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La Grande Piramide Rovesciata

28 marzo 2011
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di Francesco Carbone
(articolo pubblicato il 30 SETTEMBRE 2008)

Il tempo è sempre più galantuomo e punisce i manipolatori del mercato in maniera sempre più violenta, nel giro di pochissimi giorni. Appena 10 giorni per umiliare i supereroi. Il rischio era enorme. Ieri abbiamo cominciato a pagarne le conseguenze. Quei settecento miliardi comunque non sarebbero bastati. A questo punto non basterebbero neanche 7 trilioni di carta fresca per sistemare le cose.

Eppure le orecchie restano chiuse. La gente non vuole capire. A volte ci chiediamo se ci sono o ci fanno. La gente comune ci è. Nessun dubbio. Brainstormizzata, lavata nel cervello da decenni di MalEducazione pubblica. La scuola pubblica, proprio quella. Università compresa. Soprattutto l’università. Con i suoi keynes, friedman, e compagnia bella. Curve di offerta e di domanda con equivalenze ed equazioni ridicole. …

L’economia è una scienza umana, come scriveva Mises, non è, come si insegna ovunque, una scienza fisica con comportamenti predeterminati o predeterminabili da costanti e variabili matematiche. Lezione mai imparata da chi sta lì a insegnare. Figuriamoci dai poveri alunni.

Ma quelli che lavorano nel settore bancario? Ci sono o ci fanno? Bella domanda. Limitiamoci ai signori al vertice assoluto: Greenspan ci faceva, Bernanke molto probabilmente ci è. Troppo stupido lui e i suoi studi inutili sulla grande depressione americana dei quali va tanto fiero. Avesse letto il libro di Rothbard, e soprattutto lo avesse capito, forse non sarebbe lì dov’è. Ma dopo Greenspan serviva un bamboccio e un bamboccio ci hanno messo.

Greenspan aveva letto e capito la scuola austriaca di economia, e si è preso gioco del mondo intero per quasi venti anni. Facendosi osannare. Ma per Bernanke, Rothbard e la Grande Depressione sono cose più grandi di lui. Limitato a qualche studio “ufficiale” che ancora oggi continua a dare la colpa della depressione economica americana al gold standard. Povero studentello. Ci crede con tutta la sua somma stupidità. Definitivamente ci è.

Il sistema bancario a riserva frazionale con banca centrale, come andiamo ripetendo da anni, e ancora prima di tutti quanti gli altri che in italia stanno portando la cosa in superficie, è la causa originaria del problema di questi tempi. Specularmente, la causa di tutto questo è la rimozione del gold standard, unico baluardo di stabilità del sistema economico. Garante delle libertà economiche. Del progresso e della civiltà. Questo purtroppo non lo dice ancora nessuno.

Invece si continua a sentir parlare solo dei sintomi. Ad esempio, in radio e in televisione si parla ancora quasi ed esclusivamente di crisi dei mutui. Lo abbiamo sentito ancora oggi. Crisi dei mutui? Sveglia care teste parlanti di radio e televisioni! Quello era un problema di un anno fa, quando esplose la bolla immobiliare, l’ultima delle serie di bolle gonfiate da Greenspan e la sua politica monetaria, ben imitata in tutti i paesi del mondo.

La crisi adesso è dei derivati, poi sarà dei fondi pensioni, e presto diventerà del sistema monetario. Nel complesso è la crisi del sistema bancario a riserva frazionale. E’ la crisi di un baluardo che non esiste più. Ma cosa è il sistema bancario a riserva frazionale, garantito dalla banca centrale, o prestatore di ultima istanza? Possiamo raffigurarcela come una grande piramide rovesciata.

Alla base, sulla punta che regge tutto quanto, le banconote stampate dalla banca centrale. Sono circa il 2% della massa monetaria europea, negli I.O.U.S.A. molto meno. Basta l’uno per cento della popolazione che si presenta allo sportello per ritirare il proprio saldo liquido e sarebbe default del sistema. Questa è la base del sistema monetario. Il nulla o quasi.

Non c’è neanche più l’oro a dare un rinforzo solido e indistruttibile alla base. C’è solo carta garantita da altra carta stampabile della banca centrale. Mentre una volta sulle banconote c’era scritto pagabile a vista al portatore, nel senso che ci si presentava alla banca e si chiedeva il corrispondente in oro, adesso con una banconota da 100 al si possono ottenere in cambio due pezzi da 50. O cinque da venti. Niente di più. La gente comune, quasi tutti, ancora non lo sa. Tanti ancora oggi pensano che dietro alle loro banconote ci siano delle riserve aurifere.

Probabilmente oggi quelle riserve aurifere sono lo 0.1% della massa monetaria bancaria in circolazione. Sempre che quelle riserve ci siano e non siano solo crediti in oro. E già perchè le banche centrali per tenere basso il prezzo dell’oro e aumentare la fiducia nel loro truffone quel poco oro che avevano in cassa lo hanno prestato agli amici che lo vendevano sul mercato e ne tenevano basso il prezzo. Robe dette decine di volte in sei anni. A chi importava? A nessuno. Compriamoci il prossimo Ipod. E andiamo a ballare.

Ma torniamo alla grande piramide rovesciata. Alla base c’è quindi questa piccola ed esigua massa monetaria cartacea. Sopra, tutto il resto. Crediti e debiti creati dal nulla dalle banche, grazie al moltiplicatore monetario. E poi sopra quello Titoli di stato. Mutui. Cartolarizzazioni. Obbligazioni. Prodotti Strutturati. Derivati. Derivati di derivati, di derivati. Una piramide enorme che aveva un suo limite naturale, come lo ha sempre qualunque schema di ponzi.

Avevamo scritto dello schema di ponzi anni e anni fa. Era il maggio del 2002. Cosa faceva il signor Ponzi? Garantiva il 50% di rendimento agli investitori pagandolo con le quote dei nuovi partecipanti al sistema. Nel primo periodo va bene, riesci a pagare il 50% ai primi investitori, che ti fanno pubblicità e portano altri clienti.

Nel secondo periodo va ancora meglio, i clienti continuano ad aumentare, portano tanti soldi, e puoi pagare il 50% ai clienti già dentro con le quote dei nuovi entranti. Presto o tardi però la quantità di interessi da pagare diventa talmente elevata che non è più sostenibile dai nuovi partecipanti al sistema. Lo schema collassa su se stesso.

Idem con il sistema bancario a riserva frazionale. Solo che ci vuole più tempo. Trentasette anni dall’ultimo default degli stati uniti d’america avvenuto nel 1971 quando Nixon sospese la convertibilità in oro dei propri dollari. La grande piramide rovesciata, dopo quasi 4 decenni, è arrivata l’anno scorso al massimo peso sostenibile. E ha cominciato a cedere.

Prima a causa dei mutui, poi per l’effetto derivati, adesso lentamente si sta sgretolando tutto quello che ci sta sotto. La grande fuffa del truffone. Un giorno si arriverà anche ai fondi pensione, investiti in tutta la carta che c’è ancora sotto e che sta andando in fumo. L’unica pensione veramente sicura è quella in mattoni d’oro ed asset reali. Altra cosa che andiamo ripetendo da anni. Inascoltati.

Cosa stanno facendo le banche centrali per evitare l’effetto domino che sgretolerebbe la piramide rovesciata? Stanno pompando liquidità là dove viene a mancare, nei piani alti. Fallisce Bear Stern, o la Lehman. Si nazionalizzano Fannie Freddie, Aig, e la Fortis. Saltano pezzi di piramide ai livelli superiori creando delle crepe che arrivano fino alla base. La soluzione è sempre quella: direttamente o indirettamente si mette la pezza al buco con altra carta elettronica.

In qualche maniera si cerca cioè di riempire la piramide ai livelli inferiori e nelle crepe per sostenere la turbolenza che si è creata sopra e che fa saltare mattoni e colonne portanti. Si ridistribuisce il peso da sopra a sotto. Tuttavia il contagio va avanti, fa altre vittime, fa saltare altri pezzi. Porta al cedimento strutturale successivo.

Il peso è insostenibile. Bisogna stampare a ritmo sempre più elevato per compensare quello che sta sotto a fare da struttura portante per i livelli superiori che cascano. Ogni mossa riparatrice che mette mattoni nei piani alti ha un effetto solo temporaneo, ripara il danno per un periodo di tempo sempre più breve. Gli investitori dello schema che stanno alla base stanno reclamando i loro interessi e non ci sono abbastanza soldi per ripagarli.

Si stampano quindi soldi elettronici in quantità e a ritmo impressionante, in forma di crediti resi disponibili al sistema bancario. Quelli, i soliti privilegiati. E intanto chi sta alla base della piramide, guarda, osserva, diventa sempre più teso e nervoso, e si incazza anche perché non vede un tolino di tutta quella grana fresca distribuita a coloro che hanno causato il danno. Lentamente comincia anche a prendersi paura.

E qua il problema diventa serissimo. Se scatta il panico la fiducia che sta nella punta di carta che sostiene il tutto, la piramide impiega un attimo a collassare. Bank run, la corsa allo sportello e in due giorni si chiude baracca e burattini e si deve cercare un’altra soluzione al sistema per farlo ripartire da zero. Con danni enormi a livello sociale ed economico.

Inutile quindi manipolare i mercati come si è fatto in questi mesi, o in questi anni. Non si risolve niente. Si peggiora solamente il giorno della resa dei conti, creando ulteriori distorsioni nei processi economici e allungando o allargando la piramide lì dove non serve.

Inutile anche manipolare il prezzo dell’oro. Come è evidente anche in questi giorni. Dovrebbe stare oramai sopra i 2000 dollari. Invece è ancora sotto 1000, perchè quel barometro non deve cominciare a surriscaldarsi, pena l’avvitamento del sistema, e l’accelerazione nel ridimensionamento della piramide. Che invece è il destino inevitabile di quanto sta succedendo.

A questo punto per evitare il peggio rimane una soluzione, a nostro avviso da elaborarsi intorno ai seguenti punti.

Garantire a tutti i correntisti l’integrità dei loro liquidi di carta. Tutti, non solo i 100 mila dollari previsti dalla FDIC americana o i chissà quanti, non lo sappiamo neanche, previsti dalle nostre parti. Ma avvertendoli anche, con onestà, dell’elevatissimo rischio inflazionistico dietro quella garanzia.

Parallelamente, sarebbe necessario lasciare al mercato il resto del lavoro. Altro che vietare lo short selling. Chi ha sbagliato paga e salta via. Fuori. Per sempre. Comprese le banche centrali. O gli stati nazionali con i loro debiti enormi e insostenibili.

Il mercato deve essere lasciato libero di ripulire tutti gli eccessi accumulati in quella piramide di modo da restituirle una dimensione sostenibile. Perché tanto la grande piramide rovesciata così com’è non tiene più. Non servono i rinforzini. Serve proprio un contributo massiccio là sotto dove c’è la punta. Possibilmente metallico.

Quindi riepilogando. Innanzi tutto bisogna fare in modo che la punta sulla quale poggia la piramide non venga a mancare. Assolutamente. La fiducia non deve venire meno. Ciò significa essere disposti ad ampliare la base della piramide: stampare denaro fresco in forma di banconote. Tante tantissime. Probabilmente l’equivalente del pil mondiale entro qualche anno.

In secondo luogo bisogna lasciare che i metalli preziosi salgano di prezzo quanto basta per supportare il sistema, reintegrandoli eventualmente nel sistema bancario. Altro che vendere riserve aurifere. Bisogna ricomprare tutto l’oro che c’è prima che sia troppo tardi.

Per ultimo bisogna lasciare che il mercato cerchi liberamente i propri prezzi. Senza ulteriori manipolazioni o interventi pubblici. Tassi di interesse di mercato. Anche nella curva breve. Niente più fixing dei tassi delle banche centrali. Niente più sostegni al mercato azionario. Niente più manipolazioni nei mercati dei cambi. Niente più coperchio al prezzo dei metalli. E possibilmente via anche quelle tante tantissime troppe regolamentazioni che ingessano il mercato ad ogni livello microeconomico.

In poche parole il ritorno incondizionato al libero mercato.

link: http://www.usemlab.com/index.php?option=com_content&view=article&id=291:la-grande-piramide-rovesciata&catid=14:macroeconomia&Itemid=175

From → ECONOMIA

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