Skip to content

Di chi è stata la colpa della crisi?

24 febbraio 2011

 

Quando mai su un giornale italiano leggeremo una lettera del genere?


di Stelio Pesciallo*


Sono stati recentemente pubblicati i tre rapporti (uno di maggioranza e due di minoran za) da parte di una commissione del congresso degli Stati Uniti incaricata di indagare sulle cause che hanno portato alla crisi finanziaria degli ultimi anni. Dalla stampa specializzata (per esempio la NZZ e l’Economist) abbiamo appreso che mentre il rapporto di maggioranza, redatto dai rappresentanti democratici, punta l’indice soprattutto sugli ambienti bancari e finanziari, attratti dall’«ingordigia del danaro», e sulle sue autorità di sorveglianza (banche cen­trali,autorità di sorveglianza sulle borse ecc) colpevoli di non avere con trollato e limitato la loro attività, i due rapporti di minoranza repubbli cani accentuano l’uno la responsa bilità di tutti gli attori (pubblici e pri vati) e l’altro della politica pubblica dell’accesso all’alloggio che, sostenuta da misure monetarie e creditizie lassiste, ha permesso la formazione della bolla immobiliare.


Tutti e tre i rapporti non hanno però messo in rilievo le vere cause del la bolla finanziaria bensì piuttosto le manifestazioni che l’hanno caratterizzata e pertanto gli effetti che si sono prodotti. …
Le vere cause devono essere ricercate in una rigorosa quanto semplice analisi economica che purtroppo l’opinione maggioritaria degli economisti, pressoché quasi tutti i partiti politici, gli ambienti go vernativi e le banche centrali, non vogliono né possono fare in quanto renderebbe evidente che all’origine della crisi vi sono scelte dettate da opportunismo, calcoli di vantaggi immediati o ignoranza.


Molto più semplice e appagante, ma anche molto fuorviante, è indicare generi camente l’origine dei mali negli spe culatori come fanno ad esempio il presidente francese Sarkozy o il ministro italiano Tremonti o nei «centri del capitalismo mondiale», come ha detto l’altro ieri l’ex presidente brasiliano Lula Da Silva.


L’unica scuola economica che abbia cercato di spiegare e motivare in modo convincente i ricorrenti cicli con giunturali preceduti da periodi di forte sviluppo e regolarmente seguiti da periodi di crisi è la scuola austriaca che ha avuto in Ludwig von Mises e in Friedrich von Hayek i suoi maggiori rappresentanti e che ha prodotto anche negli ultimi anni opere di notevole spessore che aiutano a capire anche i più recenti avvenimenti (tra queste di facile con sultazione l’ultima opera dell’economista tedesco Roland Baader, Geldsozialismus, pubblicata in Resch Verlag e quella dell’economista americano Thomas Woods, Meltdown, pubblicata da Regnery Publishing, che non mi consta siano state tra dotte in italiano né mi sorprenderebbe se non lo saranno mai).


La teoria di questa scuola, che trova ricorrentemente conferma non so lo nell’ultimo secolo da quando è stata emanata, ma anche permette di capire le crisi economiche dei se coli precedenti è che il parametro co stante delle nostre economie è caratterizzato da fasi di alta congiuntura, da surriscaldamento economico, formazione di bolle finanziarie e dal lo scoppio di queste bolle seguito da periodi di crisi.


Questi avvenimenti non sono però causati dall’economia di mercato, bensì dalla politica monetaria costantemente seguita a partire dalla creazione delle banche centrali e di un’unica forma di mo neta da parte di tutti gli Stati. Questa politica monetaria è contraddistinta dalla creazione di moneta non sulla base dei principi di libero mer­cato dettati da domanda e offerta, bensì da decisioni aprioristiche prese dall’autorità statale e sostenute dalle banche centrali.


Moneta creata dal nulla quindi, non sostenuta da alcuna copertura e moltiplicata per mezzo degli strumenti di conces sione del credito del sistema bancario. Questo sistema è all’origine del cosiddetto boom economico, contraddistinto dalla creazione di ricchezza, che in verità non è vera ricchezza, ma apparenza di ricchezza in quanto basata sul debito e non su valori reali, originata cioè da denaro non prodotto da una prestazione e da denaro prodotto dal credito.


Quest’ultimo non crea in effetti risorse bensì ridistribuisce potere d’acquisto non costituendo un prodotto di risparmio accumulato nel passato e derivante dall’impiego di denaro. Ad ogni concessione di credito il denaro in circolazione cresce, favorendo presto o tardi la formazione di una spirale inflazionistica in quanto la creazione di beni, se avviene, interviene più tardi e in misura minore.


In particolare, se il denaro in circolazione è aumentato per il tramite di tassi di interesse tenuti artificialmente bassi (come è stato il caso del periodo che ha preceduto la recente crisi), il denaro viene de stinato ad impieghi sbagliati e non dettati da necessità economiche e impedisce la formazione di rispar mio che avrebbe potuto essere impiegato in validi progetti di investi mento. Tassi d’interesse non mossi dal mercato ma per decisione della Banca centrale, la conseguente crescita del volume di credito, la spinta inflazionistica e investimenti sba gliati vengono a formare una spira le che conduce a periodi di boom economico (bolla) cui inesorabilmente fanno seguito crolli finanzia ri e economici.


Per la scuola economica austriaca il periodo del boom, contrariamente all’opinione più diffusa, non costituisce pertanto un fattore positivo in quanto costituisce la causa del ciclo congiunturale instaurato in maniera artificiosa che con duce in definitiva ad un crollo che coinvolge in maniera negativa tutti, ma in modo particolare gli elementi più fragili del sistema economico.


Il crollo congiunturale in un sistema di errata politica del denaro che porta alla formazione e al susseguente scoppio della bolla, viene a costituire il necessario e inelutta bile processo di guarigione e di pu lizia, se non viene inquinato da ul teriori misure adottate dallo Stato, rispettivamente dalle banche centrali, mediante, per esempio, l’immissione nel sistema economico di nuovo denaro, anche questo creato dal nulla.


È pertanto chiaro per la scuola austriaca che le fasi congiuntura li che si susseguono regolarmente con formazione di bolle seguite da crolli non sono originate dal mercato (che come tale non è riscontrabile nel nostro sistema economico) bensì dalla politica del denaro e dei tassi d’interesse istaurata dagli Stati e dalle banche centrali.


È quindi fuor viante addebitare al mercato gli effetti di misure adottate e imposte da gli Stati in opposizione al libero mercato come anche è illusorio pensare di potere correggere gli errori com messi continuando sulla stessa stra da; in tal modo non vi può essere che un peggioramento della situazione e il ripetersi di ulteriori squi libri apportatori di nuove e più gravi crisi. E a soffrirne saranno in termini economici i più deboli, rispettivamente coloro che sono esclusi dalla rete di interessi pubblici e pri vati istaurata in anni di politica economica statale.


Come anche a soffrire saranno i pochi spazi di autonomia e di libertà ancora rimasti e ulteriormente ristretti da ulteriori misure adottate dai poteri dello Stato allo scopo di correggere gli errori del passato e che inevitabilmente, vista non solo la loro inefficacia ma anche e soprattutto i loro effetti negativi, contribuiranno solo a peggio rare la situazione.



Per capire in modo semplice cos’è successo e perché leggi anche: Le Cause della Crisi Finanziaria

 

E la crisi dell’Europa? Leggi La Crisi del Debito Europea e la Teoria Economica

 

Qui tutti gli articoli sulla crisi economica


http://www.movimentolibertario.it/index.php?option=com_content&view=article&id=12702:di-chi-e-stata-la-colpa-della-crisi&catid=1:latest-news

From → ECONOMIA, Mises

One Comment

Trackbacks & Pingbacks

  1. Bernanke e la lezione non imparata « Riecho blog

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: