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La vera lezione americana

11 novembre 2010

Il lettore che ha avuto la pazienza di seguirmi avrà notato il mio assordante silenzio (mi si perdoni il logoro ossimoro) sulla disfatta del ragazzo prodigio della Casa Bianca in occasione delle elezioni di mid-term. Il fatto è che “l’avevo detto io” è l’ultimo rifugio degli imbecilli e ricordare di avere previsto ad nauseam quanto sarebbe accaduto mi è parso non all’altezza della mia stupidità.
Le proporzioni della sconfitta dei democratici sono senza precedenti, quanto accaduto quest’anno fa apparire il crollo del 1994 come una bazzecola, se non una quisquilia o una pinzillacchera. Ben sessanta deputati sono passati ai repubblicani, dando loro la maggioranza alla Camera dei rappresentanti e ponendo termine al biennio di gloria della speaker più sinistrorsa di tutti i tempi, Nancy Pelosi, tanto amata in Italia quanto detestata negli Stati Uniti.
Ma non è questo il punto. Il fatto è che nel sistema elettorale americano e non solo è considerato molto improbabile che uno sfidante detronizzi l’uscente. …Read More

Quest’ultimo in genere ha avuto molti anni per farsi conoscere dai suoi elettori e conoscerli. In moltissimi casi ha usato il suo voto in Congresso per procurare alla sua base elettorale favori di ogni genere. Per questo è ritenuto donchisciottesco il tentativo di scalzarlo. Invece, un gran numero di deputati, senatori e governatori democratici ha dovuto fare le valigie, lasciare Washington e tornare al proprio collegio a mani vuote. Le ragioni di questo radicale cambiamento saranno forse oggetto anche di un mio prossimo articolo.
Per ora mi limito a rilevare un aspetto che non mi sembra abbia ricevuto adeguata attenzione da parte dei nostri commentatori. Eppure si tratta di un tema attualissimo per noi in un momento in cui da più parti s’invoca una riforma elettorale. Il sistema uninominale, maggioritario a un solo turno, vigente in USA, non è immune da difetti, ma i suoi pregi a me sembrano del tutto evidenti.
Ogni due anni gli americani sono chiamati a giudicare i loro rappresentanti e l’esecutivo, rinnovando per intero la Camera, un terzo del Senato e un gran numero di governatori. Col voto del 2 novembre gli americani hanno sonoramente bocciato il Presidente Obama, la sua amministrazione, il suo partito e mandato a casa i suoi complici in Congresso.
L’hanno fatto perché potevano farlo, dato che il loro sistema offre una scelta semplice, chiara e elementare: vuoi uno dei rappresentanti della maggioranza o preferisci un altro che a quella maggioranza si oppone? Credi che ti abbia rappresentato bene John Smith o ritieni che farebbe meglio James Jones? Essendo i collegi elettorali di dimensioni ragionevoli, ogni elettore ha la possibilità di fare una scelta informata e razionale. Votare non è un obbligo, ma un diritto non automatico, soggetto com’è alla registrazione dell’elettore.
Quel sistema ha consentito agli elettori americani di indicare con grande chiarezza le loro preferenze politiche e le persone che meglio possano rappresentarle. Sono queste le banalissime ragioni per cui da sempre sono fautore di quel sistema elettorale e che mi hanno portato ad aderire con entusiasmo al comitato per il maggioritario promosso da Marco Pannella e di cui fanno parte autorevoli esponenti della sinistra, come Pietro Ichino, commentatori veramente indipendenti come Ernesto Galli della Loggia e un gran numero di persone di valore difficilmente etichettabili come partigiane o faziose.
Sempre per questi motivi aderii con entusiasmo all’iniziativa di Massimo Severo Giannini e contribuii a fondare il partito del referendum e, in seguito, sono sempre stato accanto a Mario Segni, Giovanni Guzzetta e altri, sostenendo le innumerevoli iniziative che sono state prese Continuerò a credere in tutto questo, anche se non sono certo che ci sarà data retta: lorsignori hanno tutto l’interesse a impedire che gli elettori contino e possano effettivamente controllarli. Se, tuttavia, vogliamo sperare in un futuro per la nostra Italia, dobbiamo continuare a insistere, senza esitare mai.

di Antonio Martino, da ilblogdiantoniomartino.blogspot.com

link originale: http://ilblogdiantoniomartino.blogspot.com/

From → ECONOMIA, POLITICA

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