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Le Fatiche di Sisifo

11 maggio 2011

Sisifo fu punito da Zeus con questo compito: portare un macigno sulla cima di una montagna, solo che una volta arrivato in cima il masso rotolava di nuovo a valle, per cui Sisifo doveva ricominciare daccapo. Per l’eternità.

La stessa sensazione ce l’ha chi in Italia vuole avviare una nuova attività.


Facciamo finta che io abbia un’idea geniale e voglia brevettare la superscazzola a motore. Mi chiamo Mario Rossi, sono un ingegnere, e comincio. …Deposito il brevetto all’Ufficio Brevetti, qui il link per chi vuole brevettare, ma riassumendo funziona così: incarico una società specializzata per vedere i brevetti simili al mio nello stesso campo (lo dovrebbe fare la CCIAA (Camera di Commercio), ma non lo fa, mi domando sempre che esiste a fare), poi compilo il Mod. O e i fogli aggiuntivi se è un brevetto d’utilità, trattandosi della superscazzola a motore devo inserire anche i disegni, la descrizione e la novità, l’Ufficio Brevetti consiglia di rivolgersi a un consulente (e loro che esistono a fare?), diciamo che un “consulente” si prende fra i 5.000,00 e i 10.000,00 € per fare il lavoro che dovrebbe fare l’Ufficio Brevetti (in genere per evitare problemi te lo suggeriscono loro stessi un “consulente fidato”). Dopo di ciò si devono attendere 18 mesi (avete letto bene: 18 mesi) per la pubblicazione del brevetto, a meno che non si paghino i diritti “di urgenza”, in tal caso sono “solo” 90 giorni. Diciamo che fra domanda, verifiche e pubblicazione del brevetto se ti va bene sono sei mesi. Fortunatamente il deposito (ma solo quello) costa poco: € 50,00 se il deposito avviene in forma elettronica, altrimenti varia, fino a un massimo di € 400,00.A questo punto sarei pronto, ho speso già circa 10.000,00 €, ho passato sei mesi senza vedere il becco d’un quattrino, ma posso cominciare a organizzare la mia futura azienda, quindi vado in banca e chiedo un prestito per cominciare: entro, presento la mia idea, il mio brevetto e chiedo un finanziamento; mi rispondono che:

1. Non ho garanzie reali (case, azioni, obbligazioni Parmalat o Alitalia; queste ultime loro me le venderebbero volentieri, anzi le suggeriscono.)

2. Non ho una storia imprenditoriale alle spalle.

3. Loro non finanziano le società con meno di un anno di vita.

4. La superscazzola a motore non ha mercato: non se ne vende nemmeno una in tutto il mondo (anche perché l’ho appena inventata …)

5. Mi fermo qui, il decalogo delle scuse delle banche italiane per dimostrare la propria incapacità è lungo: comunque qui la trafila. Rinuncio alla banca e chiedo i soldi al nonno, che li ha (mica si può essere sempre sfigati -)) e me li concede.

Affitto un capannone e lo ristrutturo per le esigenze della mia società, che ho costituito in Italia, perchè non ascolto i buoni consigli e rimpinguo le casse di un notaio italiano; diciamo che caccio altri 2.500,00 € per avere una fotocopia di un atto e un timbro (i notai usualmente prendono un vecchio statuto ed atto costitutivo e copiano, tranne quelli che partecipano alle giornate nFA).

Quindi affido il compito di ristrutturare a un’azienda edile, che si dovrà attenere a quanto segue, per evitare sanzioni in caso di ispezione dell’A.S.L.:

– organigramma aziendale con relative mansioni ed eventuali deleghe;

– valutazione dei rischi ex art.4 c.2 D.Lgs 626/94 – art 17-28 D.Lgs 81/08 – autocertificazione

art. 29 c.5 D.Lgs 81/08;

– valutazione del rischio rumore art. 190 D.Lgs 81/08 – vibrazioni art. 102 D.Lgs 81/08;

– valutazione del rischio chimico art. 223 D.Lgs 81/08;

– valutazione del rischio cancerogeno art 236 D.Lgs 81/08;

– valutazione del rischio biologico art. 271 D.Lgs 81/08;

– piano Operativo di Sicurezza art. 96 lett. g D.Lgs 81/08;

– Piano di Sicurezza e Coordinamento art. 100 D.Lgs 81/08;

– PIMUS (piano di uso, montaggio e smontaggio dei ponteggi) art. 134 all. XXIII D.Lgs 81/08;

– notifica preliminare art. 99 D.Lgs 81/08;

– nomina di:

i)  Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione ai sensi art. 17 lett. b D.Lgs 81/08;

ii)  Addetti all’emergenza, al pronto soccorso, alla prevenzione incendi art. 18 e 1 lett. B D.Lgs             81/08;

iii) Medico Competente art. 18 c.l lett. a D.Lgs 81/08;

iv) Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza art. 47 c.2 D.Lgs 81/08;

– Certificato Prevenzione Incendi;

– denuncia di installazione dispositivi di messa a terra e scariche atmosferiche ai sensi del D.P.R. 462/01;

– autorizzazione in deroga art. 65 D.Lgs 81/0;

– comunicazione degli infortuni (INAIL – IPSEMA) art. t 8 c. 1 lett. r;

Potete immaginare quanto costerà una ristrutturazione.

Vabbè, andiamo avanti. Abbiamo finito la ristrutturazione (interna, per evitare la licenza edilizia, altrimenti non apri proprio più), arrivano i macchinari per la produzione: la superscazzola a motore per la produzione ha bisogno di 14 operai, un impiegato amministrativo e una segretaria, totale 16 persone, si applicano tutte le norme sullo Statuto dei Lavoratori, e comunque ci si deve attenere al D.L. N° 81/08 sulla sicurezza, con tutti i costi connessi; poi, se sei fortunato, dopo aver addestrato a tue spese gli operai all’uso dei macchinari, puoi anche aprire, a meno che l’ASL non bocci il tuo piano sulla sicurezza, a suo insindicabile giudizio, nel qual caso perdi altro tempo (ma soprattutto soldi).

Il nonno a questo punto si è giocato anche la casa in cui viveva: dal momento in cui cominci a produrre, acquistando scorte di magazzino, al momento in cui incassi le prime fatture passano sei mesi, sei mesi in cui hai pagato stipendi, contributi, fitti, energia e quant’altro necessario. Ma hai un sedere pazzesco, la superscazzola si vende che è un piacere; nonostante ciò, fra ammortamenti, spese di avviamento, primo periodo e costituzione delle scorte di magazzino i primi due anni li chiudi in perdita, sia pure con indici positivi. Poi la fortuna termina: sei sorteggiato per una verifica fiscale (eh sì, in Italia si può vincere al Superenalotto o si può vincere una visita della GdF, entrambe le possibilità esistono). Formalmente è tutto a posto, non hai chiesto il rimborso I.v.a. sui macchinari e ti sei giocato l’esborso finanziario sui contributi, ma…. hai chiuso in perdita, perchè hai speso molto per la ristrutturazione, ti sei attribuito un compenso di € 2.500,00 al mese e la spesa non è sembrata congrua. E ti becchi una bella multa, così ti passa la voglia di chiudere in perdita, perchè il Fisco in Italia decide se e quanto un imprenditore guadagna, anche perchè non lo sa nessuno come potrebbero decidere la congruità, ovvero l’Agenzia delle Entrate dice: ma quale perdita, tu hai fatto utili perchè gli ammortamenti anticipati non te li voglio riconoscere, e poi secondo me (Agenzia delle Entrate) tu dovresti prendere 1.500,00 € mensili, quindi hai detratto € 12.000,00 che non valgono (sempre secondo loro), OK dammi XXXXXX euro per chiudere, nel frattempo non compensi più niente e ti blocco il conto in banca, perchè adesso le sanzioni sono immediatamente esecutive. Poi se hai ragione fra 20 anni ti restituisco (forse) il maltolto.

Nel frattempo tuo nonno si è suicidato, visto che per pagare la multa ha dovuto vendersi anche i pannoloni; posto, appunto, che le sanzioni sono esecutive, ma soprattutto non puoi più compensare debiti e crediti verso l’erario. Non dimentichiamo che hai fatto degli investimenti; inoltre in un momento di totale follia hai pensato anche di vendere la superscazzola all’estero, ma la tua “domanda di autorizzazione all’operatività di scambio intra UE” è stata rifiutata (eh sì, dal 1° Gennaio 2011 l’Italia ha fatto un passo avanti: siamo tornati al 1600 e le autorizzazioni all’Import-Export…), per cui la Fiera a cui hai partecipato non è servita a niente e hai buttato 10.000 euro direttamente nella tazza dello sciacquone, cosa che l’Agenzia delle Entrate annota ma non ti riconosce come costo.

Adesso leggeremo la solita trafila dei “sedicenti” tutelatori: che Mario Rossi è cattivo, guadagna il doppio dei suoi operai, che è un crumiro perchè quando è in ritardo sulle consegne va a lavorare anche il sabato e la domenica, e i lavoratori non hanno alcun vantaggio economico ulteriore, che lui paga talvolta gli stipendi in ritardo, che la sicurezza del lavoratore innanzitutto, che chi è evasore deve pagare le tasse, etc., etc.

Ma io ho un finale diverso: Mario Rossi non fa proprio niente di tutto questo, vende il brevetto a una multinazionale americana, con fatturazione dal Lussemburgo e bonifico in Svizzera, e si gode i soldi del nonno e della vendita del brevetto. Compra quattro appartamenti a Milano e campa di rendita. Ma chi glielo fa fare di diventare Sisifo ?

La causa di tutto questo, ci viene detto, è l’art. 41 della Costituzione, che chiaramente impedisce la libera impresa, piegandola alle fatiche di cui ho narrato.

di Marco Esposito

da Noisefromamerika.org (Link)

From → FISCO, ITALIA

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