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Il liberalismo cerca di difendere gli individui dal potere

7 febbraio 2011

La parola “libertà” ha molteplici significati, spesso incompatibili tra loro, e così anche la parola “liberalismo”. I vari pensatori liberali, da Hume ad Hayek, hanno definito il liberalismo partendo da basi eterogenee: legali, economiche, costituzionali, o sociologiche.

Il vero filo conduttore che unisce autori apparentemente dissimili come Ludwig von Mises e John Locke è stata proposto da Angelo Panebianco in “Il potere, lo Stato, la libertà“: il liberalismo è la dottrina che cerca di difendere l’individuo dal potere. Potere che può essere pubblico (lo Stato), o privato (la mafia), domestico o straniero, democratico o autoritario. Liberalismo è il diritto di ogni individuo di usare il proprio corpo, le proprie facoltà fisiche ed intellettuali e le proprie risorse come meglio crede, perseguendo gli obiettivi che preferisce e percorrendo le strade che ritiene più opportune, senza dover sottostare all’arbitrio di un criminale, di un despota, o di un’assemblea di cosiddetti “rappresentanti del popolo” dai poteri sterminati e incontrollabili.

I vari pensatori liberali differiscono, o meglio, si integrano e completano gli uni con gli altri, in base almeccanismo che propongono per controllare il potere: chi la costituzione (come James Buchanan), chi ildiritto (come Bruno Leoni), chi l’economia (come Ludwig von Mises), chi la sociologia (come Bertrand de Jouvenel), chi l’etica (come Murray Rothbard). Il fattore unificante è il tentativo di proteggere i diritti individuali dall’aggressione del potere: difendere la vita, la libertà e la proprietà – usando la terminologia del padre di tutti i liberali, John Locke – dall’arbitrio, dalla spoliazione, dall’ingiustizia. …

Siccome la concentrazione maggiore di potere nella società si ha nello Stato, il liberalismo vuole in primis difendere l’individuo dal proprio Stato, costringendo quest’ultimo a rispettare determinati diritti individuali e ad operare secondo certi principi ed entro precisi limiti. Non è però necessario che sia così: il liberale ha tanti potenziali avversari quanto sono le potenziali fonti di potere e oppressione, che sia il proprio Stato, uno Stato straniero, o un’organizzazione a delinquere. Anche se non è sempre vero, di norma la prima e più importante fonte di aggressione sistematica dei diritti individuali è lo Stato.

Come ogni proposta politica, il liberalismo si basa su certi valori: il rispetto per la vita, la libertà e la proprietà degli individui. Liberale è il diritto di scegliere cosa fare della propria vita invece di essere sottoposto a processi decisionali in cui il cittadino è costretto a subire le scelte della classe politica con in mano l’unica arma, per giunta spuntata, di poter mettere una crocetta su un pezzo di carta ogni tot anni. È il diritto di non essere un accattone che di mestiere fa l’elettore, come afferma Dario Antiseri.

Per difendere la società dallo Stato servono in realtà garanzie ben più efficaci del voto: servono costituzioni in grado di vincolare e separare i poteri, serve un’economia libera e autonoma dallo Stato, servono vincoli di bilancio rigidi per limitare gli interventi pubblici, servono diritti di proprietà largamente indipendenti dall’arbitraria volontà dei Parlamenti e iscritti nei principi e nella prassi del diritto, servono gruppi sociali autonomi dallo Stato e in grado di sostituirsi ad esso nel produrre beni pubblici (i cosiddetti “corpi intermedi”), servono principi legali che difendano l’individuo dall’arbitrio del potere, serve trasparenza nella Pubblica Amministrazione, serve la libertà di muoversi, di esprimersi, di scrivere e di professare credenze.

Come ogni proposta politica, il liberalismo è sorretto da una serie di convincimenti riguardanti le conseguenze di determinate politiche e determinate istituzioni sulla società umana. Anche se gli interessi e le teorie professate dai vari liberali possono essere le più diverse, il liberale vede in genere di buon occhio la libertà economica, l’iniziativa privata, i processi di scelta decentrati (come il federalismo), la concorrenza e la competizione, i contratti tra privati, le iniziative sociali che hanno origine dagli sforzi dei privati, e crede che la crescita economica, la sostenibilità dei conti pubblici, la buona occupazione, la stabilità economica e l’accumulo del risparmio sarebbero obiettivi molto più a portata di mano in un contesto di libertà economica piuttosto che nell’attuale contesto di interventismo sistematico.

di Pietro Monsurrò

link: http://www.libertiamo.it/2011/01/29/il-liberalismo-cerca-di-difendere-gli-individui-dal-potere/

From → POLITICA

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