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Dal sogno liberale a quello libertino

7 novembre 2010

Il fallimento della stagione berlusconiana è tutto in un equivoco sinistro

Pochi avrebbero immaginato, nel 1994, che il progetto politico di un Paese finalmente aperto alla modernità e al mercato si sarebbe perso tra la diciassettenne Noemi e la diciassettenne Ruby, tra un profluvio di barzellette raccontate nei bar e un numero crescente di indagini giudiziarie sulle tracce di politici e squillo d’alto bordo, tra servizi televisivi voyeuristici e bizzarre inchieste su cosa diavolo sarà mai il “bungabunga”. Quella che sembra restare dopo più di un quindicennio di berlusconismo è la sensazione di un’Italia che ha perso il treno del rinnovamento. …Read More

E che al tempo stesso ha pure smarrito ogni remora dinanzi alle regole elementari del decoro, del rispetto delle diverse funzioni, del buon gusto. Fino a qualche tempo fa si diceva che il Cavaliere stava sprecando occasioni importanti perché impegnato a difendersi dalle accuse dei pm e quindi costretto a immaginare alambicchi istituzionali volti a proteggerlo. Invece che predisporre una “cura Cameron” per la spesa pubblica fuori controllo, l’intero mondo politico dava l’impressione di essere ossessionato dal “lodo Alfano” e, più in generale, da una continua conflittualità con la corporazione dei magistrati. Ma oggi la situazione è perfino peggiore, perché si ha la sensazione di poter sprofondare dal momento all’altro in un film di Tinto Brass, con i collaboratori del premier chiamati di continuo a giustificare l’elezione di questa o quella ministra, deputata o consigliera regionale. Nessuno nega che l’Italia libertina inaugurata da Berlusconi abbia pure qualche merito. Con le sue televisioni, l’uomo di Arcore ha sdoganato una certa leggerezza del vivere che non aveva ospitalità dell’Italia molto più cupa e sicuramente ipocrita della Prima Repubblica. Gli italiani sono consapevoli che la carne è debole e che soltanto i sepolcri imbiancati possono ergersi a modelli d’integrità. Il guaio sta nel fatto che oggi pare non esservi altro che questo libertinaggio fuori tempo massimo, quasi più patetico che immorale. D’altra parte l’Italia avrebbe fatto bene a tollerare con un mezzo sorriso i limiti anche vistosi del nostro ceto politico, se quello fosse stato il prezzo da pagare per un’autentica svolta liberale, per uno svecchiamento coraggioso, per una dura lotta ai privilegi e alle antiche pigrizie. Non si deve credere, però, che il problema dell’Italia sia Silvio Berlusconi. Pure adesso che la sua parabola politica pare declinare bisogna essere consapevoli che molti dei suoi errori sono stati resi possibile da un Paese che, nel suo insieme, è quanto mai fragile e a rischio di tenuta. In qualche modo, se il Cavaliere ha “esagerato”è perché non ha trovato dinanzi a sé alcuna resistenza. In Italia non abbiamo una società civile che organizzi Tea Party, contesti i propri eletti, pretenda il rispetto dei diritti e combatta l’oppressione fiscale. Non ci sono elettori che abbiano il coraggio, a destra o a sinistra, di esigere dai propri rappresentanti il rispetto degli impegni presi: diversamente non avremmo avuto tanta retorica variamente statalista, né le battaglie del centro-destra a difese di notai e tassisti. Forse la rivoluzione liberale che qualcuno si attendeva da Berlusconi non poteva essere realizzata perché nel Paese non c’era una vera domanda di libertà. O, quanto meno, essa non è sufficientemente forte e coordinata. A riportare d’attualità l’urgenza di orientarsi verso il mercato, più che un’eventuale uscita di scena di Berlusconi, sarà la dura legge dei numeri: lo sfascio dei conti pubblico e il debito statale fuori controllo. A quel punto, riforme anche dolorose saranno necessarie e probabilmente non ci sarà modo, in quel contesto, di condirle con la leggerezza che tanto piace al Cavaliere. A quel punto, ci saranno solo lacrime e sangue. Ma forse potrà essere un modo per rimettersi in piedi davvero. Da Liberal, 3 novembre 2010

di Carlo Lottieri, da Brunoleoni.it

link originale: http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=9759

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