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Un bel mondo nuovo: L’Inghilterra reintrodurrà il Goldstandard?

27 novembre 2010

Uno sguardo nelle profondità del Governo ombra. Alcuni giorni fa Lord James of Blackheath ha tenuto un sorprendente discorso alla Camera alta inglese avvertendo dell’imminente crollo dell’industria alimentare inglese e del commercio al dettaglio, il Goldstandard una misteriosa e straricca istituzione come vero potere e strumento funzionale della classe più elevata dell’elite inglese. La presentazione di  Blackheaths è stata una gigantesca doccia gelata per tutti gli osservatori, che sono ancora immersi nel mondo della “Teoria del caso”

Come membro del Movimento Libertario puntualmente si è analizzata la situazione, si sono fatti riferimenti storici e abbiamo ipotizzato che la prima nazione che inizierà una riforma valutaria sarà la Gran Bretagna. Queste supposizioni si basano anche sulla presentazione, da parte del parlamentare inglese Douglas Carswell a metà settembre di una proposta di legge, che proibisce alle banche di creare denaro dal nulla.

Con la proposta di legge Carswell si eleverebbe la quota di capitale delle banche al 100%.

Carswell spiega:

“A chi appartengono i soldi sul vostro conto bancario? Questa domanda ha effetti profondi. Secondo una ricerca della Ipsos MORI oltre il 70% degli intervistati inglesi ritiene che sia loro, quando fate un versamento su un conto bancario – ma così non è purtroppo. I depositi su un conto bancario, come da oltre 200 anni  regolamentato dalla legge di precedenza, appartengono molto più alla banca che non al correntista………….

La mia legge non è solo un provvedimento in difesa del consumatore; ha l’obiettivo di ridimensionare l’eccezione giuridica a favore delle banche, che avranno profondi effetti anche nell’economia reale. Più esattamente, siccome le banche sono in grado di trattare i depositi come una gigantesca piramide, sono di conseguenza nella condizione di creare credito. Nella maggior parte dei settori imprenditoriali si reagisce ad un aumento di domanda con un aumento di produzione. Il privilegio giuridico delle banche, invece, esonera le banche da questo meccanismo di mercato – con conseguenze inaudite…….

Se questo meccanismo dovesse funzionare, come dovrebbe, ad un aumento di domanda di credito si verificherebbe un aumento del prezzo del credito –il tasso d’interesse- per attirare risparmio. Il risultato sarebbe che sempre più persone inizierebbero a risparmiare in quanto il tasso d’interesse aumenta. Ciò consentirebbe alle banche di bilanciare la richiesta di credito con i risparmi. Mentre le banche come altri imprenditori, si renderebbero conto, che, quando la richiesta per quello che offrono, aumenta, le loro possibilità di reperire del credito diminuiscono grazie ai meccanismi del mercato che lo limitano. A causa della riserva frazionaria questo non succede. Le banche, che possono trattare i soldi dei risparmiatori come i propri, possono espandere la disponibilità di credito senza doverne aumentare il prezzo. Il meccanismo di formazione del prezzo non funziona per gli aumenti di richiesta di credito, come dovrebbe essere.”

Con l’introduzione del progetto di legge di Carswells si tratterebbe di un importante precedente. Mai venne presentato nella storia recente “delle democrazie occidentali” un progetto di legge per l’abolizione della “riserva frazionaria” delle banche private e delle banche d’affari.  Questo meccanismo viene trattato nel mondo occidentale come una mucca sacra, alla stessa stregua di come si tratta l’emissione di moneta  debito da parte delle banche centrali e dei collegati ministeri finanziari.

E in questo contesto ha un rilevante significato comprendere il ruolo della Gran Bretagna. Nessun elite di altri grandi paesi sa meglio difendere i propri interessi sia nazionali che globali. Le elite britanniche –che da secoli rappresentano una più o meno logorata casta- sono state determinanti  alla formazione delle attuali strutture governative.

La „City of London“ è di gran lunga il maggiore centro finanziario del mondo – e questo non solo da oggi ma questo già da secoli.

La City di Londra non va confusa con Londra, bensì si tratta di un territorio all’interno di Londra di 2,6 chilometri quadrati che dall’anno 886 gode di una legislazione speciale e si auto amministra secondo leggi proprie ocme porto franco, cosa fin ora rimasta invariata:

La City si compete con New York City il rango di capitale mondiale della finanza e molti istituti del mondo bancario e del mondo assicurativo hanno là la loro sede principale. La borsa di Londra (Azioni ed investimenti), Lloyd’s of London (Assicurazioni) e la banca centrale inglese hanno sede nella City. Oltre 500 banche hanno i loro uffici nella City e la City è indiscusso leader nel commercio degli Eurobond, Valute, Futures energetici e assicurazioni per tutto il mondo.

Londra è il maggior mercato mondiale di valuta nonostante buona parte di queste transazioni avvengono nella City of   London. Del volume totale di 3.980 miliardi di USD, che sono stati mediati nel 2007, a  Londra sono stati commercializzati circa 1.360 miliardi di USD, corrispondente al 34,1% dell’ammontare totale.

La sterlina inglese, la valuta del regno unito, è la terza valuta più trattata al mondo ed è al terzo posto come valuta di riserva.

Le elite inglesi sono pericolosissime e lavorano da secoli con successo al dominio ed al controllo del sistema. In collegamento con l’establishment nordamericano dispongono di immense risorse con l’obiettivo di progettare e realizzare i loro interessi, che innanzitutto si ottengono e vengono resi possibili con l’ausilio di una miriade di fabbriche di pensiero, ricchissime fondazioni e numerosissime persone poste in posizione chiave degli organismi politici e statali .

Le elite inglesi hanno creato la realtà per le masse, come nella storia recente nessun’altro gruppo dell’establishment globale è riuscito a realizzare, una situazione testimoniata da autori come Julian Huxley, Aldous Huxley, Bertrand Russel, H. G. Wells, Caroll Quigley.

Alle elite inglesi è altrettanto chiaro che a causa della crisi economico-sociale – che avrebbe potuto essere largamente prevista- in moltissimi stati vi saranno sconvolgimenti politico economici. E non si può ignorare che le elite inglesi non saranno disposte a subire passivamente tali mutamenti, a perdere potere, influenza.

Molto più importante è la continuità storica della casta dominante che desiderano continuare ad essere creatori di ricchezza, soldi, cultura e realtà anche nel futuro per continuare ad essere i signori del mondo. E’ per questo e con questo collegata oltre a molto probabilmente, che la City sia arrivata alla convinzione, che la moneta mondiale come “Bancor” o diritti straordinari di prelievo non verrebbero accettati da parte degli investitori internazionali ma neppure dai popoli degli altri stati ne ora ne mai.

Dovesse l’Inghilterra, come primo Stato, introdurre un sistema monetario senza concorrenza, prenderebbe le distanze dalle altre nazioni industrializzate- che a causa del sistema monetario a debito, della riserva frazionale e del pesante debito pubblico sono costrette alla miseria- diventando interessante ed affidabile per gli investimenti.

Per questo motivo, la Gran Bretagna dovrebbe essere il primo o uno dei primi stati occidentali che sono in attesa di attuare  una riforma monetaria  che vede fra uno dei primi provvedimenti l’abolizione della riserva frazionale e ci sorprenderà introducendo una valuta legata totalmente o parzialmente a riserve di oro o argento.

Alcuni giorni fa Lord Blackheath ha tenuto un discorso alla camera alta, che non solo prospetta la possibilità di un ritorno ad una nuova valuta, bensì getta uno sguardo anche sulla mentalità, sul mondo dell’elite dominante, le quali notoriamente si sottraggono all’osservazione di osservatori critici, per comodità mentale e con l’aiuto di processi di razionalizzazione si tengono lontani dai riflettori.

L’autore di questo articolo consiglia di leggere con grande attenzione la trascrizione del discorso di Lord Blackheath, in quanto il singolare pensiero di un individuo non presenta solo il metodo per valutare e prendere coscienza della realtà, bensì rappresenta anche l’unica speranza per le future generazioni del popolo italiano e l’unica possibilità di prospettarsi una vita libera e autodeterminata!!!!!!!!

Lord James of Blackheath, 01.11.2010, 22:42 Uhr, House of Lords:

„Signori miei, non so, cosa voi abbiate fatto per dovermi ascoltare ad un’ora così tarda, so solo che così è. Oggi è stato un giorno bellissimo. In particolare ho apprezzato i commenti della baronessa Lady Browning sul tema “Brigadoon” che fu il primo spettacolo a cui assistei a West End. Non credo che afferrai il punto. In quanto in “brigadoon” due giovani trovano un villaggio che un incantesimo fa apparire ogni 100 anni. E’ uno spettacolo incredibile per l’opposizione.

Da questa parte abbiamo ascoltato oggi innumerevoli interventi preoccupati e scandalizzati sul futuro ed altri che portano ottimismo. Sono preoccupato di capire qual è il senso comune. L’insegnamento di una vita relativamente lunga è, qualcosa non è solo buona o solo cattiva, come ci si attenderebbe. E’ probabilmente che vi dovrebbe essere un po’ più di unità fra di noi in determinati momenti, più di quanto previsto. Possiamo sostenere questo processo, perché la crescita potrà esserci, in funzione di quanto entrambe le parti contribuiranno. Tanta più crescita potremo raggiungere maggior spazio d’azione avremo per affrontare una delle peggiori catastrofi, che imprevedibilmente ha colpito – dato che in politica tutto è imprevedibile.

Parlerò un po’ delle possibilità di crescita, che noi forse siamo ancora nella condizione di creare, e ciò che noi possiamo fare. Come appunto in precedenza accennavo una delle mie maggiori messaggi è una lezione appresa da Sir Kenneth Cork, colui che più di tutti mi illuminò su ciò che conosco in merito al salvataggio di gruppi industriale. E’, impossibile salvare un’impresa che non ha un passato di successo. Tutto ciò che non ha un passato di successo, è [solamente] una giovane impresa non rodata. Ci si deve liberare, per potersi concentrare sulle imprese con un passato di successo. Dove sono oggi le imprese dal glorioso passato? Giacciono quasi senza sensi nelle sale di rianimazione delle banche. Non riescono ad uscire da quel luogo in quanto la maggior parte di loro è vittima della loro stessa capacità produttiva superiore alle richieste del mercato. Si tratta di una situazione molto dispendiosa dalla quale si vuole uscire solo quando ci si è dentro. All’inizio degli anni ’70 questo venne presentato con molto impegno e abbastanza successo in tutta una serie di presentazioni nominato le tre Is: investimenti e industria [e infrastrutture]. Una delle maggiori tragedie dei nostri tempi e della nostra economia è che delle tre Is non ci è rimasto oggi nulla che si possa dire funzionante. Ma di ciò abbiamo urgente bisogno.

Io sono un sostenitore del principio secondo cui catastrofi collettive colpiscono imprese e infrastrutture omogenee. Permettetemi di fare un esempio. Nel corrispondente momento quest’anno l’industria automobilistica ha diminuito l’esportazione di 500 mila autovetture. Sarebbero state un importante contributo e un fattore economico importante – riguardo alla produzione come per i salari, che sarebbero andati agli uomini che le avrebbero assemblate, e anche per il valore d’esportazione che avrebbero avuto. Perche? E’, in quanto le banche da un paio di anni a questa parte, hanno fatto il loro scherzo: hanno visto che molti mercati esteri avevano tempi lunghi di consegna, per cui hanno dato il denaro necessario a finanziare la produzione. Gli ordini entrarono, presero i soldi, allargarono gli impianti produttivi, ma a quel punto le aziende dell’indotto automobilistico non disponevano dei capitali necessari per soddisfare la richiesta di motori diesel, che appunto erano richiesti, e non potendo soddisfare la richiesta l’export inglese di automobili non poteva soddisfare le esigenze d’esportazione e non è stata in grado di mantenere la sua posizione sula scena internazionale.

Questo problema è ora stato in larga parte risolto, ma ora un altro problema potrebbe presentarcisi. La prossima grande crisi si presenterà nella seconda metà di febbraio del prossimo anno, quando la crisi ciclica del commercio al dettaglio si presenterà più grave che mai. Dovremo prevedere centri commerciali devastati, con negozi chiusi e personale in eccesso mandato sulla strada insomma una triste prospettiva.

Cosa succede nel settore bancario, è che a loro risulta chiaro che ogni anno nelle prime due settimane di febbraio  la capacità delle carte di credito è esaurita per pagare prodotti natalizi e il commercio al dettaglio segna i fatturati minimi dell’anno.  Le banche sono attente ed osservano e sono pronte ad agire. Vi ricordate di Woolworth? Chi sarà il prossimo?

Insomma necessitiamo di qualcuno in grado di progettare e gestire una strategia in grado di salvaguardare l’economia del commercio al dettaglio da una prossima possibile catastrofe. Una delle mie maggiori preoccupazioni che momentaneamente ho è che la persona che potrebbe svolgere questo compito, Sir Philip Green è attualmente impegnata con altri incarichi e spero che il governo voglia rivolgersi a lui non appena completato l’incarico attuale, affidandogli il compito di sottrarre i migliori pezzi del commerci al dettaglio britannico dalle sgrinfie delle banche, organizzando una versione rinnovata di sostegno pubblico per i piccoli esercizi commerciali che necessitano urgentemente di sostegno andando contro la realtà che una minima parte degli interessi delle banche viene toccata  e ciò non significa tradire l’interesse delle grandi banche [bensì al contrario] ritoccare il quadro degli assetti proprietari. Questo è quello che i tre Is devono fare, ciò che in passato così brillantemente hanno adempiuto e per lo stesso motivo dobbiamo tornare ad avere.

Un ulteriore elemento del contrastante mondo   fuori di qui è la possibile cascata di fallimenti collettivi della moderna industria alimentare.

Tanto più si sposta il punto d’equilibrio dai piccoli negozi ai grossi gruppi di distribuzione tanto maggiore è l’adattamento dell’industria alimentare alla crescente richiesta di prodotti alimentari a basso costo. Chiaramente anche in questo caso cadiamo nella trappola e abbiamo costruito e finanziato una capacità produttiva di lunga superiore a quello che possono essere le richieste del mercato col risultato che i commercianti di alimentari si sfregano le mani  e possono dirsi: “Siamo in grado di ridurre e di spingere i prezzi così in basso da togliere il respiro a chiunque” e i fornitori arriveranno ad un punto da dover dichiarare, nei prossimi mesi, una serie di fallimenti a catena. Ed anche questo è un rilevante fattore sociale che dovremo prossimamente affrontare. Dovremo cercare di mantenere la capacità di produrre alimenti a basso costo per non modificare la struttura sociale e continuare ad alimentarle, ma purtroppo dovremo assistere, a causa della ipercapacità produttiva, alla perdita di questo settore industriale e che porterà nelle catene di distribuzione i prezzi ad aumentare.

E questa sarà l’altra catastrofe a cui dovremo assistere e noi dobbiamo mantenere una prospettiva che tenga conto di tutti gli elementi dall’alto in basso, per capire cosa fare.

Ho portato a lor nobili signori tre esempi, che io credo e per cui sono convinto, dobbiamo far qualcosa per la realizzazione dei tre if e le rispettive linee guida, per la cui messa in pratica necessitiamo di un assegno di 5 miliardi di sterline, per poterlo realizzare. Comunque questi 5 miliardi di GBP non sono a disposizione; al contrario non disponiamo neppure della metà di tale importo, per mettere in atto questo progetto. Cosa facciamo quindi? Su questo punto prego il mio nobile amico Lord Sassoon di scusarmi, in quanto tratterò un tema di sua competenza e di cui io non dovrei occuparmi ma trattandosi di questioni che richiedono particolare attenzione  desidero informarne ance lor nobil signori. Mi dispiace, anche, che il mio nobile amico Lord Strathclyde non sia al momento fra di noi, ma l’argomento riguarda ed investe in maniera importante anche lui.

Nelle ultime 20 settimane sono stato coinvolto in un confronto-dialogo con altri due nobili Lord, nel corso del quale ho cercato di attrarre la loro attenzione in merito alla possibilità di pilotare una speciale organizzazione per reperire grandi quantitativi di denaro, con lo scopo di risollevare le sorti economiche di questo paese. In mancanza di un nome migliore, per il momento dovremmo chiamare questa organizzazione Fondazione x. Non è certamente il suo vero nome, ma per il momento dovrebbe essere a sufficienza. La fondazione x mi venne presentata 20 settimane fa da una prestigiosa ditta della City tramite degli alti funzionari del ministero delle finanze. Il suo amministratore delegato mi avvicinò e disse: “Abbiamo questa richiesta eccezionale per poter essere d’aiuto ad un’importante ristrutturazione finanziaria. Si tratta di un mucchio di soldi, ma necessitiamo del suo aiuto, per essere appoggiati e seguiti al fine di poter portare a compimento il nostro incarico”. Provai il colpo più forte della mia vita quando raccontai la cosa al mio amico Lord Strathclyde. Lui mi rispose: “Perché lei? Lei non è abbastanza importante, per poter rispondere ad una simile domanda”. Lui ha completamente ragione. Io non sono abbastanza importante, ma la risposta alla domanda successiva fu: “Lei non ha abbastanza esperienza per una cosa così”. Invece sì, io ce l’ho. Ho una delle maggiori esperienze riguardo al riciclaggio dei fondi terroristici e di denaro proveniente dal gioco d’azzardo, più di chiunque altro nella city. Ho amministrato miliardi di sterline del denaro proveniente da organizzazioni terroristiche.

[Interruzione e domanda del barone Hollis of Heigham: Dov’è finito?]

Non nelle mie tasche. Il mio maggior cliente fra i terroristi era l’IRA, e sono fortunato a poter dire che mi riuscì di trattare oltre 1 miliardo di sterline. I miei contatti erano ad ampio raggio ed avevo collegamenti anche con i terroristi nordafricani, ma la natura di questi contatti era decisamente di livello più infimo per cui non desidero parlarne oltre in quanto comunque ancora adesso tratta ed è argomento riservato alla sicurezza nazionale. Desidero precisare inoltre che non è opportuno coinvolgere la polizia, in quanto mi vedrei costretto a chiamare in aiuto la Banca d’Inghilterra come testimone a difesa, in quanto ingaggiato per risolvere questi problemi.

Il fatto è, che mentre svolgevo questi compiti straordinari, ho raccolto tutta una serie di numeri telefonici e contatti a cui avrei potuto rivolgermi, in caso questo si fosse reso necessario. La gente nella City, sapeva quindi, che quando necessitava di qualche cosa di speciale, o doveva verificare notizie strane, poteva rivolgersi a me  ed io avevo sempre un paio di numeri da formare per poter chiedere spiegazioni o consigli. La ditta della City venne da me e mi chiese, se per la fondazione x fossi stato in grado di dare un consiglio e un assenso.

Per 20 settimane non ho fatto altro che fare questo. Sono arrivato alla conclusione, che la fondazione x è autentica e sincera e che è suo desiderio far diventare il Regno unito il punto centrate che intende adesso usare, per gestire la sua grande ricchezza nel mondo, come parte di un esperimento, per risollevare le sorti dell’economia mondiale.

Telefonai al mio nobile amico Lord Strathclyde un sabato mattina. Credo che il poveretto fosse in giardino. Mi rimbalzò la palla così velocemente  di ritorno come mai avevo vissuto. Quando l’Inghilterra qualcosa come [Rugby meta] Twickenham sabato prossimo fa il pieno di punti , avremo delle possibilità contro [la squadra dei  neozelandesi] All Blacks. Poi ho continuato contattando il mio nobile amico Lord  Sassoon al telefono. Fin dall’inizio si è messo sulla difensiva, ha tenuto un atteggiamento staccato scettico e disse: “Ciò non può essere”. Nel corso della settimana seguente il mio nobile amico mi spiegò: “Va e parla con la Banca d’Inghilterra”. Allora chiamai il governatore e gli chiesi, se avesse potuto verificare la cosa per me. Dopo circa tre giorni mi richiamò e disse: “In una cosa simile ci si può perdere. Io non ce la faccio ad afferrare la questione neppure con le molle; è troppo difficile. Si rivolga al Ministero delle finanze”. E questo lo feci [con le parole]. “Ci lavorerò ancora”. Quindi portai con me uno dei massimi dirigenti della Fondazione x, affinché   il mio nobile amico Lord Strathclyde lo vedesse. Qui devo sottolineare che i primi incontri non furono di  grande successo. Nessuno dei due invitò l’altro a fine serata per un caffè o per un drink e neppure si scambiarono i numeri di telefono, per dare seguito agli incontri.

Io stesso mi trovai nella scomoda situazione che entrambe si comportavano in maniera paranoide, in quanto quelli della Fondazione x erano della profonda convinzione ed avevano le loro certezze. Loro ritenevano che solo chi ha l’autorità di un capo di stato potesse essere contattato o chi appartiene alla stretta cerchia delle sei persone più importanti al mondo. Si tratta di una situazione incredibile. I miei nobili amici Lord Sassoon e Lord Strathclyde mi avvicinarono adducendo argomenti che ammazzavano le mie iniziative e cercavano di convincermi che tutto quanto non potesse essere vero e cercavano di darmi motivo affinchè dimenticassimo tutti  quella faccenda. L’argomento del mio nobile amico Lord Sassoon era che queste persone ritengono di avere prove che dimostrano di aver depositato fondi per 5 miliardi di GBP su banche inglesi. Diedero le coordinate dei trasferimenti ed i dettagli dei bonifici. Il mio nobile amico Lord Sassoon disse , che se questo fosse veramente accaduto, la cosa non sarebbe certamente passata inosservata e sarebbe stata notata come un cane in chiesa. Non sarebbe mai stato possibile trasferire 5 miliardi di GBP su un conto senza influenzare i bilanci.

Ma mi ricordo che nello stesso tempo in cui venne fatto questo trasferimento, il nobile Lord Myners faceva gruppo e cerava di fare fronte sul tetto del Titanic del sistema bancario inglese. Quando in quel preciso momento proprio tre banche avevano, cosa che appunto il caso era, con diciamo un deficit di 1,5 miliardi GBP, si sarebbe potuto tranquillamente immettere un totale di 5 miliardi e in quel momento non sarebbe assolutamente stato rilevato che in ognuna delle tre banche vi fossero stati versamenti per 1,5 miliardi GBP e quindi l’intero importo sarebbe stato tranquillamente trasferito. Questa la ritenni un risposta logica, non so.

Il mio nobile amico Lord Strathclyde portò un altro argomento, completamente diverso. Disse, che la cosa non poteva quadrare, in quanto le persone durante gli incontri con lui ritenevano di poter far riferimento al goldstandard degli anni 20 e tutta la loro riserva valutaria sarebbe stata coperta dal controvalore in barre. Il mio nobile amico Lord Stranthclyde mi avvicinò e dallo studio di una analisi che aveva fatto  svolgere riteneva che la cosa doveva esser per forza irrealistica. Disse che la quantità di barre – che sarebbero state necessarie per coprire le riserve valutarie di cui ritenevano di disporre- corrispondevano ad un numero sicuramente superiore al valore delle barre estratte nella storia dell’uomo. Mi dispiace ma il mio amico nobile Lord Strathclyde si sbagliava, la sua analisi era errata. I dati a cui avevano acceduto, la fonte che avevano usato, e esiste solo una fonte di riferimento per la quantità di barre che dica quante barre siano mai state estratte dalla crosta terrestre li aveva tratti in errore. Questi dati pubblicati 12 anni fa dal National Geographic. La quantità riportata dalla rivista, veniva riportata in internet sei volte, vedi Google. Ognuno fa riferimento alla fonte originale, non esiste alcuna altra autorità che lo possa confermare e che comunque contrasta con i dati del Vaticano – la banca del Vaticano – smentisce queste supposizioni, la quantità totale delle barre……..

[Lord Blackheath viene interrotto e gli viene segnalata la durata  del suo discorso]

Considerato il valore totale delle riserve della banca del Vaticano queste sono decisamente superiori al valore totale dell’oro estratto dall’uomo in tutta la sua storia. Con questo voglio dire che non tutto è provato, non tutto è documentato.  La fondazione x dice di essere in grado di mettere a disposizione tutti i 5 miliardi di GBP per il rilancio dei tre If; il governo inglese può assumere l’autonoma gestione e controllo di tale somma – la fondazione x non vuole aver nulla a che fare, non vengono richiesti interessi; inoltre se il governo ne facesse richiesta e lo ritenesse necessario, sarebbero disponibili a mettere a disposizione denaro per il finanziamento di ospedali, scuole, costruzione di ferrovie e per altre cose ed entro natale potrebbero trasferire fino a 17 miliardi di GBP se questo fosse richiesto. Queste cose possono esser fatte, se si desidera, basta che un ministro responsabile del governo prenda contatto e fissi un appuntamento con l’amministratore delegato della fondazione x e poi possiamo concludere l’affare. Questo tema è troppo grande. Io sono un nobile di alto lignaggio e facilmente influenzabile  ed intendo arrivare alla verità. Dobbiamo verificare di che cosa veramente si tratta. Dobbiamo da questa situazione comprendere la verità.”

Lo spossato lettore deve crearsi la sua propria opinione in merito al discorso di Blackheath.

Ascoltate il discorso di Lord Blackheath: http://www.youtube.com/watch?v=SlwJPFEZ_-I&feature=player_embedded

L’autore di questo articolo, ritiene comunque, come accennato all’inizio dell’articolo, che la nobiltà britannica (probabilmente e parallelamente con gli USA)  intenda rovesciare il sistema monetario come un calzino, se questo è nell’interesse dell’establishment inglese ed americano.

L’Europa a causa della depressione  è di fronte a sconvolgimenti socio economici che minacciano il sistema. Dovesse questo avvenire, come alcuni osservatori ritengono ed hanno previsto ed il morbo percorresse le strade delle banche europee e contemporaneamente la gente rifiutasse l’artificiosa creazione di una moneta mondiale, sembra molto probabile che la Gran Bretagna  sarà se non la prima fra i primi stati che procederanno ad una drastica riforma monetaria, che avrebbe l’effetto di far diventare la City of London di nuovo un centro veramente interessante per gli investimenti.

Non si costruisce un impero che dura da 1.100 anni, e lasciare che tutto questo venga spazzato via da una grande depressione o da una mega depressione senza combattere. Da ciò certamente le elite inglesi dispongono sicuramente di un piano alternativo che vede le Nazioni Unite come governo mondiale e il Fondo monetario mondiale come banca centrale mondiale e ministro delle finanze mondiale.

nota di Mauro Meneghini, da Facebook.com

link originale: http://www.facebook.com/note.php?note_id=456216094271

From → ECONOMIA, ORO

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