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L’Europa cambia marcia sugli OGM. E comincia bacchettando l’Italia.

4 aprile 2011
Aderisci all’iniziativa “\”SEI SEMI DI MAIS OVUNQUE\”!

 

UPDATE:

 

E’ probabile che la pubblicazione dell’ultimo rapporto dell’ISAAA sulla diffusione delle colture transgeniche nel mondo abbia destato qualche preoccupazione a Bruxelles. Secondo questo rapportol’impiego di OGM cresce significativamente (nell’ordine di un incremento complessivo di circa il 10%)  pressoché ovunque tranne che in Europa, dove si registra un calo di circa il 3%. …

Al di là delle polemiche da ballatoio e delle interpretazioni strumentali che i principali media hanno offerto sulla questione, provando a far credere che il dato europeo significasse un insuccesso delle biotecnologie in sé, i numeri evidenziano con chiarezza il fatto che gli OGM hanno successo dove viene lasciata agli agricoltori la libertà di scegliere, mentre nel vecchio continente i veti incrociati, le politiche protezionistiche e l’ostilità preconcetta verso le biotecnologie rischiano di farci perdere l’unico treno in grado di rimettere l’agricoltura europea sui binari della competitività.

E ciò sarebbe particolarmente grave in un momento come questo, in cui l’aumento della domanda globale di cibo ha riportato in alto i prezzi delle principali commodities agricole, e in cui l’unica alternativa è tra ricominciare a produrre come si deve o portarsi a casa solo gli effetti negativi del fenomeno, a cominciare dall’inflazione. E’ infatti proprio di questi giorni la pubblicazione di un rapporto che mostra come nel 2010 le esportazioni agroalimentari USA, in particolare verso la Cina, abbiano raggiunto il livello più alto di tutti i tempi.

Da una parte l’azione dell’UE può limitarsi alla regolazione dei flussi di materie prime in entrata e in uscita: pochi giorni fa è stata accolta la proposta di consentire, nei mangimi animali di provenienza extraeuropea, la presenza di tracce di materiale geneticamente modificato ufficialmente ancora non autorizzato. Questa decisione, sebbene possa sembrare un’apertura piuttosto timida, avrà probabilmente effetti significativi alle nostre frontiere, dove finora veniva bloccata la maggior parte della soia e del mais in entrata proveniente dai grandi paesi esportatori, a causa della sostanziale impossibilità di impedire la presenza di tracce, sia pur minime, di OGM.

E indica con chiarezza una presa d’atto: in Europa non si produce quanto si potrebbe, e se finora la pressione più pesante è stata sostenuta dagli allevatori, che dipendono dalle importazioni di mais e soia, non è escluso che con il passare del tempo gli effetti di questa situazione possano finire per gravare sulle spalle (e sul portafogli) di tutti i consumatori.

Ed è in quest’ottica che va probabilmente letta la dura lettera che la Commissione Europea ha fatto recapitare, tramite l’ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci, alle nostre autorità pubbliche, nella quale si esorta con decisione il nostro paese a smetterla di tirarla per le lunghe, e si ricorda che, al di là delle proposte in discussione sulla possibilità di consentire ai singoli stati di autorizzare o meno la coltivazione di OGM, le norme attualmente in vigore sono chiare, non è detto affatto che vengano modificate e vanno applicate così come sono:

la Commissione invita l’Italia ad adottare quanto prima adeguate misure di coesistenza in linea con la raccomandazione summenzionata al fine di dare piena applicazione alla legislazione UE in tema di OGM, la quale, fintanto che la direttiva 2001/18/CE non sarà modificata a tale effetto, non consente agli Stati membri di vietare la coltivazione di OGM per motivi diversi dal sussistere di un grave rischio per la salute o l’ambiente

esprimendo al tempo stesso risentimento per il fatto che proprio in assenza di tali linee guida per la coesistenza di colture OGM, convenzionali e bio, che la Conferenza Stato Regioni si ostina a non voler redigere, ovvero a causa di una grave inadempienza delle autorità pubbliche italiane, un tribunale di Pordenone abbia intimato la distruzione di un campo di mais geneticamente modificato regolarmente autorizzato in Europa e comminato un’ammenda al proprietario del terreno.

di Giordano Masini

link: http://www.libertiamo.it/2011/02/28/l%E2%80%99europa-cambia-marcia-sugli-ogm-e-comincia-bacchettando-l%E2%80%99italia/

From → ECONOMIA

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