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I keynesiani e la sfera di cristallo

7 marzo 2011

di Matteo Corsini


“Da keynesiano, credo che lo stato che paga le persone per scavare delle buche per poi riempirle possa indurre un aumento della domanda aggregata e produrre un reddito maggiore. Ma Keynes non era uno stupido. Capì che il governo avrebbe potuto ricavare enormi profitti da una spesa direzionata a investimenti in grado di sostenere la produttività, piuttosto che ad attività di immediato dispendio e risultanti in un aumento della spesa stessa. La questione è in parte semplice, ovvero è sufficiente individuare gli investimenti che producono i maggiori profitti.” (J. Bhagwati)


Jagdish Bhagwati è professore alla Columbia University, e dichiara di essere keynesiano. Crede, quindi, che la spesa pubblica abbia un effetto moltiplicatore sulla crescita economica. … Ma – dice Bhagwati – Keynes non era stupido, e aveva capito che se il deficit spending finanzia spesa corrente non fa altro che generare accumulo di debito pubblico, mentre quegli stessi soldi, se ben investiti, possono più che ripagare la spesa sostenuta dal governo. In fin dei conti, continua Bhagwati, si tratta di una cosa semplice: basta “individuare gli investimenti che producono i maggiori profitti”.

 

Sarà pure vero che Keynes non era stupido (il che dubito possa dirsi per molti dei suoi seguaci), ma non aveva neppure la sfera di cristallo.

 

Individuare ex ante gli investimenti che producono i maggiori profitti non è affatto semplice. Se così fosse, i fallimenti e le perdite sarebbero un evento raro, ma, al tempo stesso, i profitti dovrebbero essere tanto più contenuti (tendendo a zero) quanto più prevedibile fosse l’esito dell’investimento.

 

La verità è che, in generale, gli investimenti sono tutti caratterizzati, seppur in modo diverso tra loro, da incertezza in relazione ai loro esiti.

 

Siccome non esistono uomini onniscienti, è illusorio e pericoloso evocare l’utilizzo dello Stato come collettore di denaro a scopo di investimento, perché nessuno può ragionevolmente avere più conoscenze della moltitudine di soggetti che formano la domanda e l’offerta sul mercato.

 

Agli economisti di scuola austriaca questa circostanza era già nota all’epoca di Keynes, ma ai politici piacque molto di più il messaggio keynesiano, perché forniva una giustificazione “tecnica” all’espansione del loro raggio d’azione e al loro potere.

 

La storia ha poi dimostrato, al netto della malafede e della corruzione di chi governava, che lo Stato non è meglio dei privati quando deve decidere un investimento, per di più spendendo soldi che prima o poi deve prendere dalle tasche non già di investitori consenzienti, ma dei cosiddetti contribuenti. Che Keynes abbia ancora oggi il favore dei politici è comprensibile; che sia osannato da professori che ambiscono a poltrone statali è altrettanto comprensibile; ma tutti gli altri dovrebbero aver capito che la sfera di cristallo è uno strumento che usano i maghi. Finché parliamo di favole va bene, ma nel mondo reale la sfera di cristallo è uno strumento usato dai cialtroni.

 

 

http://www.movimentolibertario.it/index.php?option=com_content&view=article&id=13082:i-keynesiani-e-la-sfera-di-cristallo&catid=1:latest-news

From → ECONOMIA, vs Keynes

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