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Il mito di una recessione architettata

28 marzo 2011

di Gary North

“All’epoca ricordo che anch’io abboccai all’amo del complotto “ordito da banchieri e speculatori cattivi”, ma a mia difesa posso avanzare che ancora non conoscevo la scuola Austriaca ed affrontai la cosa con gli occhi dei media cercando la verità dove c’era solo fumo e nebbia. Con il passare del tempo mi sono avvicinato a questa scuola di pensiero ed ho iniziato a capire le vere meccaniche all’interno del mondo finanziario. Le risposte ci sono e soprattutto c’erano anche prima che il mondo venisse catapultato in questo caos; soltanto che l’ebbrezza del boom distorceva il buon senso ed il criterio, denigrando chiunque avvertisse del pericolo spiegandone perfino le ragioni.”



Ci sono molti miti là fuori, ma tra tutti i recenti miti finanziari che affliggono il movimento conservatore, questo è il più assurdo: “I banchieri hanno architettato la crisi finanziaria del 2008”.

A prima vista la teoria sembra fuori di testa. Come è possibile che queste persone hanno beneficiato di enormi perdite finanziarie? Ma quando la si esamina in profondità, sembra anche più svitata.

Perchè i banchieri avrebbero creato una crisi che ha distrutto alcune delle più grandi banche sulla Terra? Wachovia è andata in bancarotta. Era tra le prime cinque banche per i depositi quando è fallita. Anche la Royal Bank of Scotland è andata vicina al fallimento. Come anche la banca anglo-irlandese. Solo i salvataggi da parte del governo hanno salvato quest’ultime.

Quale sarebbe stato il motivo dei banchieri che hanno architettato il panico? Se si è al controllo della sistema politico e bancario, perchè richiamare l’attenzione mondiale alla fragilità del sistema a riserva frazionaria? Non sarebbe un’ottima strategia lasciare che le cose si aggiustino dolcemente? Perchè creare una crisi così grande per cui il Congresso debba intervenire?

La serie di fallimenti delle banche nel 2008 ha richiamato l’attenzione al fatto che i banchieri erano difatti idioti. Sono stati completamente assorbiti dai promotori del debito tossico. Il mercato ipotecario dei subprime era una gigantesca frode. I contratti ad alto grado di leva finanziaria ed a trasferimento rischioso erano ugualmente fraudolenti. Tutti i servizi finanziari sembravano un casinò gestito da imbecilli.

Warren Buffet l’ha detto meglio. Ci sono tre stadi dello sviluppo finanziario. Il primo è lanciato dagli innovatori. Il secondo è esteso dagli imitatori. Il terzo è consolidato dagli idioti. Nel 2008 abbiamo visto cosa gli idioti hanno compiuto.

Niente di ciò è riconosciuto dalla critica conservatrice che proclama: “E’ stata una cospirazione. I banchieri hanno architettato la crisi”.

Per i conservatori cospirazionisti il cambiamento sociale può essere spiegato come il risultato di una cospirazione. Nel mondo conservatore “loro” controllano tutto. “Loro” prendono le decisioni. La causalità sociale deriva dai piani alti. “Loro” sanno tutto.

I conservatori cospirazionisti condividono con i socialisti ed i comunisti un’enorme fiducia nel potere dell’intelletto per direzionare gli affari della società. Assegnano ad una commissione centrale l’abilità di prevedere il futuro quasi perfettamente, di strutturare le istituzioni sociali per alterare il futuro a loro vantaggio e di rendere effettivi i loro piani, nonostante l’interesse personale di miliardi di attori economici.

Credono in Dio. Questo Dio è la cospirazione.

Tuttavia sono su qualcosa. Ma prima di affrontare ciò, ho bisogno di discutere di un altro aspetto della teoria conservatrice di una crisi finanziaria architettata.

 

SCUOLA D’ECONOMIA AUSTRIACA

La teoria di una crisi architettata chiama in questione la teoria del ciclo economico di Ludwig von Mises del 1912, la quale è chiamata teoria Austriaca del ciclo economico. Mises insegnò che la causa del ciclo economico è la riserva frazionaria, specialmente in quelle nazioni che hanno banche centrali, la cui funzione è di creare un cartello per banche private. Per prima cosa la banca centrale aumenta la circolazione di moneta facendo aumentare il tasso d’inflazione. Ciò produce un boom. Poi rallenta il tasso di espansione monetaria a causa dell’aumento dei prezzi. Ciò causa la recessione: una ri-determinazione degli asset, specialmente beni di capitale.

La teoria di Mises risolse il problema teorico centrale di tutte le recessioni: perchè gli imprenditori fanno lo stesso errore d’investimento nello stesso momento. Normalmente ci aspettiamo che alcuni imprenditori abbiano successo, ma a spese di altri imprenditori. Alcuni fanno buone previsioni; altri ne fanno di cattive. Alcuni comprano un prodotto finanziario sperando che guadagni. Altri restano a corto. Ciò compensa i piani. Ma non durante una recessione economica: Perchè no?

Mises offrì una risposta: a causa dell’interferenza delle banche centrali con il libero mercato. Abbassa i tassi d’interesse con la creazione di denaro a corso forzoso attraverso l’acquisto di debito del governo. Ciò abbassa i tassi d’interesse a breve termine. Le aziende prendono in prestito per espandersi, a causa di questi bassi tassi d’interessi. Poi, quando appare l’inflazione nei prezzi, la banca centrale inverte la strategia. Rallenta il tasso di debito che acquista. I tassi d’interesse a breve termine aumentano. Le aziende perdono denaro. Tagliano l’espansione. Le bancarotte aumentano.

Questa spiegazione è coerente sia con la teoria economica sia con la storia delle paure finanziarie. Fa ricadere la colpa sulla banca centrale. Per questa ragione questa spiegazione è universalmente rigettata dagli economisti accademici, praticamente tutti quelli che sostengono il sistema bancario centrale, nonostante il fatto che tutte le banche centrali sono monopoli creati dal governo. La funzione degli economisti è di difensori intellettuali del cartello dei banchieri. Rifiutano di applicare la loro teoria dell’inefficienza dei cartelli al sistema bancario centrale.

Si prenda qualsiasi testo d’economia universitario. Si legga il capitolo sul monopolio, l’oligopolio ed i cartelli. I libri di testo dicono che la maggior parte dei cartelli sono di creazione del governo. Il capitolo mostra come i monopoli sono un freno per il commercio. Operano così da arricchire i monopolisti a spese dei consumatori.

Poi si legga il capitolo sulla Federal Reserve. Nessuna delle analisi del primo capitolo è applicata al secondo. Ciò non è casuale. Questo è marketing. Qualsiasi libro di testo con un’analisi Austriaca sul sistema bancario centrale non sarà pubblicato da un’editore mainstream. Non c’è mai stata un’eccezione a questa regola. Date un’occhiata.

Nel campo della teoria economica, gli economisti accademici sostenitori del sistama bancario centrale sono il migliore esempio di come il potere politico, il controllo sul denaro e l’uso di questo denaro per zittire l’ambiente universitario assumendo migliaia di economisti come consiglieri, si siano uniti per castrare un’intera professione.

I soli commentatori accademici che hanno identificato questo sistematico uso di denaro per corrompere l’ambiente universitario sono gli economisti della Scuola Austriaca, i Marxisti e la Nuova Sinistra alleata dei Marxisti. Queste sono frangie di gruppi nell’ambiente accademico. Hanno poca influenza. Non hanno mai avuto molta influenza dentro la gilda accademica.

I conservatori che teorizzano che la crisi del 2008 è stata una crisi architettata, hanno una migliore comprensione del potere del sistema bancario centrale nella politica rispetto a quella degli economisti. Ma la critica fallisce nel capire che i banchieri centrali sono tenuti a freno dalla concorrenza del libero mercato. I banchieri non capiscono o non accettano la teoria di Mises del ciclo economico. Non capiscono la causa e l’effetto monetario. Sono sia Keynesiani o monetaristi della Scuola di Chicago, ed entrambe le scuole d’opinione sono sostenitrici del concetto del sistema bancario centrale. Quindi, non sanno cosa stanno facendo.

Di tanto in tanto le loro politiche producono un panico finanziario ed una recessione. Ma non imparano dall’esperienza. Non vanno in cerca di una nuova teoria per spiegare i fallimenti delle loro politiche. Sono vincolati ad aver fiducia nel governo e nel monopolio autorizzato dal governo, la banca centrale.

Ciò è inconcepibile per i cospirazionisti. La cospirazione è al di sopra della legge – non solo la legge civile, ma anche quella economica. Per i cospirazionisti non c’è nessuna legge economica. C’è solo l’occhio che tutto vede della cospirazione.

Quindi, come hanno fatto i veggenti Austriaci a prevedere la recessione del 2008? Fanno parte della cospirazione? E’ stata data loro una dritta da David Rockefeller secondo cui la recessione è stata pianificata ai piani alti?

L’ho vista arrivare e l’ho pubblicato. Ha fatto così anche Peter Schiff. Come l’abbiamo fatto a sapere? Perchè abbiamo letto Mises e Rothbard. Perchè abbiamo creduto in loro. E, nel mio caso, perchè ho sempre predetto la recessione quando è apparsa la curva invertita dei rendimenti. Cos’è? Qualora l’interesse dei buoni del tesoro a 90 giorni è più alto rispetto all’interesse dei buoni del tesoro a 30 giorni, la curva è invertita. Un recessione ne segue sempre. Altri pronosticatori non Austriaci sanno di questa relazione, ma a causa della loro enorme fiducia nel sistema bancario centrale, concludono che: “Questa volta sarà diverso”. Non lo è mai.

 

LE VANTERIE DEGLI INSIDER

Ho detto che i cospirazionisti sono su qualcosa. C’è un gruppo di leader mondiali che prende decisioni per il modo in cui il mondo funziona. La miglior introduzione per questo gruppo è quella del libro di David Rothkopf, “Superclass”. Egli è parte del gruppo non per la sua ricchezza, ma per i suoi contatti. Si fidavano di lui per raccontargli la storia in un modo dissimile da quello di Alex Jones: niente megafoni e niente note. Era all’interno e ha lasciato che un pò della storia – la parte che gli era permesso di vedere – uscisse fuori.

Un cospirazionista non crederebbe che gli “addetti ai lavori” permetterebbero a qualunque non credente di entrare nel tempio sacro. Ma il fatto è che lo fanno, e lo hanno fatto.

Circa trent’anni fa Cleon Skousen ingaggiò un ricercatore per produrre una serie di riviste sui più grandi gruppi di “addetti ai lavori” mondiali. Skousen fece loro un’offerta: “Pubblicheremo qualsiasi cosa ci offriate senza commentare”. I gruppi lo fecero. Skousen rispettò la sua parte dell’accordo. Pubblicò una serie di relazioni sulla sua rivista, The Freeman Digest, che furono pubblicate dal suo Freeman Institute. Posseggo una serie di queste relazioni. Sono inestimabili. La lista delle organizzazioni coperte è qui.

La serie cessò, Skousen mi informò anni dopo, a causa di una discussione con il suo ricercatore. L’uomo era finalmente penetrato nel tempio sacro: la Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI).Gli fu dato accesso a 20,000 documenti. Disse a Skousen che il Freeman Institute avrebbe dovuto scrivere un pezzo critico sulla BRI. Skousen disse di no: un patto è un patto. Così Skousen lo licenziò. Non potè pubblicare ciò che sarebbe stato di gran lunga il più importante pezzo della rivista.

Ecco la storia strabiliante. Il Consiglio degli Affari Esteri ordinò 3,000 copie di questa relazione per renderle disponibili nelle biblioteche del mondo.

Skousen fu l’autore di The Naked Capitalist (1970). Quel libro fu un lungo commento sulle 20 pagine cruciali del libro di Carrol Quigley del 1966, Tragedy and Hope. C’erano pagine in cui egli espose la connessione di gruppi politici di sinistra con gli interessi bancari di Morgan e Rockefeller, tornando indietro fino al 1900. Così Skousen si fece conoscere da questi gruppi. Ma cooperarono. Perchè? Perchè loro volevano che la gente conoscesse parte della loro storia. Skousen scorse la sua opportunità. Avrebbero potuto rivelare molto di più rispetto a quanto egli avrebbe potuto scoprire come un’estraneo. Lo autorizzarono a pubblicare ciò. Ebbe successo.

Vorrei che queste pubblicazioni del The Freedom Digest fossero online. Quasi nessuno nel movimento conservatore le ha mai viste. Se Glenn Beck potesse persuadere il detentore dei copyright a lasciargleli postare, potrebbero ottenere la pubblicità che meritano. Fornirebbero anche delle perle alla squadra di ricerca di Beck.

 

LA LEGGE DI PARETO

La legge di Pareto fu scoperta da un sociologo-economista Vilfredo Pareto nel tardo diciannovesimo secolo. Studiò la distribuzione della ricchezza nelle varie nazioni europee. Scoprì che questa distribuzione centralizzava la ricchezza. Circa il 20% della popolazione possedeva l’80% del valore del capitale di una nazione. Accadeva ciò per tutte le nazioni.

Se il 20% della popolazione possiede l’80% del valore del capitale della nazione, allora il 4% (il 20% del 20%) possiede il 64% (l’80% dell’80%) del valore del capitale. Questi si dimostrarono essere i fatti. Così circa l’1% della popolazione possiederebbe poco più della metà. Questi si dimostrarono essere i fatti.

La maggior parte degli studi successivi indicano che questa stessa distribuzione si applica ad ogni società studiata. Non importa se i paesi fossero nazioni democratiche (precedenti il 1900), o dove, o socialiste. La stessa distribuzione esiste. Nessuno ha offerto una spiegazione convincente per quello che non si attiene ad alcuna teoria economica o sociale.

Per una recente valutazione della distribuzione della ricchezza negli Stati Uniti, si legga l’articolo di G. William Domhoff, “Wealth, Income, and Power“. Ha studiato ciò per circa trent’anni.

I socialisti attaccano la distribuzione della ricchezza diseguale nel capitalismo. Ma qualsiasi volta che i socialisti sono saliti al potere, questa distribuzione non è cambiata. Quindi rifiutano di discutere su Pareto. Al contrario i sostenitori del libero mercato insistono che il capitalismo tende verso il livellamento della ricchezza. Non è stato molto tempo fa. Quindi loro non parlano di Pareto, per niente.

Questa è una svista volontaria. La rappresentazione matematica di Pareto conosciuta come l’ottimalità di Pareto è beneamata dagli economisti dello stato assistenziale. La sua intera rappresentazione è concettualmente difettosa, perchè afferma che la tua scala di valori economici è la stessa della mia e di quella di chiunque altro.Murray Rothbard confutò questa idea nel 1956, ma ancora il teorema di Pareto è considerato come rilevante.

Qualunque volta si legge una relazione sul male della distribuzione della ricchezza nel capitalismo che cita un recente studio su questa disuguaglianza, si può essere certi che non citerà uno studio di nessuna nazione socialista o con alte tasse. L’autore probabilmente non immagina che la distribuzione è normale secondo Pareto. Egli vuole solo persuadere gli elettori ad applicare la sua riforma favorita.

Ciò che è realmente esasperante è che la regola di Pareto del 20-80 si applica a tutti i tipi di statistiche istituzionali che hanno poco a che fare con la distribuzione della ricchezza. Circa il 20% delle forze di polizia fa l’80% degli arresti. Circa il 20% dei sottoscriventi ad una newsletter si re-iscrivono l’anno successivo (quanto noi editori volessimo che fossero l’80%!). Circa il 20% apre una e-letter gratutia (perchè non l’80%?). E così via.

Vorrei sapere il perchè. Se sapessi il perchè, forse potrei trovare un modo di portare l’80% dalla mia parte…almeno finchè non vengo imitato.

 

NON AGITARE LE ACQUE!

Ciò vuol dire che la distribuzione esistente di ricchezza favorisce la gerarchia esistente. La distribuzione non cambia. La posizione di un’individuo nella gerarchia può cambiare – di solito per il peggio. Dopo tutto, è più facile che la miniera d’oro della vita crolli piuttosto che rimanga in piedi.

Se voi foste all’apice del mucchio – in cima all’1% o forse anche in cima alla ventina – architettereste una crisi?

Pensateci. Se il sistema ti ha reso il capo, perchè rischiereste di far traballare le fondamenta? Perchè agitereste le acque? Perchè coinvolgereste il Congresso nei salvataggi delle più grandi istituzioni?

La teoria della crisi architettata non ha senso, data una teoria cospirazionista dall’alto in basso. Se quelli ai piani alti hanno realmente il controllo, ma possono perderlo, perchè vorrebbero che qualcosa cambiasse? Il cambiamento è il nemico di coloro che stanno ai piani alti.

I cospirazionisti dicono che “loro” lo hanno fatto. “Sono alla ricerca della ricchezza delle persone!” Ma le “persone” non hanno abbastanza ricchezza a cui andare dietro. Le persone nel basso 80% posseggono il 20% della ricchezza.

I cospirazionisti sovrastimano la loro importanza – politicamente, economicamente e socialmente. Pensano che possono cambiare le cose se solo possono esporre i cospiratori. Ma il costo per fare ciò è astronomico. Inoltre l’effetto di tale rivoluzione sarebbe solo un cambiamento delle persone ai piani alti. Le masse non ne beneficierebbero.

Cosa funzionerebbe? La crescita economica. Una singola onda fa rovesciare tutte le navi. La libertà fornisce crescita economica.

Ciò di cui le persone hanno bisogno – “quelle” che si trovano in quel basso 80% – è la libertà. La distribuzione della ricchezza non cambierà. L’etica della ricerca della ricchezza dovrebbe essere questa: “Tu non devi rubare” e non “Tu non devi rubare, eccetto se hai la maggioranza dei votanti”.

 

CONCLUSIONE

Gli “addetti ai lavori” non hanno architettato la crisi economica, in quanto hanno usato il sistema bancario centrale per aumentare il loro progresso, negli Stati Uniti all’inizio del 1914.

Il sistema bancario centrale produce inevitabilmente le crisi. I banchieri centrali tentano di evitare le crisi inflazionando, poi stabilizzando, poi inflazionando, e facendo così creano crisi. Questo è l’insegnamento di Mises. Un’intervento porta ad uno successivo.

Gli “addetti ai lavori” hanno architettato la crisi del 2008 costruendo la macchina difettosa nel 1914. Ora sono intrappolati. Come lo siamo noi.

La macchina monetaria si romperà. L’ordine politico cambierà quando la macchina monetaria si romperà. Ci saranno persone differenti ai vertici una volta che la macchina monetaria sarà stata rimpiazzata. Lavoriamo per fare in modo che la macchina monetaria non sia messa nelle mani di nessuna agenzia di governo. Il Congresso sarebbe peggio della Federal Reserve, contrariamente ad Ellen “ragnatela di debito” Brown e gli altri Populisti che odiano l’oro, i quali definisco spie di false flag.

Queste persone chiedono una “moneta sovrana”. Ogni volta che sentite “moneta sovrana” pensate a “dollari di Nancy Pelosi, dollari di Barney Frank e dollari di Obama”.

Che sia il libero mercato a scegliere l’unità monetaria. Che i depositanti determinino quali banche debbano sopravvivere e quali debbano perire. In breve, mandate il governo fuori dagli affari del denaro.

 

link originale: http://johnnycloaca.blogspot.com/2010/11/il-mito-di-una-recessione-architettata.html

From → ECONOMIA, Mises

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