla, non può che realizzarsi nel peggiore mercantilismo di tutti i tempi, come spiega bene Gary North, autore del libro Cosa è il Denaro, nel suo splendido articolo Mercantilism: Old and New. Che la geografia ora sia economica e non politica, deo gratias, meno male, dovevamo continuare a vivere con dazi, restrizioni di movimento di capitale, restrizioni al commercio? Boh. Da quel che sembra insinuare Tremonti pare di si. E infatti introduce subito l’argomento WTO.

Il WTO, che sta per organizzazione mondiale del commercio. A questa sigla viene associata subito la parola Ideologia. Che brutta parola ideologia! Usata non a caso. Per insinuare negli ascoltatori, attraverso il ponte del WTO, che il commercio internazionale sia una brutta cosa. La nuova ideologia è stata introdotta a Marrakesh nel 1995. Implicitamente quindi, Tremonti getta cattiva luce sul commercio mondiale, cioè internazionale. Come fosse una brutta bestia. Peccato che Ricardo avesse dimostrato già qualche secolo fa come il commercio apporti benefici a tutte le controparti coinvolte. Una legge economica che viene implicitamente contestata anche più avanti nel corso della trasmissione dal direttore di Repubblica ricorrendo alla teoria dei vasi comunicanti.

Piccola digressione. L’ignoranza economica è una brutta cosa. Diceva Mises che senza una corretta teoria economica non si può neanche fare storia. Verissimo. Gli storici quasi sempre sono pessimi economisti. Ergo… lasciamo perdere… in ogni caso, tutta l’economia ortodossa è fondata su una profonda ignoranza: il non aver capito che la scienza economica è una scienza sociale, basata sull’azione umana, e non una scienza che studia gli oggetti della natura. Cosa c’entrano i vasi comunicanti e una legge fisica con la globalizzazione e il commercio internazionale? Niente, proprio un bel niente! Il commercio internazionale, come diceva Ricardo, porta a un arricchimento di tutte le parti coinvolte, non porta a un trasferimento di ricchezza da un paese all’altro. Non collega due vasi comunicanti (due paesi) e un liquido (la ricchezza) che passa da uno all’altro. Collega invece due paesi che possono specializzarsi nel produrre cose diverse nelle quali sono relativamente più competitivi, e tale processo, che si realizza attraverso il mercato, cioè il libero scambio, arricchisce entrambi i paesi! Creazione di ricchezza, non mero trasferimento. Espansione della frontiera delle possibilità, non una coperta troppo corta da strapparsi. Ma andiamo avanti. Alla fine è un direttore di una testata giornalistica, l’incartapesce come lo chiamiamo noi, che deve capire di economia?

Dice Tremonti che grazie al WTO entrano nel mercato altri tre miliardi di persone che si aggiungono al miliardo già presente. Allora, analizziamo questo problema. Se accettiamo il fatto indiscutibile, checchè ne dicano o insinuino Tremonti e Scalfari, che il commercio è cosa buona e giusta, cosa altro si poteva fare? Dovevamo far pagare un biglietto d’ingresso? Come li facevamo entrare i tre miliardi di persone che non partecipavano al mercato prima del WTO? Li mettevamo in fila? Tu entri ora, tu invece aspetti altri cinquanta anni, quando sarai morto. Dove è il problema? Nell’aver aperto finalmente il commercio internazionale o nell’averlo tenuto chiuso a causa della geografia politica, intrisa di nazionalismi e socialismi dei quali noi in italia siamo stati un ottimo campione fino al 1945 del primo e dal 1945 in poi del secondo?

Nonostante la tragedia dei socialismi e di due guerre mondiali, fino al 1995 tre miliardi di persone erano escluse dai benefici del libero scambio, del libero commercio, in altre parole del mercato. Chi ha colpa di tutto questo? Chi sono i veri responsabili? Chi erano i veri beneficiari di questa situazione? Queste sono le questioni veramente interessanti, ma Tremonti non ne ne parla, invece sembra collegare la crisi alla globalizzazione, cioè all’apertura del mercato a tre miliardi di persone che, secondo la stessa tesi dei vasi comunicanti ancora non esplicitata da Scalfari, hanno tirato di colpo la coperta dalla loro parte a nostro danno. Peraltro, sentendo quanto viene detto subito dopo, sembra di capire che è questo ingresso di tre miliardi di persone nel mercato il fattore decisivo che ha portato l’economia, nel giro di pochi anni, a essere caratterizzata da 20 operazioni finanziarie per ogni operazione reale. Un salto senza nessi logici che meriterebbe approfondimenti. Invece non ne vengono dati. Si passa direttamente a scoperchiare il mostro centrale della tesi di Tremonti.

Santoro dà subito un nome a queste operazioni finanziarie. Arriva la parola magica. Entrano in scena i derivati. In maniera subdola, ingannevole, la parola derivati viene associata subito a beni reali come il grano e il petrolio. Tremonti fa il sofisticato e parla di derivati Over the Counter, cioè non regolamentati, e quindi di gente che investe e guadagna non scambiando grano e petrolio ma semplicemente investendo, anzi tremonti precisa “scommettendo”, su questi titoli. Purtroppo Santoro dà manforte alle balle di Tremonti che sotto gli occhi del pubblico ignaro esegue il suo gioco di prestigio realizzando il grande inganno della serata sul quale si fonda tutta la sua tesi.

Ecco dove sta il trucco della sua magia, lo sveliamo noi: l’84% dei derivati OTC sono costruiti non sul petrolio o sul grano, o su qualche altra materia prima, ma sui tassi di interesse! Solo lo 0.4% dei derivati totali è relativo alle materie prime (non solo grano e petrolio, ma tutte le materie prime!!). Si signori, queste sono le cifre ufficiali fornite dal Comptroller of the Currency. Guardate bene la tabella sotto e non fatevi ingannare dai parolai.

derivatives

L’84% dei derivati sono sui tassi di interesse, mentre un altro 7% è sui derivati sui crediti (derivati su derivati su tassi di interesse!!), quindi oltre il 90% dei derivati sono costruiti sulla più importante variabile economica del mercato, che guarda caso è determinata, guidata, decisa, definita dalle banche centrali, cioè dal pianificatore centrale incaricato di gestire il ciclo economico e l’economia. Un altro 7% invece è costruito sulle valute, cioè su meri numerari creati magicamente dallo stesso pianificatore. Sorpresa Sorpresa. Sono i derivati sui tassi di interesse a rappresentare la fetta in assoluto più ampia di tutte queste transazioni. I derivati sulle materie prime non contano niente, non sono nulla, sono una piccola caccola nell’universo dei derivati. Ma questo non si può dire altrimenti il castello di balle di tremonti crollerebbe e con esso l’inganno che sta imbastendo per tutti i telespettatori.

Poi, dice Tremonti, arriva l’incidente. Eh già in economia gli incidenti arrivano, guarda caso, sempre così, come un meteorite dal cielo. Che cosa curiosa. E no, invece non c’è niente di curioso e di strano. I crolli finanziari non arrivano così come un incidente imprevedibile, hanno cause ben definite, che la scienza economica, in quanto scienza sociale, ci aiuta a individuare e scoprire. Peccato che nessun economista ortodosso ci riesca mentre ci riescono bene gli economisti austriaci (vogliamo parlare di Peter Schiff ridicolizzato prima del 2008 in tutte le trasmissioni economiche americane? o di Ron Paul, congressista repubblicano americano, acerrimo critico della politica monetaria di Greenspan e ora di Bernanke?). Nella fase di boom economico indotto dall’espansione creditizia, a sua volta stimolata dalle banche centrali, mentre le bolle gonfiano, gli economisti ortodossi sono li che si tirano l’un l’altro le pacche sulle spalle con i ministri dell’economia dicendosi, ma come siamo bravi a far crescere l’economia, ma guarda come tira questa economia, Nasdaq a 5000, Dow Jones a 14 mila, Dax a 8000, Mib a 50000, evviva pane e pesci per tutti, siamo veramente dei fenomeni, applausi signori!!

No diciamo le cose come stanno: è soprattutto grazie alla riduzione dei tassi di interesse già operata da Greenspan proprio a partire dal 1995, e portata all’eccesso nel periodo 2002-2003 che esplodono i contratti derivati costruiti sui tassi di interesse. Sono questi derivati che permettono al fenomeno delle cartolarizzazioni di avere una espansione senza precedenti. Tra queste i confezionamenti del debito subprime in pacchetti da vendere e rifilare ai poveri minchioni. E’ solo a causa dei bassissimi tassi di interesse che si gonfia la bolla immobiliare americana, sotto gli occhi delle stesse autorità che si vantano del nuovo boom americano (Greenspan e Bush in prima fila). Tutte cose riportate nel mio libro, seguite, analizzate e denunciate proprio mentre stavano accadendo in quegli anni.

Andiamo avanti. L’incidente. Che era Prevedibile e Inevitabile per l’appunto, come il titolo del mio libro che racconta tutto quel periodo che va dalla bolla tecnologica a quella immobiliare fino al crack del 2008. Ecco quindi definito il primo mostro: la crisi del sistema bancario e delle agenzie finanziarie a causa degli strumenti derivati, un mondo di carta fondato sui debiti, così lo chiamano. Ma va? Ma davvero? Come è possibile che un imbecille come me avesse capito tutto questo prima che succedesse mentre tutti i grandi esperti, banchieri centrali, e primi ministri dell’economia non si erano resi conto di quanto succedendo ma anzi andavano in giro vantandosi di avere rilanciato l’economia?

Domande retoriche. Andiamo avanti. Per riparare all’incidente, dice Tremonti, si usano i soldi dei contribuenti in modo da salvare la finanza e le banche. Ecco un’altra verità. Per far cascare nell’inganno i telespettatori come allocchi ogni tanto bisogna dire una verità assoluta, di modo da far credere che anche il resto di dati, numeri, e affermazioni false siano altrettanto vere. Bravo Tremonti. Missione quasi compiuta. Li stai imbastendo tutti.

E arriviamo quindi al secondo mostro del videogame (però il primo quale è alla fine? il commercio internazionale? il Wto? i Derivati? La speculazione, boh è stato buttato tutto nel calderone! forse si tratta di un mostrone enorme a 4-5 teste). Comunque il secondo mostro, dice Tremonti, arriva in Europa. E’ quello del debito insostenibile. La Grecia, afferma il ministro, è caso limitato e gestibile. E’ con l’Irlanda che cominciano i problemi. L’Irlanda era diventata la portaerei delle banche di tutto mondo. Anche lì qualcosa ad un certo punti però si rompe, abbiamo un altro incidente, un altro meteorite arrivato da non si sa dove, questo non ce lo dice. Ovvio, mai risalire alle cause ultime, cosa che invece io ho cercato di realizzare con il mio libro. Per tali soggetti l’imperativo è parlare sempre e solo dei sintomi. Invertire le cause con gli effetti. Perchè è di questo che Tremonti ci parla per tutta la puntata: di sintomi, non di cause.

In ogni caso, ancora una volta, qualcosa si rompe senza che nessuno capisca perchè. I numeri, ci dice, parlano di cinque/seicento miliardi di Euro tossici in un paese di quattro milioni di abitanti, cioè qualcosa come 120, 130 mila euro tossici per ogni abitante, bambini e vecchi compresi. Fantastico, bisognava aspettare il crack dei debiti europei di paesi falliti per capire che numeri del genere sono una assurdità insostenibile. Io in Irlanda ci ho vissuto sia nel 1995 sia nel 2005 e mi sembrava evidente come il boom di quel paese nel corso di quei dieci anni fosse una follia destinata a crollare. Lo dicevo anche in giro e mi ridevano in faccia tutti quanti. E vabbè, oramai ci ero già abituato, da ben quattro anni la gente mi rideva in faccia quando parlavo di comprare oro e argento. Ci avevo fatto il callo. A distanza di cinque anni abbiamo l’Irlanda fallita, e i metalli ai massimi di tutti i tempi. Ride bene chi ride ultimo. Tiè!

Torniamo a Tremonti che si lancia nel fare la lista della spesa: bolle immobiliari, finanza, fondi, moltiplicazione dei soldi senza controllo. Fermiamoci a questa ultima voce, molto interessante. Come si moltiplicano i soldi senza controllo? Dai, raccontacelo Tremonti che lo sai bene, anche io lo so, e lo spiego sia nel mio libro e lo faccio spiegare ancora meglio a Gary North in Cosa è il Denaro. Perchè non ce lo racconti anche tu per vedere se le due versioni coincidono! No, figurati, Tremonti non ci dice nè come si moltiplicano i soldi senza controllo, né come mai nessuno si fosse accorto di tutto questo mentre io, un imbecille qualunque, avevo cominciato a investigare le cose da qualche anno, cioè già dal 2000 gettando le basi per l’apertura di questo sito avvenuta nel gennaio 2002 e mirata proprio ad andare a fondo, alle cause ultime di questa insana follia economica e monetaria già evidente e palese con la bolla del Nasdaq di fine secondo millennio.

Per riassumere, un imbecille come me si era accorto di tutto quanto mentre tutti i sapientoni pagati decine di migliaia di euro al mese che gestiscono le nostre vite si tiravano le pacche sulle spalle: ma che gran boom economico che abbiamo in europa grazie all’euro e soprattutto grazie alla BCE che ha abbassato i tassi al 2% anche in paesi come Irlanda, Spagna, Grecia e ItaGlia, dove fino a 4-5 anni prima erano al 7-8%. Ma andiamo avanti. La saga non è ancora finita.

Terzo mostro del videogame. La speculazione. Ops sovrapposizione con il primo mostro? Oppure qua stiamo facendo un casino incredibile? Mah! Dice tremonti che il terzo mostro è innescato dalla speculazione. Aridaglie. Di nuovo i derivati e la “speculazione violentissima sul cibo e sul petrolio”. Così’ dice, parole testuali, “speculazione violentissima sul cibo e il petrolio”. Non so se gettarmi dal divano per ridere o per piangere. Di certo siamo di nuovo ai giochi di prestigio per ingannare il pubblico e convincerlo delle sue chiacchere. Tra me ripeto, ma quale speculazione su cibo e sul petrolio? Ma se grano e frumento fino a un anno fa erano ai prezzi minimi degli ultimi 200 anni. Ma se il petrolio ancora fino a sei sette anni fa costava 20 dollari al barile, cioè come a fine anni ottanta, un prezzo assolutamente ridicolo, considerata l’esponenziale inflazione monetaria degli ultimi 20-30 anni.

E ancora, ma di cosa stiamo parlando se appena lo 0,4% è relativo alle materie prime mentre oltre il 90% dei contratti derivati sono costruiti sui tassi di interesse? Tassi di interesse ridotti ai minimi termini proprio dalle decisioni prese dall’autorità monetaria, cioè i banchieri centrali: anno 2003, Mr Magu Greenspan 1%, Parruccone buonanima Duisemberg 2%. E qualche demente sugli incartepesce europei continuava a strillare che la politica monetaria europea al 2% era ancora troppo restrittiva e che al fine di stimolare seriamente l’economia Parruccone Duisemberg avrebbe dovuto seguire le orme di Mr Magu Greenspan. Salto in avanti: anno 2009 Barbakkio Bernakkio tassi a 0.2%, Befana Tricheca tassi all’1%. E qualche demente adesso dice che i rialzi dei mutui dovuti al futuro rialzo dei tassi da parte della Tricheca sono colpa dei libici, altrimenti tassi all’1% per sempre, tutta la vita!!

Siamo al delirio totale. Spaccherei il monitor pur di non sentire più simili idiozie. Però ho già deciso che è mio dovere prendere appunti fino in fondo per riportare la mia critica alla sua lezioncina qua su usemlab, visto che ad Annozero, nonostante abbiano i miei libri, continuano ad ignorarmi.  Quindi resisto, come Ulisse al canto delle sirene (magari Tremonti fosse una sirena, ecco un’idea: ste balle fatele raccontare a qualche velina la prossima volta!), per ora legatemi ugualmente al divano. Andiamo ancora avanti!

Quindi, dice Tremonti, la speculazione è tornata sul cibo e sul petrolio in modo violentissimo in questi ultimi mesi. Resisto. Tiro le corde che mi legano al divano, con tutte le mie forze, non cedono, sono più forti di me. Però io voglio slegarmi e fermarlo. Per favore slegatemi, slegatemi!! Quel che dice è semplicemente pazzesco. Sono un italiano nel 2011 ma mi sento come un iracheno nel 2003 costretto a subire i discorsi di Tareq Aziz. Ve lo ricordate il ministro dell’informazione di Saddam che dichiava la vittoria sugli americani?? Uguale: un ministro che inganna il popolo in diretta televisiva sulla trasmissione più seguita del paese. E io legato al divano costretto a subire tutto questo.

No, caro Tremonti, la speculazione è tornata violentissima, ma sui tassi di interesse, sulle valute, sulle borse, sul debito, su tutta quella serie di asset mobiliari che le banche centrali e gli stati continuano a gonfiare per tenere a galla un baraccone fallito. Sono le banche centrali i più grossi speculatori del mondo che fanno i danni più incredibili al sistema econonomico. Come fanno? Semplicemente tenendo i i tassi allo 0.2% in america, all’1% in Europa e allo 0 per cento in Giappone, mentre allo stesso tempo gli stati gli ordinano di “accattarsi” tutto il debito insolvibile di paesi falliti!! Ed è ovvio che di fronte a questa follia interventista, l’effetto collaterale più immediato è che qualche speculatore o investitore sano di mente, accorto, intelligente, cerchi parzialmente rifugio nei beni reali! Beni reali!! Oro e argento innanzitutto, e poi ovviamente anche tutto il resto, grano e petrolio, succo d’arancia, cotone, caffè, e costolette di maiale! Investitori e speculatori saggi che stanno cercando di convertire i coriandoli emessi dalle banche centrali in qualcosa di reale prima che sia troppo tardi, visto che per legge non è possibile, visto che per legge cento euro in banca te li cambiano al più, se sei fortunato e non ti chiedono commissioni, con cento euro in tagli diversi.

“Da noi l’aumento dei prezzi diventa carovita, in nordafrica è questione di vita o di morte”, dice Tremonti. Altra verità a supporto della menzogna che segue: e cioè che è la specuzione a innescare le rivolte, le rivolte del pane. Grandissimo inganno. E’ tremendo. Non si può sentire una cosa così. Tremonti, avete creato in tutto il mondo triliardi e triliardi di dollari ed euro e yuan e yen e sterline etc etc per stimolare l’economia mondiale e salvare un sistema fallito e cosa vi aspettavate? La deflazione tanto propagandata dagli inflazionisti? La deflazione poteva aspettarsela qualche ignorante che ancora non ha capito cosa è il denaro, come viene prodotto, come viene imposto, come viene corrotto nell’attuale regime di monete non convertibili, non una persona che ha capito come funziona il sistema monetario di valute a corso forzoso.

E infine, prima di chiudere il suo intervento, Tremonti accenna all’eccesso di diseguaglianza. Ma va? Non è la stessa diseguaglianza che invece la globalizzazione e il libero commercio stanno rimuovendo? Ma allora è bene o male la disuguaglianza? E soprattutto, cosa veramente crea disuglianza a parte i controlli al commercio? Non ce lo dite? Volete un suggerimento? Proprio la creazione di denaro gestita dalle banche centrali!!! Lo spiegano tutti gli economisti austriaci e meglio di ogni cosa in Italia i nostri libri, in primis Inflazione Malattia Primaria e poi ancora una volta Cosa è il Denaro.

Riassumiamo quindi. I tre mostri per Tremonti sembrano essere:

1) la speculazione, derivati, globalizzazione
2) il debito
3) la disuguaglianza di reddito

Tre mostri? Sarebbero queste le cause? Povera analisi. Davvero la prossima volta chiamate la coppia Canalis Belen a raccontarci ste favole. Almeno ci facciamo legare al divano per un valido motivo e togliendo l’audio possiamo continuare a goderci perlomeno una bella vista. No, caro Professor Tremonti, queste non sono cause di niente. Questi sono effetti, sintomi. Volete le vere cause? Leggetevi la nostra trilogia in ordine inverso rispetto a quello di pubblicazione. Prima “Cosa è il Denaro”. Poi “Malattia Inflazione Primaria”, e infine “Prevedibile e Inevitabile, la Crisi dell’Interventismo”. Se alla fine non avete capito, ricominciate da capo, due, tre, quattro volte. Sarete sicuramente più fortunati. Se ancora dopo cinque volte non succede niente, buttate i libri, accendete la tv e sintonizzatela sul grande fratello. L’economia semplicemente non fa per voi.

link: http://www.usemlab.com/index.php?option=com_content&view=article&id=649:tremonti-tremonti-quante-balle-ci-racconti&catid=14:macroeconomia&Itemid=175

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