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Il Problema dell’Oro

16 marzo 2011

Passiamo all’oro, ora. In questo articolo “intermedio” si portano alla luce le caratteristiche dell’oro che di per sé ha al confronto di quella patetica carta da bitume che è rappresentata dal denaro creato dal nulla. Mises, in questo breve articolo, ci ricorda come questo importannte metallo limita la follia e la sete di potere da parte dei burocrati che si arrogano il diritto “di governare” e “prendere decisioni per nostro conto”. Le politiche monetarie perseguite dall’establishment sono dirette a loro vantaggio, quindi denigrano, per forza di cose, il gold standard; come già noto, tale è una politica fallimentare (ahimè, per tutti) a lungo andare.Impressionante, poi, come Mises abbia previsto il futuro…
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di Ludwig von Mises

Perchè avere un sistema monetario basato sull’oro? Perchè, nelle condizioni odierne e per il tempo che può essere previsto da oggi, solo il gold standard rende la determinazione del potere d’acquisto indipendente dalle ambizioni e dalle macchinazioni dei governi, dei dittatori, dei partiti politici e dei gruppi di pressione. Solo il gold standard è quello che nel diciannovesimo secolo i leader amanti della libertà (che hanno sostenuto il governo rappresentativo, le libertà civili e la prosperità per ognuno) chiamavano “denaro sonante”. …

L’eminenza e l’utilità del gold standard consiste nel fatto che rende l’offerta di denaro dipendente dalla redditività di estrarre oro, e così si controllano gli azzardi inflazionistici su vasta scala dei governi.

Il gold standard non ha fallito. I governi lo hanno sabotato deliberatamente ed ancora lo sabotano. Ma nessun governo è abbastanza potente da distruggere il gold standard fintanto che l’economia di mercato non è interamente soppressa dall’establishment del socialismo in ogni parte del mondo.

I governi credono che è solo colpa del gold standard se i loro schemi inflazionistici non solo falliscono nel produrre benefici attesi, ma inevitabilmente causano condizioni che (anche agli occhi degli stessi governanti e della maggior parte della popolazione) sono considerate peggiori rispetto ai presunti o reali mali da eliminare per cui furono progettati. Tranne col gold standard, pseudo-economisti hanno detto ai governi che loro potrebbero essere in grado di rendere tutti perfettamente prosperosi. Analizziamo le tre dottrine avanzate per il supporto di questa favola dell’onnipotenza del governo.

1. LA FINTA ONNIPOTENZA DEL GOVERNO

“Lo Stato è Dio”, disse Ferdinand Lassalle il fondatore del movimento socialista tedesco. In quanto tale lo Stato ha il potere di “creare” quantità illimitate di denaro e così da rendere tutti felici. Le persone intrepide e lucide hanno marchiato tale politica di “creazione” del denaro come inflazione. La terminologia ufficiale la chiama oggi “spesa a deficit”.

Ma al di là del nome usato per riferirsi a questo fenomeno, il suo significato è ovvio. Il governo incrementa la quantità di denaro in circolazione. Poi una maggiore quantità di denaro “insegue” (come uno sciocco ma popolare modo di dire rappresenta questi problemi) una quantità di beni e servizi che non sono stati incrementati. L’azione del governo non ha aggiunto nulla alla quantità disponibile di cose e servizi. Ha solamente fatto salire i prezzi pagati per essi.

Se il governo desidera aumentare le entrate di alcune persone, per esempio gli impiegati del governo, deve confiscare attraverso la tassazione una parte di entrate di altre persone e poi distribuire la quantità raccolta ai propri impiegati o ai gruppi favoriti. In seguito i contribuenti sono forzati a limitare le proprie spese, mentre coloro che ricevono salari più alti o benefici aumenteranno le proprie spese della stessa quantità. Fin qui il risultato non è un cospicuo cambiamento nel potere d’acquisto dell’unità monetaria.

Ma se il governo fornisce il denaro di cui necessita per pagare salari più alti stampandolo o per garantire credito addizionale, il nuovo denaro nelle mani di coloro che ne beneficiano costituisce sul mercato una domanda addizionale per una quantità non aumentata di beni e servizi in vendita. L’inevitabile risultato è una generale tendenza dei prezzi a salire.

Qualunque tentativo dei governi e dei loro uffici di propaganda per nascondere questa concatenazione di eventi è vano. La spesa a deficit vuol dire incremento della quantità di denaro in circolazione. Che la terminologia ufficiale eviti di chiamare ciò inflazione non serve a nulla.

Il governo ed i suoi capi non hanno i poteri del leggendario Babbo Natale. Non possono spendere se non prendendo dalle tasche di alcune persone a beneficio di altre.

2. LA FALLACIA DEL “DENARO A BASSO COSTO”

L’interesse è la differenza nella stima dei beni presenti ed i beni futuri; è il ribasso nella stima dei beni futuri contro quella dei beni presenti. L’interesse non può essere “abolito” fintanto che le persone preferiscono una mela dipsonibile oggi ad una mela disponibile solo tra un anno, dieci anni o un centinaio di anni.

L’altezza del tasso d’interesse originale[1], che è la componente principale del mercato del tasso d’interesse determinato nel mercato dei prestiti, riflette la differenza nella stima delle persone della soddisfazione dei bisogni odierni e futuri. La scomparsa dell’interesse, ovvero un tasso d’interesse di zero, significherebbe che le persone non si preoccupano neanche un pò della soddisfazione di nessuno dei loro voleri attuali e sono esclusivamenteintenzionati a soddisfare i loro voleri futuri, i loro voleri degli anni successivi, decenni e secoli a venire. Le persone vorrebbero solo risparmiare ed investire e non consumerebbero.

Dall’altra parte se le persone smettessero di risparmiare, ovvero non fare alcun rifornimento per il futuro, che sia persino domani il futuro, e non risparmierebbero affatto e consumerebbero tutti i beni capitali accumulati dalle precedenti generazioni, il tasso d’interesse aumenterebbe oltre ogni limite.

Così è ovvio che l’altezza del tasso d’interesse infine non dipende dai capricci, dalle fantasie e dagli interessi pecuniari del personale che opera nell’apparato di coercizione e di obbligatorietà del governo, il cosidetto “settore pubblico” dell’economia. Ma il governo ha il potere di spingere la Federal Reserve, e le banche subordinate ad essa, verso una politica di denaro a basso costo. Allora le banche espanderanno il credito. Offrire sottocosto il tasso d’interesse come stabilito nel mercato non manipolato dei prestiti, significa offrire credito addizzionale creato dal nulla.

«Solo il gold standard
determina il potere d’acquisto
del denaro indipendente dalle
ambizioni e dalle macchinazioni dei
governi.»

In questo modo si sta falsificando la stima degli uomini d’affari sulle condizioni del mercato. Sebbene l’offerta di beni capitali (che può essere solo aumentata da risparmio addizionale) rimanga inalterata, l’illusione di una più ricca offerta di capitale è comparsa come per magia. Il mondo degli affari è indotto ad imbarcarsi in progetti che secondo calcoli sobri, non fuorviati da iniziative di denaro a basso costo, sarebbero stati rivelati come investimenti improduttivi (sovra-investimenti di capitale). Le quantità addizionali di credito che inondano il mercato fanno salire i prezzi ed i salari. Si viene a creare un boom artificiale, un boom costruito interamente sulle illusioni di denaro facile ed in grandi quantità. Ma un tale boom non può durare. Presto o tardi deve divenire chiaro che, sotto le illusioni create dall’espansione del credito, il mondo degli affari si è imbarcato nell’esecuzione di progetti per cui i risparmi reali non sono abbastanza. Quando questi investimenti improduttivi diventano visibili, il boom crolla.

La depressione che segue è il processo di liquidazione degli errori che sono stati commessi negli eccessi del boom artificiale; è il ritorno ad un pacato ragionamento e ad una conduzione degli affari ragionata entro i limiti dell’offerta di beni capitali disponibili. E’ un processo doloroso, ma è un processo di ripristino della salute dell’economia.

L’espansione del credito non è un rimedio per rendere le persone felici. Il boom che si crea deve inevitabilmente condurre alla debacle ed all’infelicità.

Se fosse realmente possibile sostituire l’espansione del credito (il denaro a basso costo) all’accumulo di beni capitali attraverso il risparmio, non ci sarebbe povertà nel mondo. Le nazioni economicamente arretrate non dovrebbero lamentarsi dell’insufficienza dei loro capitali. Tutto quello che dovrebbero fare per migliorare le proprie condizioni sarebbe espandere il denaro ed il credito sempre di più. Non sarebbe creato alcuno schema di “aiuto estero”. Ma per garantire l’aiuto alle nazioni arretrate, il governo americano riconosce implicitamente che l’espansione del credito non è un reale sostituto per un sano accumulo di capitale attraverso il risparmio.

3. IL FALLIMENTO DELLA LEGGE DEL SALARIO MINIMO E DELLA COERCIZIONE DEI SINDACATI

L’altezza dei saggi salariali è determinata dalla stima del consumatore sul valore che il lavoro del lavoratore aggiunge al valore dell’articolo disponibile alla vendita. Poichè l’immensa maggioranza dei consumatori è essa stessa quella che incamera salari e stipendi, ciò significa che la determinazione del compenso per il lavoro ed i servizi resi è fatta dalle stesse persone che ricevono questi stipendi e salari. I grandi guadagni delle stelle del cinema e dei campioni della boxe sono forniti dai saldatori, dai netturbini e dalle donne delle pulizie che assistono alle interpretazioni ed agli incontri.

Un imprenditore che vorrebbe provare a pagare un bracciante agricolo di meno rispetto alla quantità che il lavoro di quest’uomo aggiunge al valore del prodotto sarebbe escluso dal mercato del lavoro dalla competizione di altri imprenditori ansiosi di guadagnare denaro. Dall’altro lato, nessun imprenditore può pagare i suoi aiutanti di più rispetto alla quantità a cui i consumatori sono disposti a rimborsarlo quando comprano il prodotto. Se dovesse pagare salari più alti, soffrirebbe di perdite e sarebbe espulso dai ranghi della finanza.

I governi che approvano leggi sul salario minimo al di sopra del livello dei tassi di mercato limitano il numero di mani che possono trovare un lavoro. Tali governi stanno producendo disoccupazione per una parte della forza lavoro. Lo stesso è vero per quella che è eufemisticamente chiamata “contrattazione collettiva”.

La sola differenza tra i due metodi riguarda l’apparato che impone il salario minimo. Il governo impone i suoi ordini ricorrendo alla polizia ed alle guardie delle prigioni. Il “picchetto” dei sindacati. Loro ed i loro membri e funzionari hanno acquisito il potere ed il diritto di commettere sbagli contro le persone e la proprietà, di privare gli individui del mezzo per guadagnare un sostentamento e di commettere molte altre azioni con impunità che nessun altro può fare.[2] Nessuno oggi è in posizione di disobbedire ad un ordine emanato da un sindacato. Ai datori di lavoro non è lasciata alcuna possibilità se non arrendersi ai dettami dei sindacati oppure andare in bancarotta.

Ma i governi ed i sindacati sono impotenti di fronte alla legge economica. La violenza può impedire ai datori di lavoro di ingaggiare aiuto a tassi potenziali di mercato, ma non li può forzare ad ingaggiare tutti coloro che sono ansiosi di trovare un lavoro. Il risultato dell’interferenza dei governi e dei sindacati nella determinazione dei saggi salariali non può portare a nient’altro se non ad un incessante incremento dei disoccupati.

E’ precisamente per impedire questo risultato che i sistemi bancari manipolati dal governo di tutte le nazioni occidentali stanno ricorrendo all’inflazione. Incrementando la quantità di denaro in circolazione e di conseguenza abbassando il potere d’acquisto dell’unità monetaria, stanno riducendo le enormi buste paga ad un’altezza consona con lo stato del mercato. Ciò è chiamata oggi strategia della piena occupazione Keynesiana. E’ difatti un metodo per perpetrare mediante un’inflazione continuata i futili tentativi dei governi e dei sindacati di interferire con le condizioni del mercato del lavoro. Non appena l’andamento dell’inflazione ha aggiustato i saggi salariali in modo da evitare una diffusione della disoccupazione, il governo ed i sindacati riprendono con zelo rinnovato le loro iniziative per aumentare i saggi salariali al di sopra del livello a cui ognuno che cerca lavoro può trovarlo.

L’esperienza di questo tempo del New Deal, del Fair Deal, del New Frontier e del Great Society conferma la tesi fondamentale dei britannici del diciannovesimo secolo amanti veri della libertà politica, ovvero, che c’è solo un mezzo per migliorare le condizioni materiali di tutti coloro che guadagnano salari, cioè, aumentare le quote per persona di capitale investito. Questo risultato può solo essere generato attraverso il risparmio addizionale e l’accumulo di capitale, mai attraverso i decreti del governo, la violenza e l’intimidazione dei sindacati e l’inflazione. I nemici del gold standard si sbagliano anche a questo riguardo.

4. LA CONSEGUENZA INEVITABILE, OVVERO, I POSSEDIMENTI D’ORO DEL GOVERNO DEGLI STATI UNITI SI RESTRINGERANNO

In molte parti della terra un numero in aumento di persone comprende che gli Stati Uniti e la maggior parte delle altre nazioni sono saldamente impegante in una politica di progressiva inflazione. Hanno imparato abbastanza dall’esperienza dei decenni recenti da concludere che a causa di queste politiche inflazionistiche un oncia d’oro diverrà un giorno più costosa sia della valuta degli Stati Uniti e sia di quella degli altri paesi. Sono preoccupati e vorrebbero evitare di diventare vittime di questo risultato.

Agli americani un tempo era proibito possedere monete d’oro e lingotti d’oro (dal 1933 al 1976). I loro tentativi di proteggere i propri asset finanziari consistevano in metodi che i tedeschi nell’inflazione più sorprendente che la storia conosca chiamarono “Flucht in die Sachwerte” (fuga verso valori reali). Investono in azioni comuni e nel settore immobliare, e preferiscono avere debiti pagabili in denaro a corso legale piuttosto che possedere rivendicazioni pagabili con esso.

Anche nei paesi in cui le persone sono libere di comprare oro non ci sono ancora (1965) acquisti evidenti d’oro da parte di individui finanziariamente potenti e di istituzioni. Fino al momento in cui le agenzie francesi iniziarono a comprare oro, i compratori d’oro erano per la maggiore persone con entrate modeste ansiosi di mantenere un pò di monete d’oro come una riserva per i giorni grigi. Furono gli acquisti attraverso il mercato dell’oro di Londra da parte di simili persone che ridussero i possedimenti d’oro degli Stati Uniti.

C’è un solo metodo disponibile per impedire un’ulteriore riduzione delle riserve d’oro dell’America, ovvero, l’abbandono radicale della spesa a deficit come anche qualunque politica di “denaro facile”.

[*] traduzione di Johnny Cloaca

link: http://johnnycloaca.blogspot.com/2011/03/il-problema-delloro.html

[I] Link all’articolo originale

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Note

Questo articolo apparve originariamente su The Freeman, giugno 1965. Piccole revisioni furono fatte per la sua inclusione in Planning for Freedom, pp. 179–187.

  1. Vedi “Originary Interest” nell’Azione Umana.
  2. Cf. Roscoe Pound, Legal Immunities of Labor Unions, Washington, D.C., 1957, pagina 21.

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From → Mises, ORO

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