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Di come le manie socialiste distruggano tutto ciò che sfiorano: un caso reale

17 ottobre 2010

La storia che sto per raccontarvi è ambientata in un tranquillo paese di una tranquilla provincia delle Marche.  Una di quelle “isole felici” che tanto piace sbandierare ai nostri cari politici. Una regione “rossa”, da moltissimi anni, il cui atto più significativo da parte della giunta è stato, cinque-sei anni addietro, la creazione della ASUR, ovvero l’unificazione delle Aziende Sanitarie Locali.

La storia che sto per raccontarvi è quella di centinaia di malati ricoverati negli ospedali. Pazienti, spesso cronici o terminali, che necessitano di ulteriore assistenza oltre quanto sia possibile ricevere dal personale ospedaliero. Pulizia personale, aiuto nel deambulare, anche il semplice essere girati nel letto per evitare le piaghe da decubito. Operazioni che sono troppo frequenti e che necessitano di presenza immediata e quindi non possono  essere svolte dagli infermieri. Un ruolo che una volta, quando i legami familiari erano più forti e le famiglie più numerose, veniva svolto dai parenti.

Nasce così, qui come altrove, la figura professionale della “badante ospedaliera”. Nasce da una domanda. Nasce spontaneamente. Chi sono queste donne? Sono nella grande maggioranza dei casi signore dai 40 ai 60 anni, ex lavoratrici a domicilio nel settore della calzatura il cui lavoro è stato inghiottito dalla concorrenza cinese, per lo più madri di famiglia abituate a lavorare ed allevare i propri figli contemporaneamente (la diffusione a tappeto del lavoro di cucitrice a domicilio ha fatto sì che noi, oggi trentenni, abbiamo avuto  l’immensa fortuna di essere allevati ed educati da nostra madre, e non da una sconosciuta baby sitter).

La nascita di questa figura professionale è un esempio emblematico di come funziona un mercato libero. C’è una domanda di servizi. Spontaneamente nasce una offerta. Il prezzo è deciso dal mercato: all’inizio era abbastanza alto poi, con il subentrare sul mercato di un numero maggiore di badanti, scende.

Che garanzia ha la famiglia sull’affidabilità e sulla professionalità di queste donne? Una sola, la più importante. Il lavoro infatti viene procurato quasi esclusivamente con il “passaparola”. La soddisfazione dei familiari del degente è l’unica forma di pubblicità possibile, la migliore possibile, per chi svolge quel mestiere.

Come prevedibile, e come giusto, cominciano ad entrare in questo mercato del lavoro anche donne extracomunitarie. Praticano un prezzo più basso delle “autoctone”, di uno-due Euro l’ora. Su una degenza di dieci giorni una famiglia risparmia fino a 200-250 Euro.

Cosa succede allora? Succede quel che succede in un mercato libero: qualcuna abbassa anch’essa il prezzo, ma molte altre non ne hanno bisogno: il passaparola positivo garantisce loro piena occupazione senza dover calare le tariffe. E, sorprendentemente (ma anche no), i rossi e progressisti marchigiani preferiscono spesso spendere duecento Euro a settimana in più ma lasciare il proprio padre/madre/zio nelle mani di una persona che almeno è in grado di capirli (spesso gli anziani parlano solo dialetto) piuttosto che puntare al risparmio. Succede che le donne straniere NON SONO IN GRADO di portare via loro il lavoro, come invece avevano fatto i cinesi per il taglio e cucito. La differenza di qualità è incolmabile, il gap iniziale troppo ampio.

Tuttavia, le famiglie che non hanno ampia disponibilità economica hanno comunque la possibilità di avere una badante ospedaliera, rivolgendosi a chi pratica tariffe più economiche. Di nuovo, il libero mercato e la libera contrattazione hanno trovato un lavoro a tutti, ed hanno soddisfatto tutte le richieste dei “consumatori” (anche se ovviamente parliamo di un servizio e non di un bene materiale). Ci sono prodotti di qualità diversa ad un prezzo diverso, c’è la concorrenza piena, c’è mercato per tutte (il che non significa “la stessa quantità di lavoro per tutte”)

Cosa c’è che non va in questa storia?

Niente. Tutto gira alla perfezione. Domanda, offerta, prezzo. Adam Smith guardava il tutto con un sorriso benedicente dal cielo.

Ed è appunto per questo che lo Stato, sotto forma di un suo apparato periferico, ovvero la direzione ospedaliera (di nomina politica, e quindi facilmente riconducibile alla giunta rossa della regione) non può esimersi dall’intervenire.

Cosa succede? Immaginate due fabbriche di scarpe. Una vende più paia e lavora da dieci anni, l’altra ha aperto ieri e vende ovviamente meno. Immaginatevi un governo che all’improvviso legiferi che no, la fabbrica di scarpe che fa più paia debba cedere parte della sua produzione al neo arrivato.

Immaginatevi di aprire domani mattina una fabbrica di merendine e immaginatevi un governo che obblighi per legge la Ferrero a cedervi la sua produzione.

Fantascienza? No, nelle Marche della “Buona Amministrazione di Sinistra” è esattamente quello che è successo.

Succede che l’amministrazione decide che questa situazione “senza regole” non va bene. Dà così sfogo alla vera passione di tutti i socialdemocratici, al sogno bagnato degli statalisti di tutta Italia: la creazione, udite udite, di un ALBO DELLE BADANTI (e qui ci starebbe bene un “Ohhhh” di sincero ed ammirato stupore). L’idea è che i familiari dei pazienti scelgano la badante dal suddetto albo e non per passaparola, eliminando così il vantaggio competitivo delle badanti “anziane”.

Cosa si deve fare per appartenervi? Semplice, bisogna fornire della documentazione che comprovi alcune caratteristiche, tipo assicurazione, vaccinazioni, ecc ecc. Documenti relativamente facili da ottenere, ma solo se uno ha pratica della italica burocrazia. Documenti che vanno semplicemente infilati in una cassetta postale interna appositamente predisposta.

Chi controlla questi documenti? Viene scelta una associazione di volontariato, la quale piazza in ufficio un simpatico signore settantenne. Costui, quindi, si trova ad avere potere decisionale su chi, tra le badanti, possa o meno accedere a questo fantomatico “albo”, senza il quale il lavoro è precluso. Non solo, spesso capita che chi non conosca alcuna badante si rivolga direttamente a lui, il quale indirizza le famiglie a suo insindacabile giudizio verso l’una o l’altra.

Ma, come sempre c’è un “ma”. Ricordatevi che sul mercato ci sono anche donne che non si muovono così bene nei meandri della burocrazia. E sono per lo più ragazze giovani dell’Est: Rumene, Moldave, Ucraine, Russe.

A questo punto della storia, sapete già come andrà a finire. Ed io ho una buona ed una cattiva notizia per voi. La buona è che la storia prosegue esattamente come avete previsto. La cattiva è che non siete i geni che pensate di essere.

Né vi serve essere dei teorici libertari, dei fanatici di Voltaire, degli studiosi di von Mises o di Rothbard per arrivare all’unica logica conclusione. Semplicemente qualsiasi persona con un cervello minimamente nella media sa cosa succede IMMANCABILMENTE quando ad una persona viene dato potere e controllo su altre. E no, non avrebbe fatto alcuna differenza se al posto del signore in questione ci fosse stata una donna. Al posto del sesso avrebbe chiesto bustarelle in contanti.

Ovviamente quanto accade non sfugge alle colleghe “anziane”. Così, ad una assemblea, queste ultime espongono alla direzione dell’ospedale le loro perplessità sulla vicenda.

La risposta della direzione, senza troppe parafrasi, è “la dovete smettere con questi pregiudizi , il vostro è solo bieco razzismo fomentato dal fatto che vi stanno rubando il lavoro perché sono più brave di voi”.

Mica tutti possono essere dei tolleranti ed aperti come i progressisti che devono il proprio strapagato posto di lavoro alle raccomandazioni politiche, suvvia…

Questa storia termina così, con un simpatico signore settantenne agli arresti domiciliari e oltre quaranta donne, tra cui molte madri di famiglia (ad esempio la mia) irrimediabilmente bollate come puttane. Ed una situazione che i socialistoidi amministratori si sono guardati bene dal riportare all’ origine, ovvero quel libero mercato e libera scelta che funzionava così bene.

No, la loro soluzione è la stessa di sempre: altre regole, controlli più severi. E il potere che si sposta verso il vertice, dal controllore al controllore del controllore. Si accettano scommesse su quest’ultimo, su quanto ci metterà a farsi beccare con le mani nella marmellata in modo tale che loro, dall’alto della loro illuminata saggezza statalista,  possano istituire finalmente anche la figura del controllore del controllore del controllore. E via ad libitum.

Nel frattempo le famiglie che vogliono una badante ospedaliera hanno meno scelta e pagano di più. Nel frattempo dalla rossa Emilia sono planate leggiadre e aggraziate come i condor delle Ande su una carcassa di Alpaca, le magnifiche e fantasmagoriche “cooperative” (altro “Ohhh” di stupore, please), le quali si fanno GARANTI della qualità del servizio (sul quale non hanno il minimo controllo, quindi sostanzialmente millantano e basta) in cambio di una tangente pari ad uno-due Euro l’ora.

Grazie, amici socialdemocratici. Vi voglio bene.

da Aphosis Tumblr,

link originale: http://apophis.tumblr.com/post/1322901489


From → ECONOMIA, POLITICA

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