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Quanto produce la pubblica amministrazione?

1 novembre 2010

Se vogliamo fare una stima realistica dell’output della Pubblica amministrazione, dobbiamo correggere la spesa nominale per consumi pubblici con gli sprechi che avvengono nell’erogazione di servizi.

Una misura accurata degli sprechi richiederebbe di condurre studi dettagliati su ciascun comparato della Pubblica amministrazione che produce servizi pubblici, o per lo meno sui comparti che hanno il peso macroeconomico maggiore: sanità, scuola, università (capisaldi dello Stato Sociale), giustizia, burocrazia, sicurezza (capisaldi dello Stato minimo). …Read More

Di questi, gli unici settori di cui abbiamo una stima degli sprechi sono la sanità, la scuola, la giustizia civile e il sistema carcerario, che coprono il 75% della spesa complessiva.

Le quattro misure di spreco possono essere sintetizzate in un unico indice, con cui correggere i consumi pubblici di ogni territorio, in quanto è provato che la tendenza a sprecare risorse pubbliche è una caratteristica strutturale di un certo territorio e tende a manifestarsi in tutti i campi.

Dunque in Lombardia il tasso medio di spreco è del 2,8%, è sotto il 15% in tutto il Nord (eccetto la Liguria) e poi sale regolarmente scendendo da Nord a Sud, fino ad attestarsi vicino al 50% in Sicilia, Calabria, Basilicata e Sardegna. Ecco quindi una tabella con i consumi pubblici pro capite (anno 2006):

__________________Valore nominale___ Valore effettivo (stima)

Nord                                            90,8                                  111,5

Centro                                         116,9                                112,3

Sud                                              102,6                                  78,4

ITALIA                                      100                                     100

Sud rispetto al Nord            +13%                                 -29,70%

Fatta 100 la spesa pro capite della Pubblica amministrazione in consumi pubblici, il fatto che il valore nominale della spesa pubblica al Nord sia 90,8 e al Sud 102,6 mostra che non esiste alcun sottofinanziamento del Mezzogiorno. Questa differenza aumenterebbe se scorporassimo dal Sud il Lazio, che a causa delle funzioni di Roma Capitale contribuisce ad innalzare il valore medio dei consumi pubblici nazionali.

I dati della tabella sono riassumibili così: la spesa pro capite al Sud è del 13% più alta di quella del Nord, mentre i servizi prestati – nonostante la maggior spesa – sono inferiori del 30%.

Traduciamo le percentuali in cifre: i consumi pubblici nominali in Italia valgono 264,2 miliardi di euro e la stima del tasso medio di spreco si attesta al 26,1%. Il che significa uno spreco annuale di 69 miliardi di euro.

Allora la domanda è : si spende poco o male?

di Riecho Blog, tratto (non integralmente) dal saggio “Il sacco del Nord”, di Luca Ricolfi

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