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La lezione di Scaglia

11 dicembre 2010

La vicenda dell’ex capo azienda di Fastweb è paradigmatica della giungla giuridica anti-mercato.



Silvio Scaglia è privo della libertà personale da 286 giorni. E’ agli arresti domiciliari dal 17 maggio, dopo essere stato in carcere a partire dal 26 febbraio. Nel 2008, l’intensità degli investimenti diretti esteri in Italia – cioè la media tra quelli in entrata e quelli in uscita dal paese – valeva l’1,3 per cento del pil, contro una media del 2,2 per cento nell’Ue a 27 e del 2,6 per cento nell’Eurozona. Nei quasi dieci mesi trascorsi dalla sua incarcerazione, Scaglia è stato sentito una sola volta, il 12 aprile. …Da allora viene mantenuto sotto chiave senza che la sua opinione, o la sua versione dei fatti, siano ritenute di alcun interesse da parte dei magistrati che indagano sulla “truffa carosello”: anzi, è condannato al “regime del silenzio”. Nella classifica della competitività del World Economie Forum, l’Italia occupa il quarantottesimo posto: dei 27 stati membri dell’Unione europea, solo 7 fanno peggio di noi. Siamo ultimi in Europa, e centoventinovesimi al mondo, per l’efficienza del sistema legale. Secondo la legge, sono tre i casi in cui è consentita la custodia cautelare: il pericolo di fuga, la reiterazione del reato e l’inquinamento delle prove.

Pensare che Scaglia possa fuggire offende l’intelligenza di chi ci crede, visto che è tornato spontaneamente dall’estero proprio per consegnarsi alla “giustizia”. Il reato non può essere reiterato, poiché Scaglia non ha più alcun incarico operativo in Fastweb. Quanto all’inquinamento delle prove, i fatti risalgono al più tardi all’inizio del 2007, e gli inquirenti li stanno passando al setaccio da anni. Nella classifica “Doing Business 2011” della Banca mondiale, l’Italia occupa l’ottantesimo posto, quattro posizioni indietro rispetto all’edizione 2010. L’indicatore più critico è quello relativo all’enforcement dei contratti – una misura indiretta dell’efficienza del nostro sistema giudiziario – dove arriviamo centocinquantasettesimi. Sempre la Banca mondiale compila un’indagine sui “World Governance Indicators”: alla voce “rule of law”, l’Italia è sessantatreesima.
Scaglia sostiene di essere vittima, non artefice, della truffa. In quanto vittima, ovviamente non è in grado di fornire informazioni che i pm ritengano interessanti. Proprio per questo è stato e rimane rinchiuso. Nonostante i termini della custodia cautelare siano scaduti lo scorso 25 agosto, la procura ha chiesto il rito immediato, che consente di avviare un nuovo conteggio fino a un massimo di 365 giorni.
Gli investimenti diretti esteri sono molto sensibili all’affidabilità del quadro legale dei paesi verso cui si orientano. Un paese dove le norme siano confuse, o applicate in modo imprevedibile, o incerte a causa di cambiamenti continui e imprevedibili, è una meta poco desiderabile. Secondo quanto riassume l’ebook “Il caso Scaglia”, illustrato da Vincino, e scaricabile dal blog http://www.silvioscaglia.it, i “gravi indizi” riportati nell’ordinanza d’arresto sarebbero il possesso, da parte del manager, di “almeno un conto corrente a Hong Kong dove terminava l’operazione di riciclaggio” (il conto appartiene a una società acquisita da Scaglia nel 2009) e “la residenza a Londra dove hanno sede alcune società utilizzate per il riciclaggio” (Scaglia abita nella capitale britannica, con la famiglia, dal 2007).
Attirare investimenti diretti esteri è importante perché essi sono direttamente e fortemente correlati allo sviluppo tecnologico e alla crescita economica. Fin dal 1990, l’Italia è tra i paesi europei con i più bassi tassi di crescita economica: la recessione del 2008-2009 ha pressoché distrutto i progressi compiuti nel decennio precedente. L’azienda fondata da Scaglia, Fastweb, e la controllata di Telecom Italia, Sparkle, sono rimaste impigliate nelle maglie della legge 231, che attribuisce alle imprese e ai loro dirigenti la responsabilità di specifici reati compiuti dai dipendenti. Sicché nel nostro paese la responsabilità penale non sempre è personale, a dispetto della Costituzione. Per di più, la norma è fumosa per quel che riguarda la sua applicazione, così nessuno, per quanto si impegni, può essere veramente certo di essere a posto con tutte le possibili sue interpretazioni. La 231 è l’equivalente giuridico di una scheggia impazzita: può colpire chiunque, senza preavviso e senza possibilità di mettersi al riparo. Sembrano due articoli diversi, quello su Scaglia e quello sugli investimenti diretti esteri. Invece sono lo stesso articolo, perché il trattamento riservato a Scaglia è una sineddoche delle ragioni per cui gli stranieri non investono in Italia. Se è colpevole o no, lo sapremo alla fine del processo. Ma il trattamento che gli è stato riservato è incivile a prescindere dalla sua colpevolezza. Perché, fino a prova contraria, siamo tutti non colpevoli. Compreso Scaglia. Se qualcuno scrivesse una canzone per Silvio, quella canzone potrebbe dire: “Lo vedo con la sua maglietta addosso con su scritte le parole / che sempre l’ignoranza fa paura ed il silenzio è uguale a morte”.

di Carlo Stagnaro, da Brunoleoni.it

link: http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=9887

From → GIUSTIZIA, ITALIA

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