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Cosa ha portato l’America fuori dalla Grande Depressione?

24 febbraio 2011

di Henry Hazlitt

Domanda: cosa ha portato fuori dalla Grande Depressione l’America, il New Deal o la Seconda Guerra Mondiale?

Veramente nessuna delle due.

Ognuna ha dato apparenze di ripresa, ma fu solo quando gli uomini tornarono a casa dalla Seconda Guerra Mondiale, il capitale dato per ripartire e la produzione di ricchezza ricominciata, che l’America vide un’effettivo recupero. Comunque gli effetti del New Deal sono arrivati sino a noi oggi, dove il nostro governo federale continua ad indurre porsperità artificiale con una spesa in piacchiata che ci sta portando vicini al fondo.

Ne la Seconda Guerra Mondiale ne il New Deal crearono prosperità. La Seconda Guerra Mondiale fu probabilmente necessaria, secondo i nostri studi storici, ma parleremo di ciò un’altra volta. Il New Deal comunque, fu un massiccio spreco di denaro che portò l’America nella sua perpetua abboffata di debito. …

SECONDA GUERRA MONDIALE

Alcuni dicono che la Seconda Guerra Mondiale ci ha portati fuori dalla Grande Depressione perchè creò lavori e ridusse la disoccupazione. Dicono anche che creò la domanda per i carri armati, munizioni, armi e così via. Si, ciò è tutto vero. Comunque, per quanto riguarda la disoccupazione negli Stati Uniti: quando la maggior parte dei tuoi uomini sono oltreoceano a combattere una guerra, cosa ti aspetti che accada alla disoccupazione? In più, da dove tutto questo denaro per pagare le truppe, l’equipaggiamento necessario e gli armamenti è venuto fuori? Fu preso in prestito o venne direttamente fuori dalla produzione reale dell’economia attraverso le tasse!

La guerra è a volte un’esborso necessario, ma argomentare che in qualche modo produca prosperità è una completa fandonia. Per illustrare ciò, usiamo un’esempio di Thomas Woods dal suo libro “Meltdown“. Se la prosperità in tempo di guerra è fondata, allora il Giappone e gli Stati Uniti dovrebbero accordarsi per combattere nell’Oceano Pacifico. Solo, per evitare perdite di vite umane, che costruiscano il più sofosticato, avanzato e dispendioso sistema navale a distanza che il mondo abbia mai visto. Che si accordino nell’incontrarsi nel mezzo del Pacifico e guardino i fuochi artificiali iniziare. Che perdano o vincano…noi tutti perdiamo economicamente.

Considerate tutto il tempo, le risorse, e le energie coinvolte (capitale), tutte pagate per usare il “denaro”. Alla fine di questa battaglia, tutto quel capitale investito in navi distrutte giacerà sul fondo dell’Oceano Pacifico. Se la prosperità in tempo di guerra fosse vera, il Giappone e l’America sarebbero due superpotenze economiche da un giorno all’altro e la nostra recessione sarebbe finita.

Ciò che non è visto qui è tutta la ricchezza che potrebbe essere prodotta con lo stesso capitale ora giacente sul fondo dell’oceano. Quante automobili, attrezzi, TV, computer, potrebbero essere costruiti con quel capitale?

La Seconda Guerra mondiale non ha fatto prosperosa l’America. La guerra è una spesa, a volte una spesa necessaria, ma la distruzione economica che comporta, a causa della sua devastazione di ricchezza che richiede, è abnorme.

IL NEW DEAL

Il New Deal era semplicemente un “Pacchetto di Stimoli” odierno. Nacque dall’idea di John Maynard Keynes il quale suggerì che un governo centrale potesse indurre prosperità economica attraverso “l’innesco del processo di sviluppo”. Suggerì che se il governo semplicemente avesse speso denaro, ciò avrebbe creato la domanda per prodotti e servizi ed avrebbe fatto salire l’economia. Famosamente concentrò la sua teoria intorno a questo esempio: si potrebbe pagare un’uomo per scavare una buca ed un altro che la riempia. Il fatto che niente di produttivo stia accadendo non importa, la spesa da sola stimolerà l’economia. Argomentò che la spesa a debito era il miglior modo di fare, perchè le tasse possono danneggiare una ripresa economica tagliando il capitale reale fuori dall’economia, sgonfiando così la stessa ripresa.

In un certo senso Keynes aveva ragione, ma ciò è un argomento complicato da fare e pieno di caveat che praticamente alla fine smontano la sua stessa teoria. Un particolare caveat è il “tempo” stesso. Quando Keynes introdusse le sue teorie c’erano altri eminenti economisti, incluso F.A. Hayek, che avrebbero potuto proporre una dannata critica sottoforma di domanda: “Ed a lungo andare?”. Alla quale Keynes famosamente replicò: “A lungo andare saremo tutti morti”. Come se questo fosse una sorta di gioco. John Maynard Keynes sapeva che quello che stava teorizzando era insostenibile, ma ovviamente percepiva che gli effetti negativi a lungo andare sarebbero stati così lontani da essere considerati irrilevanti. Il problema oggi per noi è che voi ed io abbiamo raggiunto il “lungo andare”. Stiamo pagando per le sue teorie economiche fuorvianti. La nostra economia non è basata solo sul sentiero sostenibile della prosperità, il che sarebbe la creazione di ricchezza, ma invece è un matrimonio di capitalismo, massicce somme di sovvenzioni e pianificazione centrale, il tutto amministrato dal governo federale e dalla Federal Reserve che sono finanziati dai contribuenti statunitensi, ora e nel futuro.

Sussidi includono:
Sussidi agricoli
Welfare per i poveri
Welfare Corporativo
Sussidi fidatari e garanzie — [case (FNMA, FMAC, HUD), scuola, prestiti finanziari]
Spesa di governo, “stimoli”
“Detrazioni Fiscali” — Incetivi sulla Rottamazione, Incentivi a chi compra casa
ecc.

Pianificazione Centrale del Capitale:
Tassi d’Interesse (FED)
Massa Monetaria (FED)

Ciò che abbiamo visto durante l’era del New Deal era una falsa ripresa, molto come quella che stiamo vedendo ora. Non ci fu ripresa finchè il capitale non permise di far ripartire, differentemente dal New Deal, quegli investimenti reali e successivamente ritornò anche la produzione di ricchezza reale. Il problema è che siamo stati lasciati con questa eredità di manipolazione economica che ci sta rendendo in ultima analisi più poveri. Quando il governo interviene ed agisce al di fuori del suo ruolo, costituzionalmente limitato, prende ricchezza sia dal presente attraverso le tasse o dal futuro attraverso il debito e la devia agendo come un pianificatore centrale. Questa deviazione di capitali causa bolle ed il loro relativo scoppio, come quella da cui è scaturita l’attuale crisi del credito.

In più molti puntano agli incrementi del PIL sotto il New Deal e ad altri indicatori economici per dire che ha funzionato, proprio come stiamo vedendo oggi. La cosa fuorviante sul PIL è che è solo un buon indicatore se è unicamente il risultato di attività in libero mercato. Non appena subentra l’intervenzionismo, è impossibile comparare il PIL, o usarlo, o usare qualsiasi altro indicatore economico, come un misuratore della produttività nell’economia reale. Sotto il New Deal ci fu l’attuazione dei prezzi base. Ciò causò temporaneamente un aumento nel PIL per beni più inflessibili come il cibo e le materie prime vitali. In più quando la maggior parte della spesa è basata sul debito e proviene in primo luogo dal governo, il PIL è inflazionato oltre il suo vero livello.

L’economia Keynesiana è una sorta di schema piramidale. Può funzionare o dare l’apparenza di funzionare finchè:

  • a) il governo non può più prendere in prestito (si veda la Grecia);
  • b) il capitale è stato talmente male allocato che avviene un massiccio collasso economico.

Continuiamo ancora a camminare sulla stessa strada, costruendo nuove bolle e il loro successivo scoppio, dove ognuno è peggiore di quello precedente.

Il malinteso più comune avendo a che fare con la ricchezza è che denaro = ricchezza. Ciò non è vero. La ricchezza può essere misurata in denaro, ma ciò non significa che l’unità di misura è proprio ricchezza. Se il denaro è ricchezza, i paesi potrebbero semplicemente stampare ricchezza ed i loro cittadini potrebbero sedersi bevendo birra tutto il giorno. Problema: da dove viene quella birra? L’unica via per la verità e la prosperità sostenibile è attraverso la creazione di ricchezza (produzione). Sappiamo ciò da questo semplice esempio: quale paese è il più ricco? Quello che produce pane, scarpe, vestiti, attrezzi, automobili, ecc. o quello che produce “banconote”?

A che servono i soldi se non c’è il pane da comprare? L’unica temporanea eccezione a ciò è un’economia basata sul debito, come la nostra. Il 70% dell’economia statunitense è basata sulla spesa dei consumatori. Questo spiega perchè dopo gli attacchi del 9/11 il presidente Bush disse a tutti di andare a fare shopping. Perchè non disse di andare a produrre ricchezza? Perchè non è così che la nostra economia è stata costruita. L’America ha prodotto ricchezza, ma niente di abbastanza vicino a giustificare il suo tasso di consumo. Potremmo essere veramente ricchi, se non anche di più, rispetto all’attuale situazione di apparente ricchezza. Ma abbiamo permesso che il governo federale sprecasse e distruggesse la nostra ricchezza e quella delle future generazioni, attraverso la giustificazione dell’economia Keynesiana.

La spesa del governo non crea prosperità. Il governo è solo una spesa per ogni nazione, una spesa necessaria quando è confinata al suo legittimo ruolo di difensore naturale di diritti da nemici stranieri e criminali interni (è da vedere se lo faccia, poi n.d.t.), ma quando si avventura oltre questo ruolo e prende in mano poteri di manipolazione economica, distrugge la ricchezza che è la base della prosperità. Invece di farci diventare più ricchi, effettivamente ci rende più poveri.

In entrambi i casi, del New Deal e della Seconda Guerra Mondiale, un punto dovrebbe essere chiaro. La maggior parte del denaro che fu usato per pagare queste attività venne da spesa a debito. Fu da questo momento in poi che il debito perenne non fu più qualcosa da essere evitata, ma qualcosa da essere abbracciata. Non solo il debito continuo è insostenibile, è immorale. Thomas Jefferson intuì che era immorale per una generazione creare debito che non sarebbe stata in grado di ripagare.

La prosperità non viene dalla spesa del governo, anche quando viene dall’illusione che è creata dalla spesa a debito. Un giorno, qualcuno dovrà pagarlo. Questa è la versione generazionale dello schema di Ponzi, è veramente una cosa irresponsabile e truffaldina. Ai posteri non lasceremo una vita migliore, lasceremo la povertà.

“In sincerità credo….che il principio di spendere denaro che sarà pagato dai posteri sotto il nome di finanziamento, non è altro che ingannare il futuro su larga scala.” — Thomas Jefferson a John Taylor, 1816. ME 15:23

“(Usando), per esempio la tabella di M. de Buffon, (può essere determinato che) la metà di quelli di 21 anni ed in su che vivono in un qualsiasi istante di tempo, sarà morta in 18 anni ed 8 mesi o diciamo 19 anni per avere un numero intero. Così 19 anni è il termine oltre il quale nè i rappresentanti di una nazione nè la nazione stessa possono estendere validamente un debito….Riguardo i debiti futuri, non sarebbe saggio proprio per (una) nazione dichiarare nella (propria) costituzione che nè la legislatura nè la stessa nazione possono validamente contrarre più debito rispetto a quello che possono ripagare nello stesso periodo, o entro i termini di 19 anni? E che tutte le future stipulazioni dovrebbero essere ritenute da evitare per tutto ciò che rimarrebbe non pagato alla fine dei 19 anni dall’inizio delle stesse?” — Thomas Jefferson a James Madison, 1789. Carteggi 15:394

 

* traduzione di Johnny Cloaca

link: http://johnnycloaca.blogspot.com/2010/09/cosa-ha-aggiustato-la-grande.html

** Link articolo originale

From → ECONOMIA, vs Keynes

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