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Ferrovie, il mercato libero è meglio

13 ottobre 2010

La liberalizzazione del settore ferroviario è essenziale per sviluppare il servizio di trasporto via ferro per i cittadini italiani. Non è un caso che i due paesi che hanno aperto maggiormente alla concorrenza, Gran Bretagna e Svezia, abbiano avuto i maggiori incrementi di traffico negli ultimi 15 anni.

Nel Regno Unito l’aumento dei passeggeri chilometri è stato superiore al 70 per cento. Non a caso il paese è stato preso a modello dall’Unione Europea per i pacchetti di liberalizzazione, anche in considerazione del basso tasso d’incidentalitá degli ultimi anni.
Infatti, così come nel trasporto aereo, le ferrovie stanno andando lentamente verso l’apertura del mercato. Dopo decenni di diminuzione dell’uso di questa modalità di trasporto nelle preferenze dei viaggiatori, la concorrenza del mercato ha permesso una nuova “giovinezza” ai treni europei.

Dal primo gennaio del 2010 è stato aperto il mercato del traffico dei passeggeri internazionali, mentre è ormai liberalizzato a livello comunitario il settore merci.
In Italia si è deciso – circa un decennio fa – per una separazione formale tra il gestore della rete, Rete Ferroviaria Italiana, e l’operatore monopolista, TrenitaliaLa separazione, tuttavia, è solo formale, perché entrambe le compagnie sono controllate al 100 per cento da Ferrovie dello Stato Holding. Quest’ultima, di cui Mauro Moretti è l’amministratore delegato, controlla sia il gestore della rete che l’operatore dominante.
È questa la ragione per la quale esistono dei chiari conflitti di interesse, come segnalato nei giorni scorsi da Nuovo Trasporto Viaggiatori, la società di treni ad alta velocità che entrerà sul mercato a partire dal prossimo settembre.

La gestione dei binari è un punto delicato, in mancanza di un’autorità dei trasporti che possa fare un controllo ex-ante dell’effettiva concorrenzialità del mercato. Separazione e Authority sono due degli elementi essenziali per garantire uno sviluppo del mercato tramite la concorrenza.
Per fare un esempio sulle conseguenze della mancata separazione, immaginiamo se Alitalia possedesse non solo la compagnia aerea, ma anche gli aeroporti, potendo così decidere l’utilizzo degli slot aeroportuali! L’esempio è solo teorico, perchè nel settore aereo questa situazione non è possibile, in virtù di una normativa comunitaria più avanzata di quella vigente nel settore ferroviario.

Ma perché è necessaria un’effettiva apertura del mercato, come indicato tra l’altro dall’Indice delle Liberalizzazioni dell’Istituto Bruno Leoni?
Innanzitutto, per evitare un conflitto d’interessi tra RFI e Trenitalia e in secondo luogo – non certo meno importante – per eliminare il rischio dei sussidi incrociati. Ferrovie dello Stato riceve oltre 4 miliardi di euro l’anno dallo Stato in contributi e sussidiNon sempre questi aiuti vengono assegnati attraverso gare concorrenziali, come segnalato anche dall’autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nel caso del trasporto regionale.

Nel segmento della media e lunga percorrenza addirittura non esistono delle gare e vi è un contratto diretto tra Stato e Trenitalia. Il servizio potrebbe essere effettuato da altri operatori a dei prezzi inferiori? Non è possibile affermarlo con certezza, ma è un fatto che, in una situazione di concorrenza, i prezzi tendono a diminuire.

Un’evidenza dei sussidi incrociati la offre il settore merci. La società Trenitalia Cargo, nel momento dell’apertura del mercato, perdeva centinaia di milioni di euro e faceva concorrenza a decine di operatori privati. Questa società pubblica poteva resistere alla concorrenza solo grazie ai soldi ricevuti da Trenitalia, perché altrimenti sarebbe fallita in pochi mesi.

Questi problemi potrebbero essere affrontati con l’introduzione di un’autorità indipendente che controlli l’effettivo utilizzo dei sussidi pubblici. I problemi legati all’utilizzo della rete troverebbero invece una soluzione nella separazione tra RFI e Trenitalia. Entrambe le innovazioni si rivelerebbero utili per aumentare la concorrenzialità del mercato ed utilizzare al meglio le nuove opportunità che la rete ad alta velocità offre agli operatori ferroviari.

di Piercamillo Falasca, da Libertiamo.it

link originale: http://www.libertiamo.it/2010/10/12/ferrovie-il-mercato-libero-e-meglio/

 

From → LIBERALIZZAZIONI

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