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ELOGIO DELL’ AUTODETERMINAZIONE

8 novembre 2010

Consideriamo un singolo nucleo familiare come la più piccola unità secessionista immaginabile. Adottando un regime di libero scambio illimitato, persino il più piccolo dei territori può essere pienamente integrato nel mercato mondiale ed usufruire di tutti i vantaggi della divisione del lavoro, e i suoi proprietari potranno diventare le persone più ricche del mondo. D’altra parte, se il proprietario dello stesso nucleo familiare decide di evitare completamente qualsiasi  commercio infraterritoriale, ne conseguiranno la più nera miseria e la morte. Di conseguenza, più un paese e il suo mercato interno sono piccoli, più è probabile che esso opti per il mercato libero. …Read More

La secessione promuove, inoltre, l’integrazione monetaria. Il processo di centralizzazione ha avuto come conseguenza anche la disgregazione monetaria, la sostituzione dello standard monetario usuale (l’oro) con un sistema di monete di carta liberamente fluttuanti dominato dal dollaro (cioè un cartello di falsificazione governativa guidato dagli Stati Uniti). In senso stretto, comunque, tale sistema – l’ideale dei monetaristi eredi di Friedman – non rappresenta un reale sistema monetario. E’ un sistema di baratto parziale, che non assolve al vero scopo del denaro, che è quello di facilitare lo scambio e non di renderlo più complicato. Questo appare ovvio una volta riconosciuto che, dal punto di vista della teoria economica, il modo in cui sono tracciati i confini nazionali non ha un significato particolare. E tuttavia, se si immagina una proliferazione di territori nazionali sempre più piccoli, fino a che ogni nucleo familiare rappresenta un singolo paese, la proposta di Friedman si rivela per quello che è: una completa assurdità. Se ogni nucleo familiare dovesse emettere una sua propria moneta, il mondo ritornerebbe al baratto. Nessuno accetterebbe la moneta di un altro, il calcolo economico diverrebbe impossibile e il commercio subirebbe un completo arresto. Questo non è stato rilevato solo perché, dopo secoli di centralizzazione politica, è rimasto un numero relativamente esiguo di paesi e di valute nazionali e quindi le conseguenze disintegrative e le difficoltà di calcolo sono molto meno severe. Da questo punto di vista segue che la secessione si sviluppa abbastanza rapidamente, promuoverà l’integrazione monetaria.

In un mondo con centinaia di migliaia di unità politiche indipendenti, ogni paese dovrà abbandonare l’attuale sistema monetario a corso forzoso che è stato responsabile della più alta inflazione mondiale della storia umana, dovrà di nuovo adottare un sistema monetario commerciale come lo standard aurifero. Il secessionismo e la crescita di movimenti separatisti e regionalisti nell’Europa orientale e occidentale, in Nord America e altrove, non rappresentano un anacronismo ma la forza potenzialmente più progressista della storia. La secessione incoraggia le diversità etniche, linguistiche, religiose e culturali, che nel corso di secoli di centralizzazione sono state soppresse. Porrà fine all’integrazione forzata determinata dalla centralizzazione e, invece di provocare conflitti sociali e livellamento culturale, promuoverà la pacifica concorrenza cooperativa di diverse culture territorialmente separate. In particolare, eliminerà il problema dell’immigrazione che affligge sempre più l’Europa occidentale e gli Stati Uniti. Attualmente, ogni qualvolta il governo centrale permette l’immigrazione, permette a degli stranieri di arrivare – letteralmente sulle strade del governo – fino alla porta di casa dei suoi residenti, senza chiedere se tali residenti desiderino questa prossimità o meno. La “libera immigrazione” rappresenta quindi per molti aspetti un’integrazione forzata.

La secessione risolve questo problema perché lascia che i piccoli territori scelgano i propri standard di ammissione e decidano indipendentemente con chi vogliano associare il proprio territorio e con chi preferiscono cooperare a distanza. La secessione promuove, infine, l’integrazione e lo sviluppo. Il processo di centralizzazione ha creato un cartello internazionale di migrazione, commercio e moneta a corso forzato controllato e dominato dagli Stati Uniti, governi sempre più intrusivi e onerosi, statalismo globalizzato per il benessere e la guerra e stagnazione economico o addirittura un declino degli standard di vita. La secessione, se è sufficientemente diffusa, può imporre una svolta a questa situazione. Un mondo composto da decine di migliaia di diversi paesi, regioni e cantoni e da centinaia di migliaia di libere città indipendenti come le “stranezze” rappresentate oggi da Monaco, Andorra, San Marino, Lichtenstein, Hong Kong, Singapore, con il conseguente aumento delle opportunità di migrazioni con motivazione economica sarebbe un mondo di governi liberali economicamente integrati attraverso il libero mercato e una valuta internazionale rappresentata dall’oro, con una crescita economica e prosperità senza precedenti. (tratto dal libro “ABBASSO LA DEMOCRAZIA”, Leonardo Facco Editore)

di Hans Hermann Hoppe, da Movimentolibertario.it

link originale: http://www.movimentolibertario.it/index.php?option=com_content&view=article&id=9927:elogio-dellautodeterminazione&catid=1:latest-news

From → ECONOMIA, ORO, POLITICA

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