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Socialismo e carestia

30 gennaio 2011

di Henry Hazlitt


Larry Fertig, Mises, Leonard Read, and Henry Hazlitt


“L’India sta soffrendo per gli alti prezzi ed una scarsità di cibo. Entrambe le cose sono state causate dalle politiche del governo. Per anni ha assecondato l’inflazione monetaria, i controlli, la pianificazione statale, il socialismo ed un’industrializzazione forzata che devia il capitale ed il lavoro dall’agricoltura.

 

Allarmato da rivolte per il cibo, il governo sta prendendo misure drastiche. La maggior parte sono esattamente misure sbagliate. Ha messo un tetto al prezzo del riso ed ha annunciato controlli sui prezzi dei cerini, del petrolio, del kerosene, dello zucchero e degli oli vegetali. Questo è esattamente il passo che farà scoraggiare molto, la produzione di queste necessità. Quando c’è una scarsità di un qualsiasi prodotto la cura è prezzi alti, non prezzi bassi. In un libero mercato senza inflazione, gli alti prezzi per un qualsiasi prodotto segnalano una scarsità di quel prodotto e danno massimi incentivi ai produttori ed agli importatori per alleviare la scarsità.

 

Il governo Indiano, in cerca di capri espiatori, ha accusato gli “speculatori” e gli “accaparratori” annunciando l’imposizione di rigidi controlli sugli acquisti, le vendite, l’immagazzinamento ed il trasporto dei cereali. Ma gli speculatori e gli accaparratori, quando agiscono realmente nel loro interesse, svolgono un servizio pubblico. Se sono nel giusto pensando che se trattengono ora otterranno un prezzo più alto dopo, ciò vuol dire che stanno conservando riserve ora per alleviare una anche maggiore scarsità nel futuro. A meno che non vendano al punto di massima scarsità, perdono il loro miglior mercato e si auto-sabotano.

 

 

Russia contro India


Ma il governo Indiano, sfiduciando l’intero meccanismo del mercato privato, sta imbastendo una corporazione governativa del grano per commerciare ed importare il cibo. La grande ironia è che non appena il governo Indiano ha annunciato questa nuova imitazione della Russia, quest’ultima ha deciso di muoversi nell’esatta direzione opposta.

 

Nei primi di agosto il premier Khruschev ha proposto che fattorie di patate e vegetali vendano la loro produzione direttamente attraverso i negozi delle loro città invece di commerciarli tramite la rete commerciale del governo. Il vantaggio di tale sistema, ha spiegato, è che il consumatore sarebbe in grado di respingere il prodotto di povera qualità in un negozio, a favore di un prodotto di più alta qualità offerto da un altro negozio agricolo. A causa dell’inaffidabile sistema di rifornimento dei canali commerciali dello Stato e la bassa qualità del prodotto offerto, i lavoratori delle città Sovietiche, come anche i contadini negli ultimi anni, hanno coltivato i propri orti. Nel 1962 il 70% del raccolto nazionale di patate ed il 42% dei vegetali è stato prodotto in questi orti privati.

 

 

Proprietà Privata


Finora i guadagni netti delle fattorie collettive sono stati divisi tra i membri sulla base del lavoro svolto, calcolato in unità di giorni lavorativi. Ciò deve essere rimpiazzato da un sistema di pagamenti connesso direttamente alla quantità ed alla qualità della produzione. Come Khruschev ha riassunto in una domanda che pose ad un guidatore di trattori in un campo di grano: “Come ti sentiresti se ti venisse assegnata una determinata porzione di terra dove saresti responsabile di tutte le operazioni, l’aratura, la semina, la coltivazione, la mietitura, e saresti pagato in base al raccolto prodotto?”

 

Idea meravigliosa! L’equivalente di un affitto privato! E’, infatti, un terzo di un cammino — o un’avanzamento — verso la proprietà privata. Solo due ulteriori passi sarebbero necessari alla completa riforma. Quello successivo sarebbe permettere al contadino di avere diritti permanenti su un’orto. Ciò gli darebbe l’incentivo di conservare e ricostituire il terreno per migliorare le costruzioni, ecc. Il passo finale sarebbe dare ad ogni contadino il diritto di comprare o vendere orti. I contadini di successo acquisirebbero quindi più orti da chi non ha avuto successo e la produzione frutterà sempre di più nelle mani del più efficiente e produttivo — incrementando costantemente l’efficienza e la produzione.

 

I comunisti Cinesi hanno quasi ragione quando accusano Khruschev di flirtare con il capitalismo. Se continua in questa direzione, mentre noi continuiamo la nostra deriva verso il socialismo, la Russia potrebbe un giorno produrre in maggior numero rispetto a noi. Nel frattempo l’India socialista e la Russia comunista devono importare cibo dall’America capitalista per riprendersi.”

 

 

[*] traduzione di Johnny Cloaca

link: http://johnnycloaca.blogspot.com/2011/01/socialismo-e-carestia.html

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Note

  1. [Questo articolo originariamente apparve come “Socialismo e Carestia” su Newsweek, il 31 agosto 1964.]
  2. fonte originale: LINK

From → ECONOMIA

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