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Cosa Costituisce un Gold Standard

11 febbraio 2011

Nell’articolo dell’altro ieri si discuteva dell’oro e se un sistema bimetallico potesse essere in qualche modo una complicazione del sistema aureo. Ho scelto quindi questo breve estratto da Gold and the Gold Standard (1944), riportato dal sito mises.org, poichè elenca le condizioni e le regole che un sistema gold standard, o silver standard, oppure con entrambi i metalli debba possedere affinchè possa essere florido e garantire una certa stabilità economica. Visto che il gold standard è stato spesso riportato da questo blog come sistema monetario auspicabile (ma non per decreto), è utile vederne le caratteristiche. Leggiamo i dettagli, quindi.

 

di Edwin Walter Kemmerer


Definizione e Spiegazione

Il gold standard generico potrebbe essere brevemente definito come un sistema monetario dove l’unità di valore — in termini i cui prezzi, salari e debiti sono di norma espressi e pagati — consiste nel valore di una quantità fissa di oro in un ampio mercato internazionale che è sostanzialmente libero.[1]

La definizione richiede alcune spiegazioni. Non contiene menzione di monete d’oro o di libero conio dell’oro. Entrambe le cose potrebbero essere di grande convenienza e potrebbero facilitare l’efficiente operazione del gold standard, ma non sono necessarie all’esistenza del gold standard. Il gold-bullion standard ed il gold-exchange standard normalmente non rappresentano clausole per il conio e la circolazione delle monete d’oro, ma entrambi questi standard sono chiaramente forme di gold standard. …

La definizione non fa menzione del corso legale, una qualità utile da possedere per il denaro standard ma non una necessaria. Il corso legale è un concetto puramente legale del tardo sviluppo storico, di solito in relazione solo a diritti di pagamento di debiti, e un gold standard può esistere e svolgere tutte le sue necessarie funzioni senza leggi sul corso legale di alcun tipo. Dall’altra parte il denaro a corso legale è stato a volte scacciato dalla circolazione tramite la forza della legge di Gresham[2] o dall’abitudine verso il denaro non a corso legale.

Non c’è menzione nella definizione di riscattabilità in oro (o di un suo equivalente) per il denaro cartaceo e per monete fiduciarie, che è un privilegio nei sistemi gold standard più di successo. Questo privilegio altamente desiderabile, ma non necessario, ha provveduto che sufficienti altri mezzi fossero usati per mantenere la parità dei differenti tipi di denaro con l’unità aurea, in modo da limitare la loro offerta e riceverli senza il pagamento di tasse ed altre imposte pubbliche.

Tutte le qualità che sono state menzionate sopra sono meccanismi utili per mantenere il gold standard, ma nessuno di loro è assolutamente necessario. Inoltre un sistema valutario potrebbe avere plausibilmente alcuni o perfino tutte queste caratteristiche ed ancora non essere un vero gold standard.

Una buona illustrazione del principio qui discusso si trova nell’esperienza dell’Unione Sudafricana nel 1919 e 1920.[3] A quel tempo le sovrane d’oro, le quali non erano limitate dal corso legale nell’Unione e godevano del privilegio di libero conio in Inghilterra — non c’era alcuna zecca nell’Uonione Sudafricana — circolavano liberamente nell’Unione, e le banconote erano riscattabili a richiesta in sovrane d’oro nelle loro rispettive banche di emissione. Tuttavia l’esportazione di lingotti d’oro dall’Unione era rigidamente controllata dal governo. Le monete d’oro sudafricane non potevano essere legalmente esportate per quello che sarebbe stato altrimenti il loro miglior mercato, ma erano ampiamente contrabbandate fuori dal paese ed erano vendute a più del loro equivalente estero di una sterlina sudafricana.

Una sovrana in Sudafrica, e ugualmente il contenuto in oro di una sovrana, valeva meno lì che negli altri mercati aurei del mondo. In modo da prendere le sovrane con cui riscattare le loro banconote a richiesta, come previsto dalla legge, le banche del Sudafrica erano obbligate a comrpare oro grezzo a Londra con aggio, coniarlo a Londra nello stesso modo in cui era coniato quello della zecca britannica e poi portarlo in Sudafrica. A quei tempi dovevano pagare 26 o 28 scellini nelle banconote del Sudafrica per ottenere una sovrana in Inghilterra. La sovrana era poi ripagata in Sudafrica dalla banca d’emissione, come rimborso, al pari di una banconota da 10 scellini.

La storia monetaria offre molti esempi di monete d’oro trettenute in un paese e circolanti nello stesso con disaggio per il loro valore nei mercati esteri.[4]

Dall’altra parte una proibizione governativa all’importazione d’oro in un presunto paese a gold standard, restringendo così l’offerta dentro il paese, potrebbe forzare il valore dell’oro e delle monete d’oro nel paese al di sopra dei loro valori nei mercati internazionali e da qui consegnare loro una scarsità artificiale o un valore di monopolio.

Qualora il valore dell’oro di una unità monetaria di un paese è diviso dal valore di mercato dell’oro nei mercati del mondo, il paese non può dichiararsi essere in un gold standard.

Nonostante, di conseguenza, i tanti comuni mezzi che potrebbero essere adottati dalla nazione per mantenere il valore del suo denaro — come la convertibilità, il corso legale ed il libero conio — il supremo test dell’esistenza del gold standard è la risposta alla domanda se o no il denaro del paese è praticamente mantenuto ad una parità col valore dell’unità monetaria aurea di cui è composto nel mercato internazionale aureo estero, presumendo, ovviamente, che tale mercato di ragionevole grandezza esiste. Non è una questione dei mezzi adottati per ottenere un particolare risultato, ma piuttosto uno dei risultati stessi. Il gold standard esiste quindi in qualsiasi paese qualora il valore di una quantità d’oro fissa in un mercato internazionale ampio e sostanzialmente libero, è praticamente mantenuta come l’unità standard di valore.

L’Unità Monetaria — un Peso Fisso, Non un Valore Fisso

In un gold standard (come anche in qualsiasi altro standard metallico), è il peso del contenuto metallico dell’unità monetaria che è fissato e non il valore, che è un’espansione del potere d’acquisto. A questo riguardo l’unità di valore differisce da tutte le altre unità di misurazione. Per esempio, la libbra come un’unità di peso è un peso fissato, la yarda come un’unità di lunghezza è una lunghezza fissata ed il gallone come un’unità di volume è un volume fissato.[5]

Il dollaro d’oro, tuttavia, che è la nostra unità di valore americana, è ora, qualsiasi valore venga fissato in un particolare momento ad un preciso peso d’oro puro, un trentacinquesimo d’oncia troy. Questo valore, come il valore di qualsiasi altra cosa, è una cosa in continuo cambiamento — un fatto che solleva la maggior parte delle difficoltà legate a problemi monetari.

Oro come Denaro di Metallo

Dal punto di vista monetario, l’oro possiede certe qualità ben conosciute che non sono mai state descritte meglio da W. Stanley Jevons nel suo classico piccolo libro, Money and the Mechanism of Exchange, da cui è preso molto del materiale in questa sezione. Per ragioni ampiamente legate alla sua bellezza ed alla sua scarsità, l’oro è stata una merce con una domanda universale per innumerevoli generazioni, venendo prezzato al rialzo dalla maggior parte delle persone primitive come anche dalla maggior parte di quelle avanzate.

Avente un’ampio valore in una piccola misura, è facilmente trasportato. L’oro puro è omogeneo, per esempio, uniforme in tutta la massa, cosicché pesi uguali avranno sempre esattamente lo stesso valore. Come altri metalli, ma diversamente dalle pelli, dalle pietre preziose e dalla maggior parte di altre merci, l’oro ha la qualità della divisibilità senza perdite. Una pepita d’oro può essere tagliata in pezzi senza perdite ed i pezzi a volte possono essere prontamente ripristinati nella forma originale, allo stesso modo senza perdite. L’oro è molto duraturo, essendo:

“notevolmente resistente alla corrosione o alla dissoluzione ed è abbastanza inalterabile ed immacolato dopo l’esposizione per un qualsiasi periodo di tempo ad un clima secco, umido o impuro ed è anche insolubile in tutti gli acidi semplici. […] In quasi tutti i riferimenti l’oro è perfettamente adatto per il conio. Quando è abbastanza puro, infatti, è abbastanza malleabile tanto quanto lo stagno, ma quando unito in lega con un decimo o un ventesimo di rame, diventa sufficientemente duro da resistere ai danni dell’usura e fornire un buon disco metallico; tuttavia rimane perfettamente malleabile e dà una buona impressione.”[6]

A causa del suo alto valore è attentamente custodito dai suoi proprietari. Questo fatto e la grande durabilità dell’oro spiegano ampiamente il suo alto livello di stabilità in valore. Oggi nel mondo c’è l’oro che l’uomo ha estratto dalla natura migliaia di anni prima di Cristo. La nostra quantità presente è “l’accumulo degli anni” e la maggior parte di esso può essere prontamente reso commerciabile, dal momento che è ampiamente in forme relativamente non specializzate come monete e barre. La produzione annuale d’oro del mondo, che, per un numero di anni antecedenti la Seconda Guerra Mondiale, è stata approssimativamente equivalente a solo il 4% della riserva mondiale conosciuta di oro monetario, agisce molto lentamente nell’influenzare il valore di una così ampia quantità commerciabile.

La Domanda dell’Oro, Altamente Elastica

L’oro è una merce con una domanda altamente elastica; infatti ha probabilmente la domanda più elastica di tutte le merci sul mercato in un paese a gold standard. Tutti e tre i principali tipi di domanda per l’oro sono altamente elastici; essi sono:

  1. la domanda monetaria;
  2. la domanda per gli ornamenti, inclusi gioielli ed utensili;
  3. la domanda per l’accumulo.

La Domanda Monetaria

La domanda d’oro per usi monetari è ovviamente altamente elastica quando i paesi principali del mondo sono in un gold standard e quando questi paesi si offrono di comprare a prezzi fissi, in quantità illimitate, tutto l’oro offerto loro per scopi monetari.

La Domanda per gli Ornamenti

La domanda d’oro da usare per gli ornamenti è allo stesso modo altamente elastica. La prima forma d’abbigliamento degli uomini primitivi fu probabilmente una qualche forma di pittura o melma sulla sua pelle — in altre parole, un’ornamento. L’abbigliamento per la protezione venne dopo. Il desiderio di ornamento da quel giorno in poi è stato universale e praticamente illimitato. L’oro è il materiale maggiormente ed ampiamente usato per articoli di bellezza. La maggior parte delle persone nel mondo vorrebbe avere più ornamenti d’oro di quelli che già possiede e vorrebbe comprarne di più se questi articoli dovessero divenire più economici. Le riduzioni nel valore degli ornamenti d’oro e degli utensili comparati con altri beni, inoltre, stimolano una domanda in crescita e questa domanda agisce come un tampone per il deprezzamento dell’oro.

La Domanda per l’Accumulo

La domanda d’oro per l’accumulo è, di nuovo, altamente elastica. La pratica di accumulare l’oro, comune in tutti i paesi del mondo, è scelta crescentemente in tempi di incertezza e paura. E’ specificamente prevalente in India e Cina. L’oro, per gli orientali che lo accumulano, è un simbolo di ricchezza in generale. Una data quantità d’oro in gioielli non solo è una merce che dà diretto piacere per il contadino Hindu, ma è anche un assegno in bianco, che può riempire qualora lo voglia con il nome di qualsiasi merce che egli voglia al proprio prezzo di mercato, un’assegno che può essere incassato a richiesta. I suoi gingilli e gioielli d’oro gli serviranno come deposito di risparmio bancario e polizza assicurativa contro la fame ed altre sfortune.

La capacità dell’India e della Cina di assorbire oro ed argento in accumuli è ben conosciuta. Per molte generazioni l’India fu conosciuta come il “buco” dei metalli preziosi. Dal 1931, tuttavia, quando l’India uscì dal gold standard ed il prezzo dell’oro in termini di rupie indiane invece che continuare ad essere stabile avanzò enormemente fino al 1940, l’oro accumulato dall’India fu versato nei mercati mondiali a ritmi anche più grandi rispetto a quelli a cui era stato precedentemente accumulato.[7]

Questo alto livello di elasticità della domanda è un’importante fattore per mantenere l’altà stabilità del valore che l’oro possiede.

Le Caratteristiche dell’Oro nella sua Relazione con il Gold Standard

L’oro nella sua relazione col gold standard ha tre importanti caratteristiche.[8] Sebbene non siano interamente distinte, è meglio considerarle separatamente. Queste caratteristiche sono:

  1. un prezzo fisso,
  2. un mercato illimitato,
  3. il fatto che normalmente la produzione d’oro anno dopo anno è controllata soprattutto dai cambiamenti dei costi nella sua produzione e non dal cambiamento dei prezzi del prodotto stesso.

Un Prezzo Fisso

Quando un governo adotta un gold standard, fissa il contenuto d’oro nell’unità monetaria. Prima del 1933, per esempio, l’unità di valore negli Stati Uniti era definita dal dollaro consistente in 25,8 grani d’oro raffinato allo 0,900,[9] il che vuol dire che il 90% era puro oro ed il 10% era una lega di rame, rendendo il contenuto d’oro raffinato del dollaro a 23,22 grani. Dal momento che ci sono 480 grani in un’oncia troy, un’oncia d’oro era l’equivalente di 480/23,22 o in dollari a 20,67$ e poteva essere sempre coniata in quella quantità di monete d’oro. Dire che il dollaro era 23,22 grani di puro oro e dire che il prezzo dell’oro alla zecca era di 20,67$ era lo stesso. Era come dire che un piede sono 12 pollici e che un pollice è un dodicesimo di un piede.[10] Le monete d’oro, d’altra parte, potevano essere sciolte in ogni momento e riconvertite in barre d’oro. Eccetto per un breve periodo al tempo della Prima Guerra Mondiale, non ci furono restrizioni o tariffe dal 1879 al 1933 sull’importazione e sull’esportazione dell’oro.

Un Mercato Illimitato

Non solo il prezzo dell’oro era sempre lo stesso alla zecca ed all’ufficio del saggio dei metalli preziosi, ma queste preoccupazioni si sviluppavano sotto l’obbligo di comprare tutto l’oro che si presentava loro nella forma appropriata, senza badare se era prodotto negli Stati Uniti o all’estero oppure se l’oro era nuovo o ottenuto dallo scioglimento di monete estere o da gioielli, ornamenti o da altre fonti.[11]

La Produzione d’Oro, Correlata Inversamente ai Prezzi di Altre Merci

La terza caratteristica dell’oro nella sua relazione col gold standard è la peculiare connessione del suo prezzo di mercato col volume della sua attuale produzione.

Nel caso di altre merci, la produzione aumenta normalmente non appena i loro prezzi di mercato aumentano e la produzione diminuisce non appena i loro prezzi di mercato calano. Ciò, tuttavia, non è vero per l’oro in un paese a gold standard. Qui, come è stato sottolineato prima, il prezzo dell’oro non cambia.

Per esempio, tra il 1879 e il 1916 negli Stati Uniti, senza badare a quanto oro era prodotto nei mercati mondiali, il prezzo dell’oro puro alla zecca era sempre di 20,67$ all’oncia; e, sebbene durante questi 38 anni la produzione annuale mondiale d’oro sia aumentata quattro volte e il valore o il potere d’acquisto di un’oncia d’oro variavano continuamente ed in certi casi anche sostanzialmente, il prezzo dell’oro non cambiò mai. La ragione era che il nostro sistema gold standard stesso che fissava il prezzo dell’oro, mentre non poteva fissare il valore dell’oro.

Sebbene i produttori d’oro ricevevano sempre lo stesso prezzo per il loro oro alla zecca ed agli uffici del saggio dei metalli preziosi, i costi per produrre questo oro cambiavano continuamente poichè il valore del potere d’acquisto dell’oro cambiava. Un’aumento nella produzione dell’oro relativo alla domanda tende ad incrementare l’offerta dell’oro monetario e la circolazione di altro denaro e delle valute di deposito che sono basate su di esso, e da qui, attraverso l’aumento dei prezzi delle merci, tende a rendere l’oro meno di valore.

Le merci i cui prezzi sono così aumentati includono, tra le altre cose, tutte quelle che sono elementi nel costo di estrazione dell’oro stesso, come gli esplosivi, il lavoro ed altri oggetti chimici e di estrazione; anche le tasse. Sono questi costi crescenti che pressano contro un prezzo fisso dell’oro tendendo a ridurre la produzione d’oro tagliando i profitti dei proprietari delle miniere quando il valore dell’oro è in calo.

Dall’altra parte quando il valore dell’oro è in aumento, per esempio, quando i prezzi delle merci sono in calo, i prezzi delle cose che includono i costi di estrazione tendono a diminuire con i prezzi delle altre merci. Ciò riduce il costo dell’estrazione e, dal momento che il proprietario della miniera continua a vendere tutto il suo oro allo stesso prezzo fissato dalla zecca in precedenza, i suoi profitti sono in aumento e la produzione d’oro è stimolata. Inoltre la produzione d’oro tende ad incrementare quando il valore dell’oro aumenta ed a diminuire quando tale valore cala.

Dovrebbe essere notato, esplicativamente, che l’oro è prodotto in condizioni ampiamente variabili in differenti parti del mondo, che la maggior parte dell’oro è prodotto come prodotto secondario di altri metalli e che molto di esso è ancora ottenuto in posti arretrati con metodi primitivi di estrazione; mentre grandi quantità di lavoro sono continuamente spese in sforzi più o meno futili per trovare qualcosa. Tutto ciò vuol dire che in un qualsiasi momento è difficile accertare quale sia il costo della produzione d’oro. Il costo significativo, direbbe l’economista, è il costo marginale delle miniere d’oro nelle aree che sostanzialmente producono l’oro, come quelle del Transvaal e della Russia. Questo costo marginale, tuttavia, non è facilmente stabilito.

Oro Monetario contro Oro nelle Arti

Quando il valore dell’oro cala ed il livello dei prezzi delle merci aumenta, il prezzo dell’oro che è usato nella fabbricazione di gioielli, utensili, ecc. non aumenta, sebbene i costi di altri materiali, del lavoro coinvolto nella fabbricazione e della commercializzazione aumenteranno. Ciò vuol dire che i prezzi degli articoli fatti in gran parte d’oro non aumentano in tempi di aumenti nel livello dei prezzi come anche i salari ed i prezzi della maggior parte delle altre merci.

Gioielli d’oro ed altri articoli aurei, inoltre, in tale periodo appariranno più economici se comparati con la maggior parte di altri beni e questa situazione stimola la domanda per essi, aumentando pertanto l’afflusso di nuovo oro estratto nelle arti e deviando il vecchio oro dagli usi monetari a quelli nelle arti.

L’accumulo d’oro, di ornamenti, di gingilli e di lingotti è anche stimolata, particolarmente nei paesi come la Cina dove spesso c’è un’enorme domanda per tali merci. Tutto ciò tende a trattenere il movimento al rialzo dei prezzi in generale e la riduzione dei profitti nell’estrazione d’oro che ne risulta da essi.

Quando, d’altra parte, i prezzi delle merci sono in calo ed il valore dell’oro è in ascesa, abbiamo la situazione oppposta. Così i prezzi dei gioielli, degli ornamenti e di altre cose fabbricate con l’oro non cala come anche i prezzi della maggior parte delle cose e dei salari, perchè il prezzo dell’oro stesso non cala. Ciò fa sembrare i prodotti d’oro cari al consumatore e, di conseguenza, diminuisce la domanda per essi.

Ciò sposta gli usi dell’oro nel denaro che altrimenti sarebbero andati nelle arti e causa lo scioglimento dei gioielli d’oro e degli ornamenti in India e Cina ed il flusso dei lingotti d’oro ottenuti in tal modo negli usi monetari. L’oro negli affari monetari è pertanto usato con maggiore abbondanza e questo fatto tende a sorvegliare i prezzi in calo delle merci ed i profitti delle miniere d’oro.

[*] traduzione di Johnny Cloaca

link: http://johnnycloaca.blogspot.com/2011/01/cosa-costituisce-un-gold-standard.html

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Note

  1. Ovviamente affinchè il gold standard funzioni, il mercato internazionale deve essere molto più che illiquido e ovviamente è irreale aspettarsi un mercato che sia libero al 100%.
  2. Il principio monetario conosciuto come la legge di Gresham, sebbene sir Thomas Gresham avesse avuto poco a che fare con la sua scoperta, è solamente un’applicazione al denaro della legge economica della domanda e dell’offerta. Questa è la legge che dice che un bene economico tende ad andare verso il miglior mercato. La legge sembra agire diversamente per il denaro rispetto ad altri beni economici, perchè il denaro è unico nel fatto che una delle sue principali funzioni è quella di passare di mano in mano come un mezzo di scambio comunemente accetato. Una precisa formulazione della legge di Gresham in poche parole è impossibile. Con minori qualificazioni, tuttavia, la legge può essere brevemente riassunta nel seguente modo: quando due o più tipi di denaro sono in circolazione nello stesso mercato, tutti aventi essenzialmente gli stessi privilegi secondo la legge, i costumi e la gente, il denaro più povero scaccerà dalla circolazione il miglior denaro; stabilito che la totale offerta di tutti i tipi di denaro sia sufficientemente ampia da rendere il denaro talmente economico che il miglior denaro abbia più valore all’esterno della circolazione attiva per l’accumulo, la commerciabilità o l’esportazione rispetto all’attuale circolazione; e stabilito inoltre che non si sviluppino altri sistemi di valute, sotto i quali ci sono differenti prezzi delle merci per i pagamenti fatti nelle diverse valute.
  3. C.S. Richards, Currency in South Africa before Union, ristampa in E.W. Kemmerer e G. Vissering, Report on the Resumption of Gold Payments by the Union of South Africa (1925), p. 537.
  4. Vedi Edwin Walter Kemmerer, “Mexico’s Monetary Experience in 1917,” American Economic Review (March 1918), pp. 261–62; anche le esperienze dei paesi scandinavi e della Spagna, 1916–1919, nel Federal Reserve Bulletin (1919), pp. 1039–42 e (1920), pp. 35–46.
  5. Queste unità di misura nei paesi avanzati sono determinate meticolosamente dalla legge. Per esempio, la yarda standard dell’Impero Britannico è definita dalla legge come distanza a 62°F. tra due sottili linee incise su borchie dorate, affondate in una barra bronzea che è in possesso del governo.
  6. W. Stanley Jevons, Money and the Mechanism of Exchange, pp. 46–47.
  7. Vedi Federal Reserve Bulletin (1935), p. 822 e (1943), p. 1201.
  8. Queste tre caratteristiche si applicano anche all’argento, sotto un silver standard e sia all’oro che all’argento in un sistema bimetallico di successo.
  9. Legge del 14 marzo 1900, sezione 1.
  10. La nostra zecca ed i nostri uffici del saggio dei metalli preziosi (dopo il 14 giugno 1873) non fecero pagare a nessuno per il processo di conio, ma fecero pagare ai depositanti di lingotti d’oro piccole tariffe per coprire tali costi come quelli per lo scioglimento, la raffinazione e l’uonione in lega.
  11. Un privilegio di conio libero si applicherebbe all’argento in un paese a silver standard ed a un paese bimetallico con oro ed argento.

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From → ECONOMIA, ORO

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