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Bernanke e la lezione non imparata

3 marzo 2011

 

di Matteo Corsini

“Abbiamo imparato alcune lezioni dalla crisi, come quella di essere aggressivi e non permettere alle banche di assumere troppi rischi.” (B. Bernanke)


Quando ho letto questa dichiarazione di Bernanke sono scoppiato a ridere, anche se ci sarebbe da piangere, perché questo signore presiede la banca centrale più potente al mondo e sta facendo di tutto per far sembrare il predecessore Alan Greenspan un dilettante in quanto a inflazionismo. …
Gli effetti della sua politica monetaria ultraespansiva stanno diventando evidenti anche per chi non ha particolare dimestichezza con la materia, ed erano ampiamente prevedibili. Gli economisti mainstream hanno detto per mesi e mesi che la politica monetaria della Fed, ancorché molto aggressiva, non avrebbe surriscaldato i prezzi, perché le banche non prestavano denaro, accumulando riserve (attenzione: quelle che vengono definite riserve, non sono altro che la possibilità di dare credito creando denaro dal nulla, grazie al meccanismo della riserva frazionaria).

 

Ma chi si limita a un’analisi del genere dimostra di non aver capito granché di questioni monetarie. Il denaro immesso nel sistema dalla Fed non ha gonfiato l’offerta di credito, ma è stato impiegato per l’acquisto di attività finanziarie (comprimendo i premi per il rischio) e commodities.
Al tempo stesso, se si considera che il dollaro americano è a tutt’oggi la principale moneta di riserva al mondo, non mi pare serva un grande sforzo di ingegno per rendersi conto che la politica monetaria della Fed ha effetti che vanno ben al di là del territorio statunitense.

 

Adesso i nodi stanno arrivando al pettine: il rialzo dei prezzi delle materie prime industriali e alimentari (pur ammettendo che per queste ultime l’aumento dei prezzi è dovuto anche ad altri fattori, ad esempio meteorologici) ha determinato un aumento dei costi di produzione e dei prezzi al consumo, soprattutto nei paesi emergenti, le cui economie sono caratterizzate da un lato dall’utilizzo crescente delle commodities industriali, e dall’altro da una netta preponderanza dei generi alimentari nelle voci di spesa dei consumatori.

 

Se a ciò si aggiunge che le banche non stanno affatto prendendo rischi significativamente inferiori rispetto al periodo precedente la crisi, viene da chiedersi quali lezioni abbia imparato Bernanke.


Ma allora: Di Chi E\’ Stata La Colpa Della Crisi?

 

La realtà è che le manovre monetarie e politiche fiscali espansive sono incompatibili con la crescita economica e ne creano solo l’illusione: De Profundis Per l\’Economia

 

 

link: http://www.movimentolibertario.it/index.php?option=com_content&view=article&id=12750:bernanke-e-la-lezione-non-imparata&catid=1:latest-news

From → ECONOMIA

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