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Può la FED divenire Insolvente?

8 giugno 2011

 

La stessa domanda potrebbe essere posta per quanto riguarda la BCE. E’ di pochi giorni fa il Report di EBC Open Europe, da cui possiamo apprendere (precisamente dalla tabella sottostante) che il livello di leverage della Banca Centrale Europea è uno shockante 23,4 / 1. 

 

articolo di Robert Murphy ( Monday, November 29, 2010 )

Alla luce dei piani di Bernanke di comprare 600$ miliardi di debito di governo a lungo termine (il QE2, che è ormai concluso e sembra che non sarà seguito da un QE3, nota di Riecho), molti economisti accademici hanno iniziato a preoccuparsi: Può la stessa Federal Reserve divenire insolvente? In questo articolo spiegherò queste paure ed argomenterò che la FED, con il suo processo di stampa, non può realmente andare in bancarotta nel modo in cui le altre corporazioni possono.

Tuttavia se la FED dovesse divenire insolvente da un punto di vista contabile, la maggioranza della gente inizierebbe a capire quanto nichilista sia in realtà il nostro sistema di banche centrali e valute a corso forzoso. Inquesto senso, ulteriori giri di “quantitative easing”[1] sono davvero rischiosi per la FED. …

Il Bilancio di una Banca Centrale
Per capire cosa sta accadendo con la Federal Reserve nella vita reale, è meglio lavorare con un esempio semplificato. Supponiamo che il seguente sia il bilancio di una banca centrale:

Bilancio Ipotetico della Banca Centrale, Iniziale

ASSET:

  • 1$ trilione di bond del governo ad un’anno (con rendimento dello 0,25%)

SOMMA: 1$ trilione

PASSIVITA’ + PATRIMONIO NETTO:

  • 500$ miliardi di valuta cartacea in libertà mantenuti dalla gente
  • 150$ miliardi in valuta cartacea mantenuti nei caveau delle banche come riserve
  • 250$ miliardi di riserve elettroniche nelle banche in deposito alla banca centrale
  • 100$ miliardi in patrimonio netto

SOMMA: 1$ trilione

Nella parte superiore del bilancio ci sono gli asset ipotetici della banca centrale. Nello specifico la banca detiene 1$ trilione (secondo l’attuale valutazione di mercato) di bond del governo, che maturano in un’anno. Il rendimento alla maturità di questi bond è attualmente dello 0,25%.

Nelle passività la banca centrale ha fondamentalmente 3 voci. Primo, ci sono 500$ miliardi di pezzi di carta verde mantenuti dalla gente, nei loro portafogli e borse, nelle casseforti e nei salvadanai a forma di porcellino.

Secondo, le banche in questo ipotetico paese hanno 150$ miliardi in valuta cartacea immagazzinata nei vari sportelli automatici, casse automatiche e caveau bancari. Quando i clienti si recano alla banca, per ritirare il “denaro” dai loro conti correnti, questi 150$ miliardi in valuta cartacea sono la prima linea di difesa.

Terzo, ci sono 250$ miliardi in depositi totali con la banca centrale. La banca centrale è “la banca della banca”, per così dire. Propio come Joe Smith può avere un conto corrente con la Acme Bank, quest’ultima può avere un conto corrente con la banca centrale. La tabella sopra illustra che se si dovessero addizionare tutte le voci elettroniche per quanto ogni banca ha in deposito con la banca centrale, il risultato totale sarebbe 250$ miliardi.

E’ importante capire che quest’ultima categoria di passività non corrisponde (attualmente) alla valuta fisica. I 250$ miliardi che la Acme Bank ed altre hanno in deposito con la banca centrale consistono interamente di voci elettroniche di contabilità. Diversamente dalla Acme Bank — che ha bisogno di mantenere almeno un pò della valuta cartacea “in riserva” in modo da soddisfare le richieste di prelievo del cliente — la banca centrale non ha bisogno di mantenere una riserva di denaro.

La ragione è abbastanza semplice: la stampante del governo è a disposizione della banca centrale. Se, diciamo, la Acme Bank decide che vuole ingrandire i suoi possedimenti di valuta cartacea, può dire alla banca centrale: “Vorremmo ritirare 1$ miliardo dal nostro acconto presso di voi”. In questo caso, la bancacentrale sottrarrà 1$ miliardo dal dato elettronico del bilancio della Acme e farà sparare fuori dal Bureau of Engraving and Printing 1$ miliardo di nuove e fresche banconote.

(In questo semplice scenario — dove la Acme ritira 1$ miliardo dal suo conto — le passività della banca centrale sarebbero cambiate, non nella quantità totale, ma solamente nella composizione. Nello specifico, ci sarebbero ora 151$ miliardi in riserve mantenute in valuta cartacea nei caveau delle banche, mentre ci sarebbero solo 249$ miliardi di riserve elettroniche a deposito con la banca centrale).

Infine è da notare che le tre passività si addizionano solo a 900$ miliardi. Piochè gli asset della banca centrale sono 1$ trilione, i restanti 100$ miliardi sono il patrimonio netto (è importante ricordare che la Federal Reserve, sebbene sia una creatura del governo, è posseduta da azionisti privati). In termini di contabilità standard, questa ipotetica banca centrale è solvente; i suoi asset eccedono le sue passività.

Un Giro di Quantitative Easing

Ora supponiamo che il capo della nostra ipotetica banca centrale voglia portare la sua economia fuori dalla recessione espandendo il bilancio di 600$ miliardi. Normalmente prenderebbe parte in “operazioni di aperto mercato” e comprerebbe bond del governo a breve termine in modo da spingere giù i tassi d’interesse a breve termine.

Sfortunatamente per il nostro iniettore di liquidità, i tassi a breve termine sono già al minimo. Perciò il banchiere centrale decide di acquistare bond dal suo governo che maturano in dieci (piuttosto che uno) anni.

Ecco il bilancio, dopo un giro di quantitative easing:

             Bilancio Ipotetico della Banca Centrale, Dopo il Q.E.

ASSET:

  • 1$ trilione di bond del governo ad un’anno (con rendimento dello 0,25%)
  • 600$ miliardi in bond del governo a dieci anni (con rendimento del 2%)

SOMMA: 1,6$ trilioni

PASSIVITA’ + PATRIMONIO NETTO:

  • 500$ miliardi di valuta cartacea in libertà mantenuti dalla gente
  • 150$ miliardi in valuta cartacea mantenuti nei caveau delle banche come riserve
  • 250$ + 600$ = 850$ miliardi di riserve elettroniche nelle banche in deposito alla banca centrale
  • 100$ miliardi in patrimonio netto

SOMMA: 1,6$ trilioni

Come è avvenuto questo processo? E’ abbastanza semplice. La banca centrale firma assegni, attingendo da se stessa, in modo da comprare 600$ miliardi di titoli del governo a dieci anni dal mercato secondario.

Quando i venditori di bond nel settore privato depositano quegli assegni (firmati dalla banca centrale) nei loro conti correnti alla Acme Bank o in altre, allora i bilanci della Acme Bank o delle altre nella banca centrale aumentano di conseguenza. Nella tabella di sopra ho mostrato il cambiamento: le passività della banca centrale nella forma di riserve bancarie elettroniche ora ammontano a 850$ miliardi — piuttosto che agli iniziali 250$ miliardi.

A questo punto gli azionisti della banca centrale ancora hanno la stessa quota. Ma ora la loro impresa è piùindebitata, perchè il rapporto delle passività con le quote è cresciuto da 9:1 a 15:1. In un certo senso — e questa è una descrizione che molti economisti stanno usando ultimamente — la banca centrale ha “preso in prestito a breve” in modo da “prestare a lungo”.

Cioè, la banca centrale ha indirettamente prestato denaro a lungo termine al governo (comprando i suoi bond a dieci anni) prendendo in prestito denaro “a breve termine” dal sistena bancario/e dalla gente.[2]

Qualunque siano i presunti benefici del nostro ipotetico acquisto di asset per 600$ miliardi, pone inevitabilmente la banca centrale ad un maggior rischio.

La Banca Centrale Finisce sul Lastrico?

Supponiamo che il prezzo dell’inflazione inizi ad aumentare nel nostro ipotetico mondo, cosicché i tassi d’interesse ad un’anno aumentano all’1%, mentre i rendimenti a dieci anni saltano all’8%. Ciò fa crollare l’attuale valore di mercato del portafoglio dei bond della banca centrale. Ora il bilancio appare così:

Bilancio Ipotetico della Banca Centrale, Dopo il Picco dei Tassi d’Interesse

ASSET:

  • 993$ miliardi di bond del governo ad un’anno (con rendimento dell’1%)
  • 355$ miliardi in bond del governo a dieci anni (con rendimento dell’8%)

SOMMA: 1,3$ trilioni

PASSIVITA’ + PATRIMONIO NETTO:

  • 500$ miliardi di valuta cartacea in libertà mantenuti dalla gente
  • 150$ miliardi in valuta cartacea mantenuti nei caveau delle banche come riserve
  • 850$ miliardi di riserve elettroniche nelle banche in deposito alla banca centrale
  • (152$ miliardi) in patrimonio netto

SOMMA: 1,3$ trilioni

Come la tabella illustra, il picco nei tassi d’interesse causa alla banca centrale la perdita di 7$ miliardi nei sui suoi asset a breve termine, ma una perdita gigantesca di 245$ miliardi nei sui suoi bond a lungo termine. A causa della sua sconsideratezza si è esposta ad un grande rischio sul tasso d’interesse, la nostra ipotetica banca centrale è ora tecnicamente insolvente. Cioè, le sue passività eccedono i suoi asset di circa 152$ miliardi.

A Chi Importa?

Sebbene la nostra banca centrale paia essere insolvente, in pratica cosa frenerebbe la sua continuata operazione? Le sue passività consistono nel denaro a corso forzoso regolamentato dal corso legale. Se qualcuno entra in una branca della banca centrale, poggia sullo sportello 20 dollari e dice: “Vogli riscattarli!”, il cassiere può tranquillamente replicare: “Vuole due pezzi da 10 dollari, o quattro pezzi da 5?”.

Le cose sono più complicate per una piccola banca centrale che ha passività denominate in altre valute. Ma per quanto riguarda la Federal Reserve — con passività denominate in dollari — è difficile vedere quali limiti dovrebbe affrontare, se i suoi contabili dovessero annunciare improvvisamente la sua insolvenza. Anche se ci fosse “una corsa agli sportelli della FED”, dove tutte le banche volessero ritirare le loro riserve elettroniche lo stesso giorno, i banchieri centrali non avrebbero bisogno di andare nel panico: possono ordinare al Tesoro di ricorrere alla stampante in modo da scambiare le voci elettroniche con la valuta cartacea (questo è un trucco pulito non disponibile per i semplici banchieri).

Tuttavia se la banca centrale dovesse effettivamente divenire insolvente, sarebbe abbastanza scandaloso. Il governo dovrebbe con molta probabilità “prenderla”, a meno che la gente non realizzi che l’intero schema era una gigantesca e legalizzata operazione di contraffazione.

Secondo me questa è la preoccupazione principale dei banchieri al momento. Sicuramente a loro non piace che migliaia di economisti parlino della possibilità che la FED vada in bancarotta, perchè ciò farebbe pensare ad un numero sempre crescente di persone alla logica del nostro folle sistema bancario.

Conclusione

Per coloro interessati ad un’analisi dell’attuale bilancio della Federal Reserve e dei suoi vari interventi nel mercato degli asset sin dall’inizio della crisi finanziaria, presenterò un nuovo corso al Mises Academy, “Anatomy of the FED“, all’inizio di gennaio.

Nel frattempo sarà interessante guardare al dibattito accademico sulla spiegazione del “QE2”. Sebbene siano focalizzati sulla ristretta questione della solvenza, gli economisti ed altri analisti stanno lentamente capendo che la “exit strategy” di Bernanke potrebbe condurre al collasso se e quando i tassi d’interesse aumentassero improvvisamente.

tradotto da Johnny’s Cloaca (Link)

From → ECONOMIA, Mises, ORO

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