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Si sono svegliati! INFLAZIONE!

3 marzo 2011

 

Ecco come vengono taroccati i dati: Usa, Cina, Europa: che barzelletta l\’arte magica della contabilità!


Indice prezzi alimentari Fao, nuovo record a febbraio


Eccoci Finalmente! Wake up lucky people! Ci siamo. Benché con il solito storico ritardo, anche gli incartapesce si aggiornano. Ieri hanno aperto le loro belle pagine mostrando un pesce che puzza da lungo tempo. Troppo lungo tempo!

Se le menti più sveglie non hanno bisogno delle stitiche statistiche di stato per arrivare a identificare o addirittura anticipare i trend economici più importanti, altri riescono a sentire la puzza solo quando ce l’hanno sotto il naso.

E quindi voilà, ieri gli incartapesce hanno scoperto il pesce che puzza, nonostante quel maleodore abbia già spinto qualche popolazione del nordafrica alla rivoluzione. Alla faccia del ritardo. …

Che nome ha questo pesce che puzza? Semplice: aumento dei prezzi o, come erroneamente scrivono gli incartapesce: inflazione!

Tutti noi di usemlab sappiamo benissimo che l’inflazione in realtà è la creazione di denaro dal nulla mentre l’aumento dei prezzi è cosa ben distinta, cioè uno dei tanti effetti dell’inflazione…

…come dite… ah siete qua da poco e non lo sapete ancora? Ma allora dovete immediatamente acquistare la nostra trilogia per soli 35 euro spese di spedizione comprese, probabilmente i vostri migliori 35 euro spesi nel 2011! Già e chi vi frega più dopo avere letto quei tre libri che vi svelano tutti i segreti del sistema monetario, creditizio ed economico?

Ma sapete cosa è il bello? Qualcuno di fronte alla puzza continua a fare la faccia di circostanza e a dire “tutto bene, tutto tranquillo, la paghiamo noi, l’inflazione si blocca sul nascere…”.

Eh già, se lo avete letto avrete già capito, uno dei peggiori articoli del mainstream sull’inflazione è a mio avviso proprio quello pubblicato ieri dalla repubblica online. Prometeo (autore del blog workingideas, in alto tra i nostri preferiti) ha lasciato sul blog di repubblica le sue considerazioni, le riportiamo qua di seguito, perché come dice lui stesso: “Così tanta confusione in poche righe” merita davvero un po’ di chiarezza.
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Così tanta confusione in così poche righe…

[…]Ma perché il rialzo del petrolio lascia così sereni i banchieri centrali?[…]
Intanto non lascia TUTTI i banchieri centrali sereni, ma solo Benjamin Shlomo (o Shalom) Bernanke, perché l’USD è la valuta di contrattazione del petrolio e quindi la FED è l’unica Banca Centrale che può scaricare l’inflazione sui bacini d’utenza del dollaro. Tutte le altre Banche Centrali invece ne sono preoccupate (o dovrebbero) perché importano direttamente in casa l’inflazione che Benjamin Shlomo crea.

[…]Gli economisti distinguono[…]
Gli economisti quali? I monetaristi? keynesiani? neokeynesiani? miltoniani? friedmaniani? mainstream? classici? austriaci?
Forse tutti i mainstream “distinguono” ben confusi da teorie macro scollegate dalle teorie micro. Gli economisti seguaci di della scuola austriaca distinguono chiaramente che la distinzione tra le varie componenti dell’inflazione è solo una teoria di comodo inventata da quegli economisti conniventi per fare il gioco del momento.

[…] tra le voci dell’inflazione da una parte le “componenti volatili” come energia e alimenti, e dall’altra parte tutto il resto. Finché i rincari riguardano solo le “componenti volatili” non c’è da preoccuparsi, questa è la dottrina ortodossa.[…]
Una idiozia simile si può dare da bere solo a degli ignoranti che hanno imparato a guardare all’economia come a qualcosa di contiguo alla magia solo per il fatto che generazioni su generazioni di sedicenti economisti devastano generazioni su generazioni di studenti convincendoli di essere economisti.

[…] Che va decifrata, perché nasconde una notizia non proprio gradevole per i lavoratori dipendenti.[…]
La verità è sgradevole per tutti ed è che da sempre le banche centrali scaricano sugli ultimi prenditori di moneta l’inflazione monetaria che esse arbitrariamente generano ad esplicito e calcolato vantaggio dei primi prenditori di moneta: le banche “specialiste” del debito pubblico, cioè quelle che gli Stati, per decreto, nominano specialiste del mercato primario dei titoli di stato, e gli Stati medesimi che godendo dell’acquisto dei titoli di debito sul mercato primario (e secondario da parte delle BC, tranne che in quei paesi in cui l’incapacità del mercato secondario di assorbire ulteriori porzioni di debito, le BC acquistano direttamente sul primario).

[…]L’inflazione diventa tale, e quindi è un pericolo da combattere per le banche centrali, solo quando i rincari vengono recuperati da aumenti salariali.[…]
In queste due righe c’è un’antologia di tutti i nonsense che quasi un secolo di keynesianismo ha partorito. L’inflazione È SEMPRE, OVUNQUE E SOLTANTO un fenomeno monetario. L’inflazione non diventa niente, l’inflazione È SEMPRE E OVUNQUE E SOLTANTO la produzione di denaro ex-nihilo. L’aumento dei prezzi, di qualsiasi prezzo, è semmai uno dei tanti effetti dell’inflazione. Questa inversione tra effetto e causa è una delle tante inversioni in puro bipensiero orwelliano che sono state possibili nei decenni scorsi grazie all’ignoranza diffusa anche grazie ai giornali.

Le banche centrali non combattono l’inflazione in quanto esse la creano. Semmai la “dosano” per realizzare il trasferimento di ricchezza da aumenti di produttività e produzione verso i primi prenditori di moneta (le banche “specialiste” di cui sopra) e l’altro primo prenditore di moneta: il ministero del tesoro, cui le politiche sempre inflattive della Banca Centrale consente aumenti di tassazione nominale (per via dell’inflazione dei prezzi e quindi della tassazione) con cui lo Stato può sempre pagare l’aumento di debito a fronte del quale è stata creata nuova massa monetaria: inflazione.

[…] si diffondono a tutti i costi di produzione, e la spirale rischia di sfuggire al controllo.[…]
Nessuna spirale inflattiva è mai sfuggita di controllo perché sono aumentati i salari. Se i salari aumentassero tanto quanto la massa monetaria M1 (non M3, né M2 perché queste incorporano le quote di denaro creato nelle transazioni interbancarie che quindi non si riversano immediatamente in aumento del circolante in quanto le banche prendono moneta prima dei consumatori finali) cioè di circa il 13% (fonte ECB datawarehouse) all’anno non farebbero altro che recuperare l’inflazione monetaria mantenendo inalterata la redistribuzione della ricchezza. L’aumento dei salari secondo l’inflazione programmata (in realtà: aumento dei prezzi programmato) garantisce il differenziale nel quale nascondere l’aumento di tassazione con cui pagare le cedole sui titoli di stato emessi per creare nuova moneta. L’inflazione monetaria è quindi una tassa occulta ed indiretta.

[…] Ma con il 9,4% dei disoccupati in America (e livelli analoghi in Europa) […]
Se la disoccupazione USA fosse calcolata come ai tempi di Carter sarebbe al 27%, così come CPI (consumer price index, un po’ meno bipensiero di come la chiamiamo noi) sarebbe al 18%. Ma basta cambiare il paniere…

[…]il potere contrattuale dei lavoratori è bassissimo. Aumenti salariali non sono in vista. Quindi l’inflazione si blocca sul nascere. Perché la paghiamo solo noi, con un potere d’acquisto decurtato, ma siamo incapaci di trasmetterla e di generalizzarla. […]
L’inflazione procederà sempre e comunque ed i salariati non bloccano proprio niente. I prezzi di tutto aumenteranno sempre e comunque tranne per quei prodotti e servizi per cui il processo industriale sottostante realizzerà degli aumenti di produttività tali da assorbire l’aumento di tassazione diretto, indiretto, occulto e l’inflazione monetaria.

[…]Senza scala mobile, senza sindacati forti, senza ondate di rivendicazioni, niente spirale. Tutto tranquillo sul fronte occidentale.[…]
Senza sindacati forti… i lavoratori accenderebbero il cervello e non si berrebbero certe idiozie. Tutto tranquillo sul fronte occidentale, mentre sul sofà ce ne godiamo la fine.

 

Perchè le rivolte in Africa? Leggi: La Rivolta Egiziana

 

 

da Usemlab

link: http://www.usemlab.com/index.php?option=com_content&view=article&id=642:si-sono-svegliati-inflazione&catid=14:macroeconomia&Itemid=175

From → ECONOMIA

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