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Università: anzichè liberalizzare le rette, il Governo taglia le borse di studio

10 novembre 2010

Tra elezioni di medio termine americane e vicende private del premier, è passata sotto silenzio una notizia: con la legge di stabilità (la vecchia finanziaria, attualmente in discussione alla Camera) il governo ha tagliato i fondi destinati alle borse di studio. Read More

Vediamo un po’ di dati. Nel 2009 il fondo ministeriale per le borse di studio ammontava a 246 milioni, scesi nel 2010 a 99 milioni; per il 2011 sono previsti poco più di 25 milioni, per il 2013 meno di 13 milioni. Si tratta di un taglio del 90 per cento in due anni, del 95 per cento se si considera il periodo 2009/2013. Dal Ministero smentiscono i tagli, ma le tabelle della legge di stabilità parlano chiaro.

Qualcuno potrà obiettare che non si tratta di una tragedia: secondo dati Bankitalia del 2006, infatti, il 25 per cento degli studenti universitari proviene dal 20 per cento più ricco delle famiglia, e solo 8 studenti su 100 provengono dal 20 per cento più povero. Insomma, l’università è frequentata prevalentemente dai figli delle famiglie più abbienti, che possono tranquillamente permettersi di pagare rette universitarie che raramente superano i 3mila euro l’anno.
Ma, come scrive anche Francesco Giavazzi su lavoce.info, a fronte di uno Stato che sopporta un costo di 7mila euro l’anno per studente, si tratta di prezzi eccessivamente bassi per poter incentivare uno studente a studiare, completando in regola il corso di studi e pretendendo qualità del servizio. Questo differenziale tra il costo per lo Stato e quello per gli studenti, inoltre, implica che gli studi dei più ricchi sono pagati con le tasse di tutti, compresi i più poveri. Insomma, se si vogliono risparmiare soldi, il sistema migliore non è tagliare le borse di studio, ma semmai liberalizzare le rette universitarie.

In Italia, purtroppo, gli atenei non sono liberi di determinare le proprie rette, perché l’articolo 5 del DPR 306 del 1997 stabilisce che la contribuzione studentesca non può superare il 20% dei trasferimenti statali ordinari. Concedendo più autonomia agli atenei nella determinazione delle rette, invece, si risparmieranno risorse normalmente destinate ai fondi di finanziamento ordinari. Con tali risparmi, si potranno migliorare la qualità del servizio e l’accesso dei meno abbienti all’istruzione terziaria. Se la formula delle borse di studio è ritenuta troppo dispendiosa, Roberto Perotti ci fornisce un rimedio nel suo “L’università truccata ” (Einaudi, 2008): prestiti d’onore condizionati al reddito e sostegno alle spese di vitto e alloggio per i meno abbienti.

Il primo strumento garantisce la restituzione di almeno una parte dei soldi. Le borse di studio, infatti, sono erogate a fondo perduto, mentre con i prestiti d’onore chi ha raggiunto una certa soglia di reddito dopo la laurea restituisce la somma ricevuta.  Tra l’altro, introduce un ulteriore elemento di equità rispetto alle classiche borse di studio: se non è equo regalare una laurea a chi può permettersela perché ricco di famiglia, perché bisognerebbe regalarla a chi è diventato ricco grazie alla laurea stessa? Il secondo strumento, inoltre, immette più concorrenza nel sistema universitario: la bassa mobilità, infatti, rende gli studenti prigionieri delle università più vicine. Gli studenti, al contrario, devono essere messi nelle condizioni di potersi recare negli atenei migliori.

Insomma, il governo va esattamente dalla parte opposta rispetto a quanto sarebbe doveroso fare: è arrivato il momento di correggere la rotta. Nei prossimi giorni, il ministro Tremonti dovrebbe presentare un decreto-legge per lo sviluppo, nel quale sarebbero previsti investimenti per l’università di 1 miliardo di euro. Ci saranno fondi anche per le borse di studio?

di Francesco La Medica, da Libertiamo.it

link originale: http://www.libertiamo.it/2010/11/10/universita-anziche-liberalizzare-le-rette-il-governo-taglia-le-borse-di-studio/

Articoli sullo stesso argomento: https://riechoblog.wordpress.com/2010/10/15/rette-piu-alte-per-tutti/

https://riechoblog.wordpress.com/2010/10/05/la-liberalizzazione-delle-rette-universitarie-questa-e-davvero-giustizia-sociale/

https://riechoblog.wordpress.com/2010/09/30/michele-boldrin-ospite-al-convegno-di-confindustria-illustra-il-suo-punto-di-vista-sulle-riforme-piu-urgenti-di-cui-litalia-ha-bisogno/

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