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Perchè l’Espansione Monetaria deve Finire

6 maggio 2011

Articolo tratto dal sito del Mises Institute dove è stato pubblicato in lingua originale. Prima traduzione di Giuseppe Gallazzi rivista e rielaborata da Francesco Carbone. L’articolo in certi passi è stato condensato per rendere la lettura meno pesante e decisamente più scorrevole. Si rimanda al testo originale per una lettura integrale del discorso.


Introduzione: l’illusione di risorse illimitate

I problemi che tutte le economie del mondo si trovano oggi ad affrontare hanno, principalmente, una causa comune: la scomparsa di una moneta sana (la cui quantità poteva essere aumentata dal produttore solo a costi significativi) rimpiazzata da denaro fiat, cioè fiduciario, creato dal nulla (la cui quantità può essere incrementata illimitatamente senza che ciò comporti alcun costo significativo per il produttore). L’espansione di denaro fiduciario illude tutti i partecipanti al mercato, inclusi i regolatori finanziari. Essa fa credere che nel sistema economico vi siano risorse disponibili maggiori rispetto a quelle effettivamente esistenti. …

Abbagliati da questa illusione, tutti gli agenti economici, compresi i governi, intraprendono piani e programmi senza che esistano le risorse sufficienti e necessarie al loro completamento. Il denaro fiduciario, quindi, non solo crea l’illusione di avere a disposizione una ricchezza maggiore rispetto a quella effettiva ma spinge gli attori economici a intraprendere progetti non sostenibili. Dopo tutto, ciò che separa l’uomo dal raggiungimento dei propri sogni non sembra essere sempre la mancanza di denaro? Con illimitate quantità di denaro fiduciario a disposizione, pare arrivato il giorno in cui davvero tutto è possibile, peccato che si tratti solo di una povera illusione. Ci sono leggi economiche che agiscono da barriere impenetrabili al conseguimento degli obiettivi che l’espansione monetaria si prefigge di raggiungere. Sono leggi della natura umana e l’ignorarle conduce a conseguenze profondamente negative. L’economia è una scienza sociale, non naturale, in quanto l’uomo è un essere sociale.

Le sue azioni non sono governate da stimoli fisici, ma da preferenze che derivano da valutazioni soggettive, non necessariamente note, sottoposte a continui cambiamenti, imprevedibili. Ciò nonostante, sappiamo che l’uomo è un essere razionale. Egli agisce per raggiungere obiettivi che ritiene validi al fine di poter migliorare la propria condizione. Nel fare questo impiega mezzi scarsi e ciò, a sua volta, implica il sostegno di costi. Tuttavia, dal momento che ogni uomo agisce con l’obiettivo di migliorare la propria condizione, si aspetta che le spese da lui sostenute saranno inferiori alla soddisfazione conseguita dal raggiungimento dei propri obiettivi; in altre parole l’essere umano si aspetta di trarre un profitto dalle sue azioni, di qualunque genere esso sia. Da questa breve spiegazione di uomo come essere razionale la scienza economica come scienza dell’azione umana trae inconfutabili leggi economiche.

Due conseguenze negative riconducibili all’espansione monetaria

Ci sono due conseguenze negative principali riconducibili all’espansione monetaria: (1) le ricorrenti crisi finanziarie e (2) l’espansione dello Stato assistenzialista distruttore di ricchezza. Inizierò con le ragioni per cui continuiamo ad avere crisi finanziarie ricorrenti e sempre più dannose. Poi parlerò molto brevemente dell’espansione dello Stato che distrugge ricchezza. Mises ha spiegato che il denaro non è “neutrale”, il denaro è un bene economico ed è soggetto a tutte le leggi dell’economia come lo sono tutti gli altri beni economici. Poiché ogni nuova unità marginale veicola meno utilità di tutte le unità precedenti, e poiché il denaro è un bene fungibile, l’espansione monetaria diminuisce il potere d’acquisto del denaro già esistente. I primi utilizzatori della nuova moneta sono i maggiori beneficiari del denaro appena creato. Costoro costituiscono la cerchia di soggetti più prossimi alla creazione di nuova moneta. I soggetti più lontani, che nel sistema economico si trovano in una cerchia più ampia e distante, invece ci rimettono, in quanto il nuovo denaro diluisce il valore di ogni unità già in circolazione. Pensate all’atto di versare nel latte dell’acqua. Complessivamente l’analisi di Mises e della Scuola Austriaca di economia dimostrano come l’espansione dell’offerta di moneta non apportino alcun beneficio complessivo per la società. Seguendo questo ragionamento, capiamo anche che un aumento della quantità di denaro non può essere di stimolo per tutti quanti.

Anche se l’aumento può dare impulso ad alcune parti dell’economia (quelle che per prime ricevono i soldi freschi di stampa), ciò accade a scapito di tutte le altre parti. Con la creazione di nuovo denaro virtuale, la ricchezza viene ridistribuita dagli attuali possessori di denaro (i legittimi proprietari) ai nuovi proprietari illegittimi che, senza farsi notare, non fanno altro che rubare ai precedenti. I primi destinatari del nuovo denaro iniettato nel sistema godono di benefici a scapito di coloro che ricevono il denaro solo in seguito, attraverso il processo di mercato, oppure che non lo ricevono affatto – ad esempio, i pensionati che vivono di ricchezza accumulata. I primi a ricevere denaro acquistano beni a prezzi più bassi, mentre gli ultimi ricevitori sono forzati dal mercato a pagare prezzi più elevati. L’illusione di prosperità causata dall’espansione della massa monetaria è anche riconducibile al fatto che più il governo, attraverso la banca centrale, gonfia la quantità di moneta, maggiore sembra essere la crescita economica misurata in termini di Prodotto Interno Lordo. Tuttavia si tratta di un’illusione, non di crescita. Valori del PIL più alto sono molto spesso dovuti solo alla misurazione di prezzi più elevati.

Il danno maggiore tuttavia avviene nella struttura produttiva. E’ qua che il denaro virtuale e l’espansione del credito compiono il vero danno, causando un consumo puro di capitale e danneggiando la futura capacità produttiva del sistema economico. Nell’erronea convinzione che l’economia può essere stimolata da una quantità di denaro maggiore, le banche centrali tendono a ridurre il tasso di interesse al di sotto del tasso naturale di mercato. Il risultato finale di tale intervento è la distruzione di capitale attraverso ciò che gli economisti austriaci chiamano cattivi investimenti (malinvestment). In altre parole il capitale che viene impiegato in alcune linee di produzione, soprattutto negli investimenti a lungo termine, non è in grado di essere allocato proficuamente. Affrontiamo adesso la questione più urgente: perché durante una crisi falliscono così tante aziende tutte insieme? E’ possibile che ogni volta si verifichi una incompetenza di massa in grado di dare origine a una crisi su larga scala? I governi e banchieri centrali fanno di tutto per risolvere la crisi convinti che la crisi sia il PROBLEMA. Tuttavia, signori, sono qui per dirvi che la crisi non è il problema. Il boom che ha preceduto la crisi e ciò che lo ha stimolato costituiscono il vero problema! Fortunatamente il ciclo economico è stato ben spiegato dagli economisti di Scuola Austriaca. Senza andare in dettaglio, basti dire che è proprio l’intervento della banca centrale a creare il colpevole, cioè il “tasso di interesse artificiale”. Esso costituisce un falso segnale dato alle imprese! Dice erroneamente che esistono nuove risorse reali per poter effettuare investimenti a più lungo termine, per poter intraprendere nuovi progetti di espansione della struttura produttiva. In realtà queste risorse, necessarie per un completamento redditizio di tutti i nuovi progetti, non esistono!

La Soluzione non sta nella Coercizione

Piuttosto che astenersi da ulteriori interventi monetari, il governo e la banca centrale affrontano le conseguenze della precedente espansione monetaria con nuove forme di coercizione che assumono la forma di maggiori controlli, aumenti obbligatori dei requisiti patrimoniali bancari, creazione di fondi di salvataggio. L’intero processo crea un fenomeno psicologico chiamato dissonanza cognitiva, cioè, avere in mente due pensieri contrastanti allo stesso tempo.

L’espansione dell’offerta di moneta e l’abbassamento dei tassi di interesse al fine di stimolare l’economia non è compatibile con maggiori requisiti patrimoniali delle banche e ulteriori controlli degli organismi di vigilanza per monitorare il rischio sistemico. Questo non ha senso da un punto di vista economico o finanziario, ha senso solo dal punto di vista politico, nonché di comando e di controllo. Tassi di interesse più bassi e una maggiore sorveglianza del governo garantiscono piena occupazione solo per i burocrati, che godono dei vantaggi concessi loro dal potere senza farsi carico di alcuna responsabilità per le conseguenze delle loro azioni. La scelta che abbiamo davanti è chiara: o ancora denaro fiduciario creato dal nulla accompagnato da una maggiore regolamentazione in tutti i settori dell’economia, con esiti sempre peggiori, o un abbandono definitivo dell’espansione monetaria e dei controlli governativi rimpiazzati da una moneta sana e dai normali controlli automatici effettuati dal processo di libero mercato.

L’espansione dello Stato Assistenzialista

Discuterò ora del secondo male causato dalla crescita del denaro virtuale: l’espansione dello stato assistenzialista che distrugge ricchezza. Nell’ambito di un sistema di moneta fiat, molti di coloro che beneficiano dell’economia di mercato sono accecati dall’illusione monetaria e non si rendono conto di quanto la spesa pubblica scavi nelle loro tasche. Se vivessero in un ambiente sano, caratterizzato da una moneta sana, impedirebbero con tutte le loro forze gli sprechi, gli sperperi e tutte quelle attività statali finalizzate a distruggere ricchezza. Come tutte le imprese non redditizie, lo stato assistenzialista dipende sempre più dalle iniezioni di moneta a corso forzoso, senza le quali tutti i suoi programmi di spesa crollerebbero piuttosto rapidamente. Aumenti sempre maggiori di denaro fiduciario ritardano la resa dei conti, in quanto rendono possibile posticipare l’aumento delle tasse e dei tassi di interesse.

Il denaro virtuale pertanto spinge inevitabilmente il governo a fare promesse che in ultima analisi, non potrà mantenere. Quando il governo si rende finalmente conto degli errori commessi si trova di fronte a una scelta difficile. Se disattende le promesse fatte in passato rischia di scatenare tra la popolazione dei veri e propri disordini civili. Non resta pertanto che l’alternativa di continuare a mantenere le promesse solo a parole e non di fatto, ricorrendo ad esempio ai controlli sui prezzi e ai razionamenti. I sistemi sanitari nazionali sono i migliori esempi di questo fenomeno. Non solo la domanda di servizi sanitari è notevolmente aumentata, ma la quantità e qualità dei servizi è continuamente in declino. La soluzione di lungo termine: liberalizzare il denaro e l’economia sottraendole al controllo governativo Una economia di libero mercato, basata su un denaro liberamente scelto dal mercato, non soffre squilibri, crisi o alti tassi di disoccupazione. La costante spinta verso il miglioramento delle proprie condizioni spinge i partecipanti del mercato verso la cooperazione, non verso il conflitto. L’ordine liberale, teorizzato da studiosi come Ludwig von Mises, sarebbe suscettibile di espandersi in tutto il mondo, portando pace e continua prosperità a tutti gli uomini.

Una moneta sana è essenziale per alimentare questo processo. Il primo ordine del giorno per l’Europa è pertanto quello di stabilizzare l’euro. Basta gonfiarne l’offerta. Fine agli acquisti di debito sovrano. E’ necessario ancorare l’euro all’oro e/o all’argento. Quindi è necessario dar avvio a un processo di privatizzazione del denaro eliminando tutte le leggi sul corso forzoso. Bisogna lasciare che gli attori economici usino quel denaro, o anche quei differenti tipi di denaro, che preferiscono usare volontariamente. Alcuni economisti austriaci credono che l’eliminazione delle leggi sul corso forzoso sia sufficiente per realizzare questa riforma, sarà il libero mercato ad eleggere in seguito la forma o le forme di denaro che meglio si adattano alle diverse finalità degli agenti economici. Il gioco vale sicuramente la candela. Un passo concreto sarebbe quello di cambiare le leggi in uno o entrambi i seguenti modi: non applicare il corso forzoso o depenalizzare la produzione di denaro privato. Bisognerebbe anche cambiare tutta la regolamentazione dei servizi bancari, eliminando in particolar modo le garanzie sui depositi, che sono fonte solo del fenomeno di Moral Hazard. In sostituzione è necessario applicare il 100 per cento di riserva a fronte di tutti i certificati e depositi a vista. E’ necessaria la riforma del codice commerciale di modo da fornire ai depositanti della banca le protezioni legali previste da qualsiasi altra forma di deposito di beni fungibili. E’ inoltre necessario permettere una completa libertà nell’attività dell’intermediazione bancaria, per cui il banchiere si assume la proprietà giuridica dei fondi per un certo periodo di tempo, con la promessa di restituirli, insieme agli interessi maturati, alla fine del contratto.

Questa forma di prestito bancario può anche essere priva di rischi, ad es. quando i prestiti assunti dalla banca sono inferiori al capitale proprio. Ed è anche non inflattiva, in quanto la banca presta solo i fondi che le sono stati trasferiti dal depositante il quale si impegna a rinunciare agli stessi per tutta la durata del contratto. Indubbiamente, con tali protezioni legali e con dei rischi ben definiti, la clientela bancaria verrebbe servita molto meglio di quanto faccia l’attuale sistema a riserva frazionaria il quale, attraverso i prestiti bancari creati dal nulla, espande e contrae continuamente l’offerta di moneta fiduciaria causando il ciclo economico, amplificato a sua volta dalle banche centrali.

Consigli per gli Statisti

Coloro che occupano posizioni di potere, come coloro a cui è rivolto questo discorso, dovrebbero essere sempre guidati dalla ragione e non dall’emozione. Dovrebbero adottare come motto l’imperativo categorico di Immanuel Kant e approvare solo leggi universalmente applicabili a tutti gli uomini in ogni momento e in ogni luogo. Dovrebbero trattare gli uomini come fini a sé piuttosto che come mezzi per altri fini politici, come ad esempio il patriottismo. Non molte leggi rispettano lo standard appena citato. Stampare denaro fiduciario riduce il potere d’acquisto del denaro già in circolazione causando benefici per alcuni a scapito di altri, pertanto non supera il test. Così come non lo supera l’acquisto di titoli di debito sovrano a tassi di interesse agevolati. Entrambe queste pratiche portano non alla libertà e alla sicurezza, ma alla sofferenza e conflitto. Vi chiedo pertanto di comportarvi come i veri uomini di Stato sanno fare: sulla base di principi veri, reali, che funzionano davvero per realizzare una società libera e sempre migliore.

(Patrick Barron è un consulente privato nel settore bancario. Insegna presso la Scuola di specializzazione in Banking presso l’Università del Wisconsin, Madison, e insegna l’economia austriaca presso l’Università di Iowa, a Iowa City, dove vive con la moglie di 40 anni. Leggi il suo blog . Questo articolo è un discorso tenuto da Patrick Barron al Parlamento europeo a Bruxelles il 16 marzo 2011.)

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