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Fantapolitica liberale

13 ottobre 2010

Su istigazione di Claudia Biancotti scrivo ed espando un programma elettorale.

 

Premesse:

 

A) L’Italia è un paese che sta morendo: non cresce da oltre 20 anni, ha conti pubblici allo sbando, ha inefficienze enormi in pressoché ogni mercato, ha un sistema assistenziale statico, inefficiente e – quel che più conta – insostenibile.

 

B) Né la destra né la sinistra sono la soluzione: gli evidenti limiti culturali di tutti i partiti, i problemi a convincere un elettorato restio a cambiare le proprie idee (problema evidente soprattutto a sinistra), la totale mancanza di una cultura liberale, e il cesarismo da yes-man a cui ci ha abituati Berlusconi non aiutano.

 

C) Quello che manca ai liberali non sono i numeri (un programma di riforme serio potrebbe interessare milioni di elettori, come la retorica di Berlusconi insegna), quello che manca è l’esperienza pratica, l’attenzione per i dettagli della policy, gli alleati affidabili, l’organizzazione logistica. Tutte cose che Berlusconi – se avesse voluto – avrebbe potuto costruire. Ma i suoi piani erano evidentemente diversi.

 

D) Volenti o nolenti, se vogliamo che l’Italia non collassi occorre fare riforme serie, e dunque o liberalismo o morte: di certo non abbiamo bisogno di cesarismo, comunismo, corporativismo, e paura della libertà e della responsabilità.

 

Detto questo, ecco un programma poco dettagliato, ma di cose che toccano problemi fondamentali. Poi, per cambiare le lampadine dei lampioni avremo tempo. Queste questioni sono problemi vitali, e meriterebbero un’attenzione ai dettagli e un’analisi professionale che ovviamente non posso fare io.

 

1. diminuire la spesa pubblica: chi dice di tagliare le tasse senza parlare di questo costruisce uno schema di Ponzi e basta.

2. riformare le pensioni: prima o poi saranno così basse che dovremo mangiare i vecchi per sopravvivere, dunque prima si riformano, meglio è.

3. aumentare la concorrenza nei servizi pubblici, nei servizi infrastrutturali, e nelle professioni: qui ci sono “pasti gratis” enormi, data l’inefficienza economica del paese.

4. tagliare le tasse, soprattutto su risparmi e investimenti: così si stimola la crescita.

5. ridurre i tempi dei processi e garantire regole prevedibili e generali: la rule of law è questo, non il forcaiolismo di Di Pietro

6. difendere i cittadini dall’arbitrio dello stato e dalla sua voracità fiscale: la rule of law è anche questo, se non soprattutto

7. riformare il mercato del lavoro: meno disoccupazione, più flessibilità, e protezioni dinamiche (cioè, non difesa del posto ad ogni costo, ma strumenti di riqualificazione e riallocazione)

8. riformare le scuole e le università: le prime sono costose e inefficienti, le seconde sono solo inefficienti, anche se hanno il vantaggio di costare poco (pare).

9. ridurre il numero di dipendenti pubblici: sono quasi tutta la spesa pubblica, dunque o questo, o bancarotta. Se si riforma il mercato del lavoro, non ci sarà bisogno di far finta di combattere la disoccupazione creando posti inutili.

10. far pagare ad ogni ente locale tutte le sue spese fino all’ultimo centesimo: questo è federalismo fiscale serio. Nessuno deve poter spendere impunemente.

11. aumentare la trasparenza di ogni singola procedura o legge o capitolo di spesa della P.A.: accountability non è traducibile in italiano, come dice Claudia. Negli USA tutto ciò non è servito a granché negli ultimi anni, ma… mejo de gnente.

12. ridurre il debito pubblico, anche il debito non finanziato delle promesse assistenziali future.

13. evitare di inginocchiarsi di fronte al Vaticano per prendere voti.

 

Si può fare a gara a capire quale dei punti sarà criticato da chi. Bisogna andare contro gruppi organizzati: sindacati, pubblici impiegati, associazioni professionali, esercenti in mercati protetti, politici nazionali, amministratori locali…

 

Ma possiamo permetterci di non farlo? Quante centinaia di miliardi di euro ci è costato il non averlo già fatto negli ultimi venti anni?

di Pietro Monsurrò

link originale: http://www.facebook.com/note.php?note_id=488130787463&id=1014526586

From → ECONOMIA, POLITICA

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