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La Borsa va. E Qualcuno Canta Vittoria

28 gennaio 2011

 

La corsa delle borse americane continua. Ieri è suonata nuovamente la campanella dei 12000 punti di Dow Jones, che non si vedevano dal giugno 2008. Non c’è spazio neppure per una breve pausa di riflessione. Un trend rialzista che a guardarlo dovrebbe rispecchiare una rosea situazione economica. Invece…

 

…invece il deficit fiscale statunitense è ora previsto al 10¾ per cento nel 2011 (più che doppio rispetto a quello dell’area euro), ed il debito governativo lordo è previsto eccedere il 110 per cento del Pil nel 2016. Il debito complessivo è di oltre 14 trilioni di dollari, la disoccupazione reale supera abbondantemente le due cifre e all’orizzonte non si vede nulla che possa interrompere questo treno in corsa che sta deragliando…

 

… e nonostante ciò le borse salgono. Si quelle salgono, la benzina per spingerle su non manca: dal 2008 la FED tiene i tassi a zero e stampa miliardi di dollari digitali, inondando tutti i mercati. E le borse continuano a salire.

 

La sfida sui mercati è stata vinta, scrivono gli economisti mainstream. Parlano di vittoria. Il tenore di vita scende costantemente anno dopo anno e questi parlano di vittoria. Il bene economico più importante di tutti, quello con cui si regolano gli scambi commerciali perde costantemente valore, e questi cantano vittoria.

 

Nei paesi più poveri scoppiano rivolte a causa degli aumenti di prezzo, e loro parlano di vittoria, vittoria sui mercati. Ma quale mercato?! Il mercato è morto, ucciso dalle banche centrali, quello che rimane è oramai da troppo tempo solo un surrogato non più in grado di veicolare e trasmettere informazioni corrette agli agenti economici.

 

Gli interventi dei governi a sostegno dei vari settori dell’economia e quelli sempre più massicci delle banche centrali, diretti o indiretti che siano, hanno alterato e corrotto tutti i prezzi dei mercati finanziari, hanno alterato e corrotto il valore del denaro.

 

Imponendo un tasso artificiale al mercato e alterando la base monetaria, cresciuta a ritmi del 10 -15 % l’anno, stanno nuovamente gonfiando bolle di ogni tipo mentre continuano a distruggere il risparmio, remunerato da oltre una decade con tassi reali negativi.

 

L’espansione di moneta costituisce un vero atto di confisca operata dallo stato via banche centrali.  Un processo, quello inflattivo, che insieme al prelievo fiscale rappresenta un vero esproprio per chi onestamente produce ricchezza con il proprio lavoro. In simili condizione scenari di rialzo sulle borse si possono concretizzare solo ed esclusivamente in un contesto fortemente inflattivo.

 

Le Borse, eventualmente, continueranno a salire recuperando il valore nominale del caro prezzi, cioè dello svilimento della moneta, ma nel lungo termine continueranno a perdere terreno in rapporto alla valuta incorruttibile di riferimento: l’oro. La finanza ha vinto, anzi sta vincendo il suo ennesimo Round, ma la partita è lunga e purtroppo il costo per i danni arrecati al sistema economico cresce giorno dopo giorno.

 

link: http://www.usemlab.com/index.php?option=com_content&view=article&id=627:e-qualcuno-canta-vittoria&catid=15:mercati-azionari&Itemid=170

From → ECONOMIA

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