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Oro: Una Cosa di Valore da Immagazzinare

1 aprile 2011

Con questo intrigante articolo di North si passano in rassegna alcune delle inesattezze che spesso ci si trova ad incontrare quando si parla di metalli preziosi. Si esatto, come diceva Einstein: “Tutto è relativo”; infatti la Scuola Austriaca lo ricorda molto bene questo punto (a modo proprio, ovviamente). Come? Con la teoria del valore soggettivo. Infatti lasciato a sé stesso l’oro ha ben “poco valore”, sono le persone che gli attribuiscono un valore e non si tratta di un investimento vero e proprio, bensì di una protezione dei propri risparmi. Confusi forse? Chiediamo lumi…

di Gary North

L’oro è una cosa di valore da immagazzinare. Tuttavia non è una riserva di valore.

L’oro ha proprietà intrinseche che lo rendono di valore. Tuttavia non ha un valore intrinseco.

Dico ciò perchè, ad un certo punto, leggerete dell’oro come una riserva di valore. Leggerete del valore intrinseco dell’oro. Ogni volta che leggete entrambe queste frasi, saprete che l’autore non capisce la teoria economica. …

Considerate ciò. Il prezzo dell’oro si è mosso al di sopra dei 1400$ l’oncia negli ultimi giorni, un rialzo dalla base di 1300$. Ciò è acaduto presumibilmente in risposta ai tumulti in Libia, che hanno ridotto l’offerta immediata di petrolio. Il prezzo in aumento dell’oro indica la possibilità di una continuazione dei tunulti nel mondo arabo.

Queste fluttuazioni nel prezzo dell’oro indicano che i cambiamenti immediati nelle circostanze esterne possono influenzare il prezzo dell’oro. C’è stato un inaspettato incremento nella domanda d’oro.

Secondo tutte le scuole d’economia esclusa quella marxista, i prezzi dei beni e servizi aumentano e diminuiscono in base ai cambiamenti nei mercati, il che include gusti dei consumatori, cambiamenti monetari, cambiamenti nell’offerta, cambiamenti nel prezzo delle alternative e cambiamenti nelle aspettative della gente sui prezzi futuri. Non c’è pertanto una misura fissa del valore.

Il valore economico è soggettivo. E’ attribuito. I compratori competono contro altri compratori; i venditori competono contro altri venditori; e le stime delle persone sulle condizioni future sono sempre in cambiamento.

Questi cambiamenti guidano i prezzi su e giù. Le persone hanno stime soggettive sul futuro oggettivo. Hanno anche aspettative riguardo le stime soggettive di altre persone sul futuro. Attraverso offerte in competizione, le persone stabiliscono i prezzi oggettivi nei vari mercati.

Il fatto importante da capire qui è che i prezzi oggettivi sono il risultato di offerte competitive da persone con stime soggettive sul futuro: stime immediate e più distanti.

L’ORO NON E’ UNO STANDARD DI VALORE

C’è un errore diffuso nell’analisi economica dentro quei circoli che sono chiamati hard-money camp. Le persone sono dell’impressione che l’oro sia uno standard di valore economico. Questo concetto è estraneo alla teoria economica.

Si, parliamo in questo modo. La Bibbia dice che una donna virtuosa vale più dei rubini (Proverbi 31:10). Ma non dice esattamente quanto essa sia più di valore rispetto ai rubini. Non offre una formula. Non c’è alcun rapporto valido che sia anche normale tra la donna virtuosa ed i rubini. Il prezzo di una donna virtuosa nel libero mercato non oscilla intorno a questo rapporto.

Per rendere il tutto chiaro, si consideri il fatto che il prezzo del petrolio può solo aumentare senza essere accompagnato da un aumento nel prezzo dell’oro. C’è una tendenza per i due a salire e cadere insieme, ma questa è solo una tendenza. Nessuno è sicuro del perchè questa tendenza esista. Potrebbe essere che entrambi si muovono in relazione alle aspettative di aumento nel prezzo dell’inflazione. Ma i prezzi al consumo si sono a malapena spostati sin dal 2007, mentre il prezzo del petrolio è stato estremamente instabile nel 2008 – di gran lunga rispetto al prezzo dell’oro.

Leggiamo che il prezzo dell’oro non è cambiato. Solo il prezzo del dollaro è cambiato. Ancora una volta, questo è un nonsense ovvio. Il prezzo dell’oro è andato oltre i 1000$ a marzo 2008, solo per cadere a circa 750$ cinque mesi più tardi. Tuttavia i prezzi al consumo non sono cambiati.

La lezione qui dovrebbe essere che l’oro non è una misura del valore. Allora cosa lo è? Niente lo è, come non c’è alcuna misura per il valore di una donna virtuosa.

Gli individui attribuiscono il valore. Pensano che qualcosa sia di valore per loro in quel momento. Ciò può variare, di momento in momento. Le persone cambiano costantemente le loro stime di quali oggetti o servizi siano di valore.

C’è una storia nella Bibbia di Esau e Giacobbe. Esau era affamato. Giacobbe gli offrì una porzione di stufato in cambio del diritto di Esau come figlio primogenito. Esau decise che questo fosse uno scambio ragionevole (Genesi 25:34). Pensiamo che questo fosse uno scambio sciocco, ma Esau aveva una stima differente. La sua gerarchia di valori era orientata al presente. Ridusse il valore del diritto di primogenitura.

Gli individui hanno stime molto differenti del futuro. L’americano medio non possiede oro. Non sa dove comprare monete d’oro. Probabilmente non ha alcuna consapevolezza che la Zecca degli Stati Uniti produce monete d’oro. Sicuramente non conosce per niente il fatto che la Zecca non faceva ciò finchè Ron Paul non persuase la commissione sull’oro del presidente Reagan nel 1981 per chiedere al Congresso di far passare questa legislazione nel 1985. Tuttavua ancora leggiamo del prezzo dell’oro sulla stampa finanziaria.

Il fatto che l’americano medio non possiede oro indica che l’americano medio non valuta il futuro allo stesso modo in cui lo fa il gold bug. Il tipico compratore dell’ETF o di altri fondi d’oro non pensa allo stesso modo dell’americano medio.

L’oro non è uno standard di valore. Si muove su o giù secondo le stime in concorrenza degli individui sulle sue prospettive in un mondo di denaro creato dal nulla. La gente comune pensa che la loro valuta nazionale sia uno standard di valore, ma non lo è. Ciò non perchè il denaro creato dal nulla è propriamente uno standard economico creato dal nulla. Tutti gli standard sono creati dal nulla. Diciamo “lasciamo che sia così”, nonostante si compri, si venda o non si faccia nulla. Sono le diverse offerte di quelle persone che praticamente comprano e vendono che stabiliscono il prezzo di qualunque asset. Non esiste alcuna fonte di valore diversificato sulla Terra. Ci sono solo offerte oggettive.

Esistono le misure fisiche del peso e della finezza di una moneta d’oro. Queste misure stabiliscono il grado a cui una moneta devia da questo standard. Ci permettono di determinare se una moneta sia stata contraffatta. Ma non ci dicono quanto valga l’oro. Solo il libero mercato fa questo.

L’oro possiede qualità fisiche intrinseche. E’ estremamente durevole. E’ malleabile. Ha un certo lustro. Tutte queste cose insieme hanno reso l’oro uno strumento d’investimento popolare durante gli anni. Ma non esiste alcun valore intrinseco per l’oro. Il valore non è intrinseco. E’ attribuito.

UNA CONFUSIONE NELLA TERMINOLOGIA

I commentatori a favore dell’oro parlano del valore intrinseco dell’oro quando vogliono indicarne il valore storico. L’oro ha generalmente mantenuto il suo prezzo basso durante gli anni. Questo prezzo è variato. L’oro diminuì dagli 800$ l’oncia (2100$ in potere d’acquisto moderno) nel gennaio 1980 a poco più di 250$ nel 2001. Poi è salito fino al prezzo di oggi.

Nel corso dei secoli un’oncia d’oro comprava svariate quantità di beni e servizi di valore diverso. L’erede di qualcuno che comprò un’oncia d’oro col proprio lavoro al tempo di Gesù potrebbe prendere quell’oncia d’oro e comprare beni e servizi oggi. Ma ci sono molti pochi servizi che sono rimasti gli stessi, all’infuori dell’attività più antica del mondo. La quantità di pane che l’erede può comprare sarebbe notevole, visto l’enorme aumento della produzione agricola. Gli strumenti di produzione che una persona avrebbe comprato ai tempi di Gesù esisterebbero a malapena oggi. Se ancora esistessero, gli Amish li comprerebbero.

Quello che rende unico l’oro è questo: una persona può comprare qualcosa di valore considerevole con un’oncia d’oro. Non potrebbe comprare quasi nulla oggi con uno strumento di produzione o persino con un bene di consumo di altà qualità dei tempi di Gesù. La serie di beni ai tempi di Gesù era limitata, sebbene non molto meno limitata rispetto al 1750.

C’è una grande confusione riguardo il valore dell’oro nel tempo, non perchè è cambiato l’oro ma perchè tutto il resto è cambiato. C’è un mercato per l’oro in tutto il mondo. Non c’è mercato per le cose che si potevano acquistare con l’oro 50 anni fà, eccezion fatta per gli oggetti dell’ “Antiques Road Show”.

Le persone dicono che il prezzo in oro di un’automobile nel 1925 sarebbe stato lo stesso di oggi. Ma il concetto di “automobile buona” è cambiato radicalmente. Ciò che è stupefacente è che una comune moneta di metallo che non cambia nel tempo possa comprare qualcosa di valore nel futuro.

Questo è il grande beneficio dell’oro: la sua continuità di valore nel tempo. Le persone ancora attribuiscono valore all’oro dopo un secolo. Ci sono davvero pochi asset che sicuramente manterranno un valore paragonabile nello stesso periodo di tempo.

Ogni linea della produzione di massa migliora nel tempo tranne l’oro. Tuttavia l’oro, non cambiando affatto, mantiene il valore durante il tempo.

Non dovremmo confondere ciò con il valore intrinseco. Dovremmo comprenderlo in termini di qualità fisiche intrinseche. L’attributo più improtante dell’oro è il suo alto valore attribuito in relazione al suo peso. E’ costoso estrarlo.

CATTIVE POLITICHE, ORO BUONO

Questa continuità di valore è di grande uso per qualcuno che è preoccupato di sconvolgimenti incombenti dovuti alle politiche del governo e della banca centrale. Se l’oro fa il possibile come un asset d’investimento, allora diviene un investimento ricercato quando la gente alla fine si accorge che le promesse del governo non faranno il possibile.

Non è che le persone possono diventare ricche con l’oro. Possono diventare probabilmente meno povere.

La stabilità del valore dell’oro nel tempo è in contrasto con la stabilità delle promesse del governo, specialmente riguardo la stabilità della valuta nazionale.

I politici mentono. L’oro fa il possibile. I banchieri centrali fanno promesse grandiose. L’oro fa il possibile. Gli economisti fanno grandi affermazioni sull’abilità degli strumenti di previsione dell’economia di portare stabilità nell’economia. L’oro fa il possibile.

Il ciclo economico crea e distrugge i piani d’investimento. L’oro fa il possibile. La struttura del debito pubblico e privato cambia nel tempo, portando alla rovina i piani delle persone. L’oro fa il possibile.

I datori di lavoro sperano che i loro piani per il futuro abbiano successo. Quando quei piani raggiungono il mattone dell’incertezza, i piani possono morire. L’oro fa il possibile.

Il tipico padre in India compra oro per la dote della propria figlia, proprio come suo padre ed il suo nonno fecero, arrivando nel tempo fino alla Banca d’Inghilterra. Una collana d’oro indossata da una bella e giovane sposa nel 1500 sembrerà allo stesso modo molto bella su una sposa di oggi.

Pensate se una sposa indossasse le banconote della Federal Reserve. Questa immagine non ha lo stesso senso di continuità.

Il semplice contadino in India non potrà essere in grado di leggere, ma comprerà oro per la sua figlia sicuro che un pezzo d’oro ha più valore di tutte le rassicurazioni di stabilità emesse da tutti i presidenti della Federal Reserve.

L’investitore occidentale si fida delle promesse dei politici, che sa che mentono per vivere. Si fida delle rassicurazioni di un presidente della Federal Reserve, quando sa che lo stesso uomo non ha visto il crash del 2008-2009 arrivare.

Chi mostra maggiore saggezza: l’agricoltore semplice in India oppure l’importante manager monetario a Wall Street?

L’oro non è per investitori importanti. E’ per le persone semplici che sanno abbastanza da non fidarsi delle promesse dei politici e delle rassicurazioni del presidente della Federal Reserve.

“BUGIARDO, BUGIARDO”

L’oro è una testimonianza durevole delle bugie dei politici. Stanno di fronte le telecamere e dicono agli elettori che le cose andranno bene in questi giorni. Molto presto ora. Gli elettori sognano gli anni d’oro della pensione.

Il Congresso è Lucy. Gli elettori sono Charlie Brown. Il sitema della Previdenza Sociale è una palla da football. Sappiamo quello che sta per accadere. Charlie sa cosa sta per accadere. Accadrà.

L’oro è per gli investitori scettici che dicono: “Toglierà la palla. Io non la colpirei”. Si siede sulla linea di campo, divertito dalla credulità di Charlie, anno dopo anno.

I politici trattano gli elettori come gli uomini di bell’aspetto senza nessun mezzo di sostegno visibile trattano le brutte ereditiere ricche. Dicono loro ciò che vogliono sentire. Gli elettori ci credono, proprio come le brutte ereditiere ricche. L’oro è una reliquia barbarica. Questa fu la valutazione del più falso economista del ventesimo secolo: John Maynard Keynes. Si vendette al governo inglese come un funzionario del Tesoro. Disse ai giovani economisti del suo tempo quello che volevano sentire: che i loro predecessori erano vecchi matusa, che l’oro è una reliquia barbarica e che il mondo sarebbe un luogo migliore se ai governi fosse permesso di contrarre deficit ed alle banche centrali di creare denaro senza la paura che il loro oro fosse preso da barbarici sempliciotti.

Gli economisti l’hammo comprato. I politici l’hanno comprato. I banchieri centrali l’hanno comprato.

Alcuni contadini analfabeti in India non ne hanno mai sentito parlare. Se si, avrebbero comprato anche più reliquia barbarica se avessoro potuto permetterselo. Vi fidate di un funzionario inglese? “Un’altra sovrana d’oro, per favore”.

Keynes spese i suoi primi anni nell’Amministrazione Statale Inglese lavorando sugli affari dell’India. Non persuase i contadini indiani. Loro non persuasero lui.

Ma da qualche parte c’è una pronipote di qualche contadino indiano dei tempi di Keynes che ha una collana con un pò di sovrane d’oro inglesi che la sua bisnonna indossò al proprio matrimonio quando Keynes stava creando le sue idee sulla teoria monetaria.

Quando c’è da scegliere a chi credere se a Keynes o ad un Patel, scelgo il Patel…fintanto che non è un laureato di Cambridge.

CONCLUSIONE

L’oro è qualcosa di valore da immagazzinare. Credete a ciò con la fiducia di un contadino indiano. Non prestate attenzione ad un promotore autodidatta dell’oro che vi dice che l’oro è una riserva di valore o ha valore intrinseco.

Capite la logica dell’oro prima di comprarlo. La logica dell’oro è che cinquanta anni da adesso qualcuno comprerà quell’oro con qualcosa di valore.

Ben Bernanke non crede in ciò. Ecco un’altra ragione per comprare oro.

 

 

[*] traduzione di Johnny Cloaca

link: http://johnnycloaca.blogspot.com/2011/03/oro-una-cosa-di-valore-da-immagazzinare.html
[ I ] Link all’articolo originale

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